RWA: cosa sono e come funzionano
6 febbraio, 2026
12 min

Real World Assets (RWA): la nuova rivoluzione del sistema finanziario globale
Che cosa sono i RWA e come funzionano? I Real World Assets (RWA) sono un’innovazione tecnologica basata sulla blockchain che promette di rivoluzionare l’infrastruttura del trasferimento e detenzione di asset (finanziari e non).
Grazie all’unione di caratteristiche come efficienza, decentralizzazione e libertà di accesso, i RWA stanno vivendo in questo periodo storico (2026) una vera e propria esplosione di interesse e utilizzo, soprattutto da parte di entità istituzionali.
Riportando le parole del nostro CEO Andrea Ferrero: «se fino a questo momento abbiamo utilizzato binari costruiti dopo la Seconda Guerra Mondiale… grazie alla tokenizzazione stiamo portando i titoli finanziari, e non solo, su binari nuovi». Se sei curioso di scoprire che cosa sono i RWA e come funzionano, questo è l’articolo che fa al caso tuo.
Cosa sono tecnicamente i RWA?
Cosa sono i RWA? Spiegati in maniera semplice, i RWA non sono altro che asset del mondo reale (come azioni, obbligazioni, immobili, crediti o opere d’arte) rappresentati all’interno della finanza decentralizzata tramite l’utilizzo di smart contract.
| Asset reale | L’oggetto giuridico che ha un valore economico (una casa, un titolo di debito, un’oncia di oro, un’azione) |
| Token RWA | La rappresentazione digitale dell’asset |
| Smart contract | Il meccanismo che regola emissione, trasferimento, diritti |
| Blockchain | Il registro che garantisce trasparenza e immutabilità |
Sebbene il concetto possa sembrare banale, questa “semplice” innovazione sta innescando una vera e propria rivoluzione silenziosa nell’infrastruttura finanziaria globale, abbattendo le barriere d’ingresso e rendendo liquidi mercati intrinsecamente inefficienti.
Storicamente, infatti, istituzioni come banche, borse valori (stock exchanges) e società di gestione hanno offerto questi servizi in modo esclusivo e centralizzato, obbligando gli utenti a scendere a compromessi in termini di privacy, costi di gestione ed efficienza generale del processo di scambio di asset.
L’obiettivo dei RWA è dunque quello di evolvere il sistema finanziario attuale, passando da un sistema efficiente ma altamente centralizzato ad uno ancora più efficiente, aggiungendo allo stesso tempo il concetto di decentralizzazione e di libertà di accesso.
Per comprendere ancora meglio la missione e lo scopo dei RWA, ripercorriamo l’evoluzione dell’infrastruttura finanziaria moderna attraverso lo studio di tre passaggi fondamentali che hanno caratterizzato questo settore: l’era del sistema cartaceo, l’era del sistema digitale centralizzato e l’era del sistema digitale decentralizzato.
L’era del sistema cartaceo (fino agli anni ’70)
È stato il sistema dominante fino all’inizio degli anni ’70. In questa fase, il trasferimento di valore tra due persone avveniva esclusivamente attraverso lo scambio fisico di documenti cartacei (certificati azionari, obbligazioni, titoli al portatore) che costituivano l’unico mezzo per definire la proprietà del bene.
- Il problema: la proprietà era vincolata al possesso materiale del “pezzo di carta”, rendendo gli scambi lenti, costosi e geograficamente limitati.
L’era del sistema digitale centralizzato (dagli anni ’70 al 2020)
Questa fase nasce con l’avvio della digitalizzazione negli Stati Uniti e, in particolare, con la fondazione del NASDAQ nel 1971 (il primo mercato borsistico elettronico al mondo). In questo sistema, il trasferimento della proprietà avviene in maniera praticamente istantanea tramite un semplice clic, abbandonando definitivamente il supporto fisico.
- Il problema: sebbene molto più efficiente rispetto al modello cartaceo, questo sistema si basa intrinsecamente sul concetto di centralizzazione. Per funzionare, richiede infatti un intermediario fidato (banche, broker, camere di compensazione) che mantenga i registri delle proprietà individuali e convalidi le transazioni in maniera potenzialmente soggettiva o opaca. In questo contesto emerge dunque la necessità di un’alternativa decentralizzata e permissionless.
