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La blockchain e internet: storie di innovazione

21 maggio, 2020
6 min
La blockchain e internet: storie di innovazione
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    La blockchain è un’invenzione degli anni ‘90, ma il suo significato e le sue applicazioni devono ancora essere comprese dalla maggior parte delle persone. Scopriamo perché la blockchain ci riguarda tutti.

    La blockchain in poche parole

    La blockchain è una tecnologia basata su crittografia. Questa infrastruttura permette a criptovalute come Bitcoin di circolare in modo sicuro, senza bisogno di intermediari come banche o servizi di pagamento.

    I pagamenti effettuati con una banca o servizio di pagamento passano tutti sotto il controllo di questi, che ne controllano la sicurezza e correttezza. 

    In questo caso la rete di pagamento è costituita da una serie di utenti che sono connessi tutti allo stesso servizio, che sta al vertice.

    Nella blockchain, cosa sostituisce gli intermediari, ossia la banca?

    Tutti e nessuno! La rete di Bitcoin è costituita da dispositivi connessi direttamente tra loro, che si controllano l’un l’altro. Nessuno ha più autorità degli altri.

    Prima di andare oltre nei tecnicismi, rispondiamo alle domande più pratiche: 

    che problemi risolve la blockchain e perché dovrebbe interessarmi direttamente?

    Memo

    Se non hai mai sentito parlare di blockchain, prenditi il tuo tempo. Se non capisci tutto subito, non preoccuparti, è così per tutti.

    L’innovazione che colma il gap della fiducia

    La fiducia oggi è necessaria a fare qualsiasi cosa, in forme leggermente diverse: quando facciamo un bonifico, o apriamo un mutuo ci fidiamo della banca; quando prenotiamo un airbnb o acquistiamo vestiti usati ci fidiamo del sito, dell’e-commerce o dell’app; acquistando prodotti bio o venduti come sostenibili, ci fidiamo che sia effettivamente questa la loro origine; quando andiamo a votare ci fidiamo del sistema di conteggio dei voti.

    Questa fiducia in alcuni casi può essere problematica, siccome, si sa, errare è umano.

    La blockchain rimuove la necessità di fidarsi di un intermediario finanziario, o potenzialmente di qualsiasi tipo di intermediario. L’indipendenza da intermediari significa costi ridotti, nessun limite geografico o temporale, velocità, immunità dalla censura o da politiche di governi. 

    Tutto questo è reso possibile dalla sua struttura decentralizzata e basata sulla crittografia, che rende immutabili, tracciabili e verificate le informazioni che vi sono registrate.

    La blockchain in questo modo rimette il denaro, le risorse, la politica in mano direttamente ai loro proprietari, ai cittadini di internet. 

    Tutti i partecipanti sanno quello che succede sulla blockchain, senza violare la privacy altrui.

    Non solo non hanno bisogno di fidarsi di nessuno, ma possono anche avere voce in capitolo sul modo in cui una determinata blockchain o servizio cambia nel tempo.

    Le applicazioni della blockchain: programmabilità

    Il fatto di togliere l’intermediario dalle transazioni di denaro potrebbe essere indifferente per molti, ma è la svolta per altri.

    Il caso d’uso più lampante è quello di chi deve spesso mandare soldi a parenti che vivono all’estero, soprattutto fuori dall’Europa, e che per farlo devono attendere giorni e pagare commissioni molto alte, comprese quelle per convertire la valuta.

    Lo stesso può valere per aziende che collaborano con partner lontani, e che potrebbero così ottimizzare i loro processi. Oppure pensiamo a certi investimenti tramite strumenti finanziari complessi che devono passare da un broker, con tutte le barriere all’accesso che ne conseguono. Anche questi strumenti possono essere trasposti su blockchain e resi più accessibili! 

    La blockchain, tuttavia, non dev’essere solo un sistema di pagamento, ma può regolare qualsiasi tipo di scambio di informazioni nello stesso modo in cui lo fa un contratto o un software. Infatti, essendo puro codice crittografico, ha il vantaggio di essere programmabile. 

    Inoltre, la maggior parte delle blockchain esistenti oggi sono open source, questo permette la componibilità, ossia la possibilità per qualsiasi sviluppatore di prendere il codice di un protocollo o applicazione su blockchain e utilizzarla per creare più facilmente la sua applicazione.

    Per questo la blockchain è una tecnologia dirompente: è capace di rendere decentralizzate e automatizzate un vasto numero di applicazioni, servizi, piattaforme dei settori più importanti dell’economia.

    Tuttavia il cambiamento che implica è così radicale, che richiede molto tempo.

    Proprio come internet è iniziato a livello locale, come strumento di una nicchia, anche la blockchain richiede i suoi tempi. Pensiamo a dov’eravamo alla nascita di bitcoin, e quante applicazioni abbiamo oggi, nemmeno 20 anni dopo. Ad esempio, avrete sentito parlare di NFT: anche questa è un’applicazione della blockchain.

    Vediamo cos’è successo in maggior dettaglio.

    La Blockchain oggi come internet ieri

    Come innovazione la blockchain ha molti punti in comune con Internet e per capire meglio a cosa servirà potremmo fare dei paragoni proprio con il cambiamento avvenuto negli anni ‘90.

    Internet è basato su un protocollo chiamato TCP/IP (Transmission Control Protocol / Internet Protocol). Questo protocollo nasce in realtà nel ‘72 e allora aveva una sola applicazione: permettere la telecomunicazione tra i ricercatori ARPAnet del Ministero della Difesa statunitense, attraverso una primordiale forma di e-mail.

    Durante gli anni ‘80 sempre più aziende come NeXT, Hewlett-Packard e Silicon Graphics hanno adattato questo protocollo per creare network locali ad uso privato.

    È solamente a metà degli anni ‘90 che sulla base del TCP/IP si è diffuso il World Wide Web, un insieme di “interconnected networks” (Internet) aperti a tutti. Se pensiamo che dal protocollo di base a Internet come lo conosciamo sono passati almeno 30 anni, quanto tempo potrebbe richiedere un’adozione capillare della blockchain?

    La Blockchain – una rete peer-to-peer basata su Internet – è stata introdotta nell’ottobre 2008 come parte della proposta di bitcoin, un sistema di valuta virtuale che non richiede un’autorità centrale per l’emissione di valuta, il trasferimento della proprietà e la conferma delle transazioni. Bitcoin è la prima applicazione della tecnologia blockchain.

    Prima del 2008 la blockchain esisteva solo come prototipo, formalizzata solo 17 anni prima nel 1991. Come per la nascita di Internet, quindi, si parla di decenni. I passi avanti fatti dal 2008 al 2022 sono diversi, e la maggior parte di questi sono stati fatti negli ultimi anni:

    • Applicazioni su blockchain
    • Blockchain scalabili e interoperabili
    • Finanza decentralizzata (prestiti, exchange decentralizzati, liquidity mining)
    • Usabilità di alcune applicazioni su blockchain

    I problemi di usabilità, scalabilità e interoperabilità rimangono nonostante casi di successo e sperimentazioni.

    Quindi, se vogliamo parlare di adozione della Blockchain a livello mainstream o come alternativa di massa, ci vorrà almeno un altro decennio.

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