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Che cosa sono le stablecoin?

15 settembre, 2022
9 min
Che cosa sono le stablecoin?
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Cosa Imparerai

    Esistono criptovalute dal valore stabile, ovvero senza volatilità nei prezzi? Questo è proprio il significato di stablecoin: monete dal prezzo ancorato al dollaro o all’euro, o in generale a monete fiat. Scopriamo quali sono le stablecoin in circolazione, come funzionano e approfondiamo cosa sono le stablecoin dal punto di vista della regolamentazione dei governi.

    Stablecoin: cosa sono e come funzionano

    Le stablecoin sono criptovalute che riproducono il valore di una valuta fiat (come Euro o Dollaro USA), attraverso un meccanismo chiamato ancoraggio o pegging. La costanza nei prezzi è mantenuta attraverso riserve di valore (in crypto o fiat) oppure supportata da particolari algoritmi: entrambi i sistemi di stabilità contrastano la volatilità caratteristica delle criptovalute, gestendo la fornitura della specifica stablecoin.

    Le stablecoin cercano di coniugare le 3 funzioni di base delle monete fiduciarie e le peculiarità della tecnologia da cui nascono, ovvero la blockchain. Da questo possiamo capire le stablecoin cosa sono: criptovalute che aspirano ad essere unità di conto, riserve di valore e mezzi di scambio, godendo allo stesso tempo delle caratteristiche di trasparenza, immutabilità, tracciabilità e sicurezza del network peer-to-peer di una blockchain

    Queste criptovalute, tendenzialmente stabili, permettono di effettuare pagamenti globali, in qualsiasi momento e relativamente veloci, perché gestiti in modo decentralizzato e senza interruzioni, proprio attraverso la blockchain. Inoltre, le stablecoin fanno da ponte tra l’economia classica e il mondo crypto perché:

    • Sebbene siano criptovalute, il loro valore corrisponde 1:1 a valute tradizionali, come l’euro o il dollaro. 
    • Semplificano i calcoli mentali, usando la stessa logica unitaria delle monete fiat, permettendo così di accedere più facilmente ai servizi su blockchain.

    Come anticipato, esistono diversi modi per “ancorare” queste criptovalute al prezzo di un’altra valuta, quindi scopriamo quanti e quali sono i tipi di stablecoin e il loro specifico funzionamento

    Quali sono le stablecoin: riserve e algoritmi

    Oltre a sapere cosa sono le stablecoin, è importante capire in quante forme esistono, al fine di sfruttarne i vantaggi e considerare i loro limiti. In generale, le stablecoin possono essere divise tra centralizzate e decentralizzate, oppure in base all’ancoraggio: stablecoin ancorate a valute fiat, a criptovalute, oppure algoritmiche. 

    Tipi di stablecoin

    Stablecoin ancorate a valute fiat: USDC e USDT

    Esistono stablecoin dipendenti da entità centralizzate: sebbene in opposizione all’ideale delle criptovalute, questo assetto è un compromesso utile a portare liquidità nel mondo distribuito della blockchain. Basti pensare che Tether (USDT) e USDCoin (USDC) occupano, rispettivamente, la terza e la quarta posizione per capitalizzazione di mercato. La crypto Tether (USDT), infatti, è emessa dall’omonima Tether Ltd, in base ad una riserva dal valore pari al numero di USDT in circolazione; allo stesso modo, la fornitura della crypto USDC è gestita dal consorzio Centre, formato dall’azienda Circle e dall’exchange Coinbase. Denaro liquido depositato elettronicamente in conti bancari sarebbe, ovviamente, il collaterale privilegiato per sostenere il prezzo di 1$ e, proprio per questo, la composizione delle riserve è oggetto di dibattito per entrambe le stablecoin.

    In altre parole, Tether e Centre dovrebbero conservare abbastanza denaro liquido da garantire, in ogni momento, la conversione dei token in valuta fiat. Ogni USDT e USDC corrisponde realmente 1:1 ad un dollaro USA? Le riserve, essendo private, non sono trasparenti, ma sia USDT che USDC pubblicano audit mensili di terze parti che dovrebbero essere indipendenti: relazioni contabili che analizzano la natura dei fondi. Questi report hanno dimostrato in passato la presenza di titoli di debito statali USA (treasury bills/security) e obbligazioni societarie (corporate bonds), oltre a denaro contante: in ogni caso, asset controllati da entità private e sovrane, il secondo motivo per cui USDT e USDC sono dette stablecoin centralizzate.

    Il prezzo di una stablecoin fiat-backed corrisponde al rapporto di conversione con il collaterale sottostante: idealmente ogni USDT o USDC dovrebbe essere scambiato per 1$, ma è possibile che l’ancoraggio venga perso. In questo caso, il peg viene recuperato attraverso l’arbitraggio: se il prezzo è superiore all’unità, i possessori saranno incentivati a vendere i propri USDT o USDC per ricavarne profitto, inversamente compreranno stablecoin al ribasso se il prezzo è inferiore al dollaro. In poche parole, l’arbitraggio cambia la fornitura circolante dei token, così da bilanciarne il prezzo: il valore delle stablecoin oscilla attorno ad 1$, in base alla scarsità della supply

    Le crypto Tether (USDT) e USDCoin (USDC) sono principalmente emesse come token ERC-20, costruiti su Ethereum, ma entrambe le stablecoin sono multichain: altre blockchain ne supportano il funzionamento, infatti esistono anche su Polygon, Avalanche, Algorand e Solana, ad esempio (trovi le liste complete qui e qui). 

