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UniSwap: il primo exchange della DeFi

5 maggio, 2021

11 min

UniSwap: il primo exchange della DeFi
Intermedio

UniSwap è tra i primi DEX per volumi e liquidità, e nell’Ottobre 2020 ha superato il volume degli scambi su Coinbase

UNI è il suo token di governance, lanciato sul mercato solo nel 2020, a due anni dal rilascio di UniSwap.

Nel marzo 2021 il token UNI ha scalato la classifica dei marketcap, crescendo del 50% in una settimana e conquistando l’ottavo posto sul mercato. Considerata la solidità del progetto fin dall’inizio e le caratteristiche della Versione 3 in uscita il 5 Maggio 2021, per ora possiamo dire che questo successo è tutto meritato.

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Il primo DEX di successo

UniSwap è principalmente un Exchange Decentralizzato (DEX), ossia una piattaforma di scambio di criptovalute che non è controllata da nessun intermediario o azienda, ma è completamente affidata a smart contract e algoritmi. 

UniSwap è il primo progetto simile ad aver ottenuto un vero successo, grazie alle sue caratteristiche chiave. 

Semplicità d’uso

I DEX prima di UniSwap erano molto complessi da usare, UniSwap invece si presenta con un’interfaccia molto intuitiva, in particolare la sezione dedicata allo scambio dei token (Swap) risulta molto chiara.

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Disponibilità di liquidità

Gli exchange decentralizzati hanno sempre avuto il problema della liquidità. Per permettere ai trader di eseguire ordini in qualunque momento, è necessario avere sempre una domanda e un’offerta ampia e attiva su tutti gli asset. In altre parole, è necessario avere sempre liquidità disponibile.

UniSwap ha risolto questa lacuna introducendo un Market Maker Automatizzato e un programma di incentivazione per la fornitura di liquidità, di cui parleremo più avanti.

Gli Automated Market Maker (AMM) sono una serie di smart contract che determinano i prezzi con un algoritmo e utilizzano pool di liquidità per eseguire automaticamente gli ordini. 

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Il cuore battente della DeFi

La piattaforma ha permesso a tantissimi token DeFi di avere un mercato e di emergere. I trader hanno così avuto l’accesso a nuovissime criptovalute che non erano disponibili su nessun’altra piattaforma.

Non solo UniSwap ha dato la svolta decisiva per quanto riguarda lo scambio decentralizzato di criptovalute, ma ha anche incentivato nuovi progetti della finanza decentralizzata.

L’attacco di SushiSwap e la rivincita di UniSwap

Nel Maggio 2020 uscì la V2, con sostanziali miglioramenti, e nell’estate del 2020 UniSwap vedeva volumi giornalieri sopra il milione di dollari. Cavalcando la gloria, il team crebbe e raccolse un finanziamento di Serie A da 4 diverse Venture Capital.

Con l’autunno arrivò il primo grande ostacolo: SushiSwap lanciò un’offerta mirata a togliere utenza e liquidity provider a UniSwap, e ci riuscì. 

Questo “vampire attack” drenò la liquidità di UniSwap, ma il team era già al lavoro sulla V3

Non solo, pochi giorni dopo l’attacco, arrivò sul mercato il token UNI con un grande airdrop per tutti coloro che avevano già usato il protocollo. Il token UNI fu subito listato dai più grandi exchange internazionali a una velocità fuori classe. In due mosse ben piazzate, UniSwap si era ripreso la scena.

La Version 3

L’attesissima Versione 3 del protocollo UniSwap cela funzionalità che segneranno una svolta per i DEX. 

L’aggiornamento del protocollo è stato attivato il 5 Maggio su Ethereum.

La parola chiave della V3 è “personalizzazione”. L’utente ha ora maggiore libertà di scelta per quanto riguarda 3 principali funzionalità:

  • La fornitura di liquidità, grazie alla liquidità concentrata
  • Gli swap di token, grazie ai range order
  • Le commissioni (fee), grazie all’aggiunta delle commissioni flessibili

Cos’è la liquidità concentrata?

Partiamo dal concetto di Liquidity Provider (LP), ossia “fornitore di liquidità”. 

Gli LP sono utenti che depositano i propri token nelle pool di liquidità per ottenere un incentivo come ricompensa.

Le pool di liquidità sono uno degli strumenti principali degli exchange decentralizzati. Si tratta di “contenitori” di grandi quantità di coppie di token (pair). La liquidità che contengono le pool serve all’exchange per effettuare gli scambi di token.

Fornire liquidità nella V2

Nella V2, un qualsiasi fornitore di liquidità (LP) su UniSwap blocca i propri pair di token in una pool per ricevere un interesse periodico in UNI o altri token.

Il LP deposita un importo pari per entrambi i token che costituiscono il pair interessato. L’AMM prende poi dalla pool il numero di token che gli serve per eseguire un ordine a un certo prezzo.

Fornire liquidità nella V3

Nella V3 invece il LP deciderà anche per quale intervallo di prezzo fornire liquidità. Dunque si avrà molta liquidità per un intervallo di prezzo specifico, da qui il termine “liquidità concentrata”. 

