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CBDC e criptovalute: la corsa alla moneta digitale

15 settembre, 2021

9 min

CBDC e criptovalute: la corsa alla moneta digitale
Principiante

Le Central Bank Digital Currency (CBDC) sono valute digitali emesse da una banca centrale. Si utilizza questo termine per riferirsi alla versione digitale delle monete fiat a corso legale. Scopriamo insieme cosa sono le CBDC e qual è la differenza con le criptovalute.

La differenza tra CBDC e criptovalute

tassonomia della moneta

Come ci illustra chiaramente il fiore del denaro, la differenza principale è che le CBDC sono emesse da una banca centrale, tuttavia sia queste che le criptovalute possono essere peer-to-peer e/o ampiamente accessibili in base all’infrastruttura su cui si appoggiano.

La CBDC è un tipo di valuta dichiaratamente ispirato a Bitcoin, ma agli antipodi di una criptovaluta in termini etici.

Prima di tutto, le criptovalute sono solitamente decentralizzate, o tendenti alla decentralizzazione. Le CBDC sono invece in mano a un governo che può emettere nuova moneta in qualsiasi momento e decide come funzionerà la sua circolazione.

Molti si chiedono se le CBDC costituiscono una minaccia per le criptovalute. Proprio perché hanno due scopi e sistemi molto diversi, non sono in competizione. Gli attori a rischio, in base a come si evolverà la situazione, sono probabilmente le banche commerciali e le stablecoin centralizzate.

L’interesse delle banche centrali

Sono almeno 40 i governi in tutto il mondo che stanno lavorando alla ricerca o implementazione di una tecnologia che supporti questa moneta.

stato dell'arte cbdc mondiale

L’avanzamento della Cina in particolare ha stimolato le principali banche centrali a interessarsi al tema per non rimanere ulteriormente indietro. 

Anche la pandemia ha sottolineato la necessità di digitalizzare la moneta, oltre che la crescita del settore dei pagamenti digitali, che risponde a una domanda rilevante del mercato. In alcune parti del mondo però questa necessità era già presente per motivi più urgenti, come ben noto nel mondo delle criptovalute.

I servizi bancari per molte persone sono poco accessibili sia a livello geografico, che di costi. Costruire un sistema totalmente digitale e accessibile semplicemente tramite internet permetterebbe a milioni di persone di ricevere aiuti più facilmente e di partecipare all’economia globale.

Lo scopo comunicato dalle banche centrali è quello di avere un sistema senza rischi e senza costi, per una totale inclusività.

D’altra parte c’è anche la questione di proteggere la sovranità monetaria degli stati da possibili monopoli privati, come quello di Facebook con Diem, o dall’interferenza di altre potenze come la Cina. 

Insieme a banche di tutto il mondo, la Bank of International Settlements (BIS), con sede in Svizzera, ha stabilito tre principi chiave richiesti da un CBDC:

  • Coesistenza con fiat e “altri tipi di denaro”,
  • Sostenere la stabilità monetaria e finanziaria,
  • Promozione dell’innovazione e dell’efficienza.

A che punto siamo?

Cina

La Cina ha già emesso circa 40 milioni di dollari in e-CNY l’equivalente digitale dello Yuan, che ha testato in alcune metropoli.

In Cina è la Banca Popolare Cinese a emettere la CBDC, che viene solamente distribuita dalle banche commerciali. Di fatto, la BPC controlla e gestisce l’e-CNY in tutte le fasi del suo percorso e traccia le transazioni di ogni wallet digitale.

In Cina l’e-CNY non sostituisce lo Yuan fisico, ma lo affianca, ed è pensata per l’uso interno e domestico. Si tratta quindi di una tipologia di CBDC che viene definita “retail” (al dettaglio).

C’è anche la possibilità di creare una CBDC “wholesale” (all’ingrosso), ossia destinata alle transazioni interbancarie, istituzionali e internazionali. 

A settembre 2021 il presidente della banca cinese ha comunicato che si sta valutando l’uso della blockchain o DLT per alcune applicazioni dello Yuan digitale, sottolineandone al contempo alcune mancanze, prima tra tutte la scalabilità.

Europa

Dopo una fase di sperimentazione tecnica, l’Unione Europea ha cominciato la fase investigativa sulle modalità di implementazione di una CBDC dell’Euro, che durerà 2 anni (fino al luglio 2023).