    Stablecoin ancorate a criptovalute: DAI

    Le stablecoin crypto-backed usano altre criptovalute come collaterale: emettono token in base a riserve in Ethereum o Bitcoin, ad esempio. Questo le rende molto più decentralizzate, essendo le criptovalute indipendenti dal controllo di stati e governi. Tale composizione, tuttavia, potrebbe sembrarti assurda: com’è possibile emettere token stabili sulla base di criptovalute altamente volatili?

    Innanzitutto, il meccanismo di ancoraggio prevede la sovra-collateralizzazione: in pratica, per generare un’unità di stablecoin crypto-backed sono necessarie criptovalute per un valore superiore ad 1$. Questo permette alla crypto DAI, una stablecoin ancorata a criptovalute, di difendere il prezzo unitario. In particolare, per creare nuovi DAI si depositano criptovalute in “Vault”, riserve basate solitamente su rapporti di 1:1.5. In poche parole, per generare 100$ di DAI dovrai depositare collaterale per un valore di almeno 150$: questo mitiga la volatilità dei fondi in criptovalute.

    La sovra-collateralizzazione è combinata ad un secondo meccanismo anti-volatilità, chiamato Liquidation Ratio: quando il valore del collaterale scende sotto una certa soglia, esso viene automaticamente venduto, al fine di mantenere stabile il prezzo di DAI; questo livello, generalmente, corrisponde alla proporzione del Vault.

    L’emissione della stablecoin DAI è gestita interamente da smart contract (i Vault): i codici, essendo consultabili, aumentano trasparenza ed affidabilità del protocollo. La creazione di DAI prende la forma di un “prestito”: i debitori, per riavere le criptovalute depositate, dovranno pagare una stability fee variabile, un’altra misura di stabilità. In poche parole, quando il prezzo di DAI scende sotto ad 1$, la stability fee viene abbassata per incentivare l’estinzione del prestito; i DAI restituiti vengono “bruciati”, così da ridurre la disponibilità circolante e recuperare il peg. Al contrario, quando DAI supera il dollaro, la stability fee viene alzata per diminuire la domanda e abbassarne il valore. 

    Queste misure anti-inflazione sono gestite attivamente da un’organizzazione autonoma decentralizzata, MakerDAO: tutti i possessori del token di governance MKR possono votare su queste e altre decisioni, amministrando così il funzionamento di DAI. La dipendenza da una DAO conferma la natura decentralizzata della stablecoin DAI.

    La crypto DAI è esclusivamente un ERC-20 token, supportato dalla blockchain Ethereum, ma può essere generato depositando diverse criptovalute: oltre ETH, WBTC (Wrapped Bitcoin), USDC e molte altre

    Stablecoin algoritmiche

    Le stablecoin algoritmiche sono l’esempio più recente e innovativo di criptovalute stabili dal valore unitario. Il loro meccanismo di ancoraggio, tuttavia, non prevede riserve: un algoritmo gestisce automaticamente la fornitura circolante della stablecoin per mantenere il peg.

    Questa logica si basa sul concetto di scarsità: l’algoritmo, all’occorrenza, diminuisce la disponibilità di stablecoin per aumentare il prezzo del relativo token e viceversa. Un’attività chiamata signoraggio, già comune alle banche centrali, ma decentralizzata se dipendente dai voti di una DAO: attraverso processi di governance, il funzionamento dell’algoritmo potrebbe essere deciso dai voti degli holder.

    L’assenza di riserve e collaterale lascia le stablecoin algoritmiche al dominio del codice: pura tecnologia che, sebbene programmata e imparziale, deve ancora essere adeguatamente testata. La stablecoin UST del progetto Terra-Luna ne è un esempio: il suo algoritmo si è dimostrato imperfetto, conducendo al fallimento. Le stablecoin algoritmiche sono un’alternativa interessante all’ancoraggio in base a riserve, ma hanno bisogno di ulteriore studio e ricerca per creare una soluzione stabile.

    Stablecoin CeFi: CBDC e regolamentazione

    La finanza centralizzata (CeFi), soprattutto dopo il crash LUNA-UST, si è interessata all’argomento stablecoin, sia in termini di regolamentazione che di soluzioni alternative

    Le criptovalute, per natura indipendenti dal controllo di un’autorità, sono estremamente difficili da normare: non rispondono alla definizione tradizionale di “moneta”, perciò è complesso regolarne gli scambi. Il Parlamento Europeo, tuttavia, è impegnato nella ratificazione della legge MiCA (Markets in Crypto Assets), già approvata ma applicabile dal 2024, che ha anche definito degli standard per le stablecoin, come sulle riserve e i flussi giornalieri.

    Inoltre, alcuni governi stanno sperimentando l’emissione di una versione digitale delle rispettive monete fiat a corso legale: le cosiddette Central Bank Digital Currency. Le CBDC potrebbero rappresentare un competitor per le stablecoin centralizzate, essendo simili a queste ultime: create da entità private, basate su valute tradizionali, per rendere l’economia globale più accessibile ed inclusiva.

    Le CBDC, per ora, sono in fase di sperimentazione o ricerca e, quelle esistenti, sono basate su blockchain o DLT private, dette “permissioned”: accentrare il controllo rende le soluzioni più semplici e scalabili, ma sacrifica i valori di privacy, decentralizzazione e trasparenza delle criptovalute.

    È lo stesso dilemma che ha generato la DeFi: per capire davvero cosa sono le stablecoin, forse, si deve abbandonare il piano tecnico e recuperare i valori del mondo crypto. Una stablecoin è una criptovaluta se centralizzata e basata su valute fiat? Quali sono le vere stablecoin crypto, forse solo quelle decentralizzate? In ogni caso, il tempo riconoscerà la stablecoin migliore in quella più utilizzata: USDT e USDC manterranno il loro dominio oppure una nuova soluzione algoritmica darà maggiore stabilità?

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