Facciamo un esempio confrontando la strategia di un LP V2 e un LP V3.

Fornire liquidità nella V3: Esempio

Alice e Bob vogliono fornire liquidità in un pool ETH/DAI su Uniswap v3. 
Hanno 1 milione di dollari ciascuno. 
Il prezzo attuale di ETH è di 1.500 DAI.

uniswap v3

Alice decide di distribuire il suo capitale sull’intera gamma di prezzi (come avrebbe fatto in Uniswap v2). Deposita 500.000 DAI e 333,33 ETH (per un valore totale di 1 milione di dollari).

Bob invece crea una posizione concentrata, depositando solo nell’intervallo di prezzo da 1.000 a 2.250. Deposita 91.751 DAI e 61,17 ETH, per un valore totale di circa 183.500 dollari. Si tiene gli altri 816.500 dollari, usandoli come preferisce.

Anche se Alice ha depositato 5,44 volte più capitale di Bob, guadagnano la stessa quantità di commissioni, finché il prezzo di ETH/DAI rimane entro l’intervallo da 1.000 a 2.250.

Se il prezzo di ETH scende a 0$, sia la liquidità di Alice che quella di Bob saranno interamente convertite in ETH. Tuttavia, Bob avrà perso solo 159.000$, contro il 1$ milione di Alice. 

Bob può usare i suoi 816.500 dollari aggiuntivi per proteggersi dal rischio o in qualsiasi altra funzionalità.

Range Order

Dalla V3 non ci sarà più solo il market order per eseguire Swap sull’exchange, ma anche i range order.
I range order permettono di piazzare una sorta di limit order su un certo intervallo di prezzo.

Funziona così: 

  • l’utente seleziona un pair A-B e deposita il singolo token A che vuole convertire nel token B.
  • Seleziona un intervallo di prezzo entro il quale il token A verrà convertito. L’intervallo di prezzo può essere superiore o inferiore al prezzo corrente di A.
  • Se il prezzo di mercato entra nell’intervallo di prezzo selezionato, il token A viene progressivamente sostituito dal token B, seguendo una curva regolare.
  • Insieme al token B si ricevono anche le commissioni di swap.

Poniamo che Alice voglia usare un range order:

range order
  1. Alice deposita 1 milione di DAI nel pair DAI-USDC quando il prezzo di DAI è pari a 1,000 USDC. 
  2. Seleziona il range 1,001-1,002. 
  3. Nella maggior parte dei casi il range order viene eseguito al prezzo medio tra i due estremi selezionati.
  4. Quindi, secondo la curva, quando il prezzo di DAI arriva a 1,0015, Alice avrà già convertito metà dei suoi DAI in USDC.
    Una volta che DAI arriva a 1,002, invece, Alice avrà circa 1 milione di USDC. Non solo, avrà anche le commissioni che le spettano per aver fornito liquidità in DAI a un prezzo richiesto.

Memo

Questo tipo di ordine non va confuso con il limit order. Il limit order degli exchange centralizzati non viene eseguito su di una curva di prezzo matematica, ma secondo il funzionamento dell’order book.

C’è un ulteriore accorgimento da prendere una volta completato l’ordine: per non rischiare che gli USDC siano riconvertiti in DAI quando il prezzo torna nel range selezionato, Alice deve prelevare gli USDC dalla funzionalità range order.

Commissioni flessibili

Le fee su UniSwap sono le commissioni da pagare all’exchange e allo stesso tempo le ricompense per gli LP.

Uniswap v3 offre agli LP tre livelli di commissioni separate per pair – 0,05%, 0,30% e 1,00%. Questa varietà di opzioni assicura che gli LP adattino la loro fornitura in base alla volatilità prevista delle coppie: Gli LP assumono un rischio maggiore in pair particolarmente volatili come ETH/DAI e, al contrario, assumono un rischio minimo in pair come USDC/DAI, essendo entrambe valute ancorate al dollaro.

Ci si aspetta che le coppie di token simili assumano il livello di commissioni dello 0,05% e che coppie come ETH/DAI utilizzino quelle da 0,30%, mentre per i token di lancio più recente e più complessi è più appropriato avere il 1,00% dato il livello di rischio. 

Conclusione

Di fatto, grazie alla “personalizzazione”, i trader hanno l’opportunità di ottimizzare le proprie operazioni. I miglioramenti più importanti che ne derivano sono i seguenti:

  • Gli LP possono fornire liquidità con un’efficienza del capitale fino a 4000 volte superiore rispetto a Uniswap v2, guadagnando rendimenti più elevati sulla propria liquidità. Proprio come ha fatto Bob!
  • L’efficienza del capitale apre la strada all’esecuzione degli swap a basso slittamento di prezzo (slippage).
  • Grazie alla liquidità concentrata, gli LP possono aumentare significativamente la loro esposizione agli asset preferiti e ridurre la percentuale di rischio di perdita.
  • La possibilità di piazzare non solo market order, ma anche range order, ampliando così le proprie strategie di trading.

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