L’era del sistema digitale decentralizzato (dal 2020)
Questa fase segna il passaggio definitivo dalla fiducia riposta nelle istituzioni umane alla fiducia riposta nel codice crittografico. Se l’era precedente aveva digitalizzato l’informazione e la sua movimentazione, l’era decentralizzata — guidata dalla tecnologia blockchain e dall’avvento dei RWA — sta digitalizzando il valore stesso.
In questo nuovo paradigma, i beni non sono più confinati in database privati e isolati, ma vengono immessi su registri distribuiti, cambiando in maniera strutturale il sistema finanziario globale, introducendo tre innovazioni senza precedenti:
- Trasformazione dell’intermediazione: grazie agli smart contract, lo scambio di asset può avvenire in maniera peer-to-peer, con regole e diritti direttamente programmati all’interno del token stesso. Un passaggio fondamentale per ridurre il numero di passaggi manuali obbligatori fino a ieri.
- Liquidità e frazionamento: i RWA permettono di suddividere asset storicamente indivisibili (come un immobile o un fondo d’investimento) in migliaia di token. Questo permette a chiunque di partecipare a mercati prima riservati esclusivamente a grandi capitali, trasformando asset illiquidi in strumenti finanziari dinamici.
- Trasparenza e componibilità: ogni operazione è verificabile on-chain, eliminando il rischio di manipolazione dei registri. Inoltre, essendo basati su standard distribuiti, questi asset possono essere integrati in protocolli di finanza decentralizzata, permettendo, ad esempio, di usare un immobile tokenizzato come collaterale per un prestito in modo istantaneo.
La tokenizzazione e, nello specifico, i RWA rappresentano dunque l’ultima frontiera dell’innovazione delle infrastrutture alla base del trasferimento del valore a livello globale. Sebbene questo percorso non sia privo di problematiche — quali, ad esempio, la vulnerabilità ad attacchi informatici e l’attuale complessità operativa del sistema — esso rappresenta, senza troppi dubbi, l’evoluzione più plausibile dell’attuale sistema finanziario.
Come funziona il processo di tokenizzazione
Dopo aver compreso che cosa sono i RWA e che problema puntano a risolvere, passiamo ad analizzare come un bene fisico venga effettivamente trasformato in un asset digitale. Questo processo, definito tokenizzazione, non è un semplice atto tecnico, ma un’operazione che fonde diritto, finanza e tecnologia attraverso tre fasi essenziali: la digitalizzazione, la creazione del codice e l’immissione sul mercato.
1. La digitalizzazione dell’asset
Il processo ha inizio con la digitalizzazione, una fase cruciale che funge da ponte tra il mondo fisico e quello crittografico. In questo stadio, l’asset reale (che sia un lingotto d’oro, un immobile o un credito commerciale) viene sottoposto a una rigorosa valutazione e a una strutturazione legale specifica.
Non si tratta solo di creare una “foto” digitale del bene, ma di costituire un’intelaiatura giuridica — spesso tramite società veicolo o contratti di custodia — che garantisca che il possesso del token dia effettivamente diritto alla proprietà, ai diritti economici e ai frutti economici del bene sottostante. In questa fase, tutte le informazioni rilevanti, come perizie, certificati di autenticità e dati tecnici, vengono preparate per essere trasferite nel registro distribuito.
2. La creazione dello smart contract
Una volta definito il quadro legale e documentale, si passa alla fase tecnica di creazione dello smart contract. In questo passaggio viene creato il vero e proprio strumento necessario allo scambio dell’asset all’interno dell’infrastruttura blockchain.
All’interno del codice vengono scritte le regole d’uso del token, come la frequenza di distribuzione dei dividendi, le eventuali limitazioni al trasferimento (necessarie per rispettare le normative antiriciclaggio), i diritti di voto dei possessori e tutte quelle informazioni accessorie necessarie alla corretta gestione dell’asset. Attraverso l’operazione di minting (conio), l’asset viene ufficialmente emesso sulla blockchain, trasformando un valore fisico in un’unità digitale univoca, sicura e impossibile da falsificare.
3. L’entrata nel mercato dell’asset
L’ultima fase riguarda l’entrata dell’asset nel mercato, che rappresenta il vero passo avanti rispetto al passato. Grazie alla tokenizzazione, infatti, l’asset entra in un ecosistema globale che presenta una serie di vantaggi indiscutibili rispetto al vecchio sistema digitale, tra cui il fatto di essere potenzialmente più liquido, accessibile e frazionabile.