La Francia ha testato delle transazioni interbancarie e su un mercato secondario utilizzando una blockchain privata, e con la Banca Nazionale Svizzera sta sperimentando transazioni di CBDC all’ingrosso.

La Svezia è nella prima fase di test della sua e-Krona, CBDC basata su DLT, ossia su una rete decentralizzata. Si tratta però di una rete privata, in cui la banca svedese (Riksbank) funge da proprietaria e decide chi può parteciparvi.

Il Regno Unito non si tiene fuori dal discorso, e sebbene sia agli inizi, ha fatto un discreto lavoro a livello di comunicazione.

Come funzionerà?

La risposta è ancora in sospeso, ma si può declinare in una serie di domande che ci illustrano quanto sia vasta la faccenda.

  • Semplicità, ma centralizzazione e minore privacy

Se la Cina ha scelto di dare il controllo completo alla Banca Centrale, è anche possibile uno scenario che comprenda intermediari di pagamento o banche commerciali con parziale controllo. 

Allo stato dell’arte va considerato che: meno controllo avrà la Banca Centrale, più sarà complesso il sistema. Di conseguenza saranno maggiori i problemi tecnici da affrontare e l’usabilità sarà ostacolata.

  • DLT o infrastruttura bancaria tradizionale?

La Bank of England ha elencato i vantaggi di una CBDC basata su DLT:

  1. Resilienza: Alta disponibilità e garanzia della valuta digitale costruita su un libro mastro pubblico,
  2. Programmabilità: L’uso di smart contract e token rendono la moneta programmabile,
  3. Accesso: la blockchain fornisce accesso a dati condivisi a un maggior numero di individui in modo sicuro
  4. Crittografia: La crittografia a chiave pubblica potrebbe aiutare a verificare automaticamente che la parte che invia una transazione sia autorizzata a farlo.

La maggior parte delle banche che stanno sperimentando questa moneta ha scelto una blockchain privata, detta “permissioned”, il cui difetto principale è che un attacco a un singolo partecipante potrebbe danneggiare tutta la rete. Per questo le banche centrali potrebbero valutare una soluzione semi-permissioned o distribuita.

Tuttavia, come ha sottolineato il presidente della BPC, la tecnologia DLT e blockchain ha ancora molti punti deboli da risolvere.

  • Sistema basato su token o conto?

Una moneta digitale può circolare in un sistema basato su token o su conto. Un sistema basato su conto valida le transazioni verificando l’identità del titolare del conto, mentre un sistema basato su token verifica l’autenticità dell’oggetto utilizzato per pagare.

Quando pago con banconote in un negozio, sono in un sistema basato su token, in cui la mia identità non è importante.

Quando pago in un e-commerce col mio conto corrente, invece, devo certificare che sono io a effettuare il pagamento. 

Bitcoin è entrambe le cose: è basato su conto perché certifica la proprietà del wallet con la chiave privata, ma è anche basato su token, perché la blockchain valida l’autenticità dei bitcoin.

La scelta che le banche dovranno fare sotto questo aspetto coinvolge quindi il tema della privacy e della sicurezza, ma il mondo delle criptovalute ci dimostra che le formule ibride possibili sono tantissime.

tipi di cbdc

Saranno possibili pagamenti offline?

Si tratta di un’altra questione in sospeso. Negare i pagamenti offline sarebbe controproducente in termini di inclusività

Per i pagamenti a distanza al momento non ci risultano soluzioni, tuttavia Visa ha recentemente proposto una modalità privata per i pagamenti peer-to-peer, ossia da persona a persona, che si baserebbe su NFC o bluetooth.

Cosa cambierebbe l’introduzione di CBDC?

Questo dipende dalle scelte tecnologiche che ogni governo farà al riguardo. Quindi da quanto controllo avrà la Banca Centrale, dal tipo di infrastruttura che sarà utilizzato e tutto ciò che abbiamo elencato nel paragrafo “Come funzionerà”. 

Attualmente le banche centrali non stampano banconote, di norma, ma fungono solo da mediatori per le banche commerciali. Queste ultime si occupano di emettere contanti sia in forma di depositi che di cartamoneta.

L’accentramento del potere nelle mani delle banche centrali sembra essere un rischio concreto, perché permetterebbe un’implementazione più facile e veloce di questo nuovo sistema. 

Ancora una volta, dipende se i governi approcceranno il progetto come un investimento per un miglioramento sul lungo termine, o per avere vantaggi immediati.

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