Da un lato, infatti, entrando all’interno di una struttura di mercato costruita sui pilastri della decentralizzazione, della libertà di accesso e dei sistemi distribuiti, un asset tokenizzato ha accesso a un mercato globale attivo 24/7. Questo elimina le barriere geografiche e temporali dei mercati tradizionali, aumentando drasticamente la base dei potenziali investitori e quindi la liquidità e l’accessibilità.
Dall’altro lato, essendo i RWA una rappresentazione digitale di un asset fisico, beneficiano della possibilità di essere frazionati in più quote in maniera profondamente più semplice rispetto a un contratto digitale classico, portando indubbi vantaggi nel processo di scambio di asset di grandi dimensioni o valore e tipicamente illiquidi, come immobili o opere d’arte.
In definitiva, l’integrazione di queste tre fasi dimostra come la tokenizzazione non sia una semplice migrazione di dati da un registro cartaceo a uno digitale, ma una vera e propria metamorfosi del concetto di proprietà. Attraverso la perfetta sincronia tra conformità legale, rigore tecnologico e libertà di scambio, i RWA riescono a conferire a beni storicamente statici una dinamicità e una flessibilità senza precedenti.
Un esempio pratico: il caso Fleap
Per illustrare concretamente il potenziale della tokenizzazione, esaminiamo uno dei casi studio più significativi nel panorama italiano: il caso Fleap. Questo esempio rappresenta una pietra miliare nel settore dei RWA, poiché dimostra come la tecnologia blockchain sia già applicata con successo a processi finanziari complessi, garantendo al contempo piena conformità legale e operativa.
Entrando nello specifico, Fleap S.p.A. è una società italiana fondata nel 2019 all’interno del PoliHub, l’incubatore del Politecnico di Milano, con l’obiettivo di creare nuove opportunità nei mercati privati attraverso la tokenizzazione degli strumenti finanziari.
Fleap rappresenta un caso estremamente emblematico, poiché è stata la prima realtà a ottenere l’autorizzazione dalla CONSOB (l’ente regolatore italiano in materia di mercati finanziari) come “responsabile del registro” ai sensi del “DL Fintech”. Grazie a questa qualifica, può offrire alle società italiane servizi di tokenizzazione nativa di strumenti finanziari.
Attraverso la sua piattaforma, è possibile gestire azioni, obbligazioni, titoli di debito e quote di OICR come token programmabili su blockchain, mantenendo inalterati il valore legale e i diritti economici. Ciò comporta vantaggi concreti in termini di trasparenza, efficienza e riduzione dei costi.
La piattaforma, inoltre, supporta funzionalità avanzate di smart governance, come la gestione di votazioni, la redazione di verbali, la conservazione di documenti e l’automazione delle operazioni societarie, riducendo la complessità di processi storicamente onerosi e frammentati.
Il caso Fleap dimostra come la tecnologia della tokenizzazione degli asset sia una soluzione già pronta per migliorare il nostro rapporto con la gestione degli asset finanziari, offrendoci uno sguardo sulla futura infrastruttura del sistema finanziario.
Se sei curioso di scoprire che cos’è Fleap e come funziona il suo modello di business, ti rimandiamo alla lettura dell’articolo: “Young Platform annuncia la sua evoluzione: da crypto exchange a Super App finanziaria, nasce Young Group con l’integrazione di Fleap”
Conclusioni
Come abbiamo analizzato, i RWA rappresentano oggi una delle frontiere più rivoluzionarie che la tecnologia applicata alla finanza abbia mai attraversato, rappresentando un cambio di paradigma che sta riscrivendo le regole della proprietà e dello scambio.
Attualmente, il mercato dei RWA (escludendo le stablecoin) ha raggiunto una capitalizzazione di circa 20 miliardi di dollari. Tuttavia, questo è solo l’inizio: le stime degli esperti indicano una crescita esponenziale che porterà il settore a toccare i 50 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni, confermando come la tokenizzazione stia uscendo da una fase sperimentale per diventare uno standard riconosciuto a livello istituzionale.
In questo scenario, comprendere cosa sono i RWA rappresenta un requisito vitale per chiunque desideri interpretare correttamente la direzione dei mercati finanziari e dei sistemi di trasferimento del valore a livello globale. Siamo di fronte alla nascita di un’infrastruttura finanziaria più equa, liquida e trasparente, dove il confine tra “reale” e “digitale” è ormai definitivamente sfumato.








