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Si può guadagnare con il mining? Ecco come funziona

7 luglio, 2020
8 min
Si può guadagnare con il mining? Ecco come funziona
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    I due meccanismi che regolano il delicato equilibrio tra domanda e offerta di bitcoin sono il mining e l’halving. Il mining è il processo di verifica e aggiunta di nuovi blocchi alla blockchain.

    Che cos’è il mining?

    Dai primi cypherpunks ai moderni “bitcoin maximalist” che vorrebbero abbandonare il sistema finanziario tradizionale, c’è una caratteristica di Bitcoin che ha sempre affascinato tutti: l’offerta fissa e l’emissione controllata della moneta.
    Al contrario della valuta fiat, bitcoin non viene stampato e distribuito da un ente centrale come un’istituzione finanziaria o un’autorità governativa. Incorporato nel suo protocollo, vi è un algoritmo che ne regola l’emissione, in piena contrapposizione con le logiche dei sistemi finanziari tradizionali.

    I due meccanismi che regolano il rapporto tra domanda e offerta di bitcoin sono il mining e l’halving. Se tale equilibrio venisse meno, ad esempio con una emissione eccessiva di nuovi bitcoin, verrebbe meno una delle sue caratteristiche principali: la scarsità.

    Ecco a cosa servono: il mining e l’halving giocano quindi un ruolo fondamentale e rendono bitcoin paragonabile ad un bene rifugio come l’oro. Più oro viene estratto, più è difficile trovare ciò che resta da estrarre. Come risultato di questa offerta limitata, l’oro ha mantenuto per oltre 6.000 anni il suo valore come mezzo di scambio e di deposito.

    Definizione di mining

    Il mining è la verifica e l’aggiunta di nuove transazioni e, di conseguenza, di nuovi blocchi a una blockchain. Il processo di mining mantiene l’integrità della rete ed è responsabile dell’introduzione di nuove monete nell’offerta circolante esistente.

    Come funziona il mining?

    Proprio da questo parallelismo con l’oro, è stato coniato il termine “mining” per identificare il processo di “estrazione” di nuovi bitcoin. “Mining” in inglese significa infatti “estrazione mineraria”. Coloro che estraggono nuovi bitcoin sono chiamati miner (minatori). In realtà, l’estrazione di nuova moneta è solo una conseguenza del loro lavoro. 

    I miner sono incaricati di validare le transazioni e mantenere sicura la rete, risolvendo complessi calcoli matematici grazie all’impiego di hardware particolari e molto potenti. Quando hanno successo, ricevono come ricompensa nuovi bitcoin e le fee di transazione del blocco. Questo meccanismo è un punto centrale per comprendere come funziona il mining. Una potenziale ricompensa garantisce una collaborazione tra i nodi verso un unico obiettivo, disincentivando comportamenti egoistici dei singoli e spinge un numero crescente di persone a dedicarsi all’attività di mining. Maggiore è il numero dei miner di una blockchain, maggiore è il grado di sicurezza della blockchain stessa. 

    Chi sono i miner

    I miner sono dei nodi particolari che decidono di partecipare alla rete mettendo a disposizione la loro potenza di calcolo per aggiungere blocchi alla catena. A questo scopo, raccolgono le transazioni, le validano e le organizzano in blocchi.

    mining

    La ricompensa dei miner

    L’argomento mining suscita molto interesse online per il ricavo che se ne può trarre. I miner, infatti, sono ricompensati per il loro contributo alla sicurezza e funzionalità della blockchain con una somma di coin appena create e con le fee (commissioni) di transazione pagate dagli utenti. Oltre che per Bitcoin, si guadagna con il mining anche su altre criptovalute derivate da Bitcoin quali Bitcoin Cash o Litecoin. 

    Guadagnare con il mining è possibile grazie alla “ricompensa per blocco”, ovvero la quantità di coin che si riceve per aver completato un intero blocco della blockchain per primi con transazioni verificate.
    Da questo punto di vista, il mining può essere definito anche come la creazione di nuove coin grazie al lavoro di validazione dei miner.

    L’emissione di bitcoin

    L’emissione graduale di nuovi bitcoin è fondamentale per mantenere la scarsità e quindi il valore bitcoin, come abbiamo visto nell’articolo dedicato.

    I blocchi vengono aggiunti alla catena di bitcoin in media ogni 10 minuti, e ogni blocco attualmente emette una ricompensa di 6,25 bitcoin. Ad un tasso medio di 144 blocchi al giorno, 900 nuovi bitcoin vengono aggiunti quotidianamente all’offerta circolante.

    Come prescritto dal protocollo, bitcoin mostra un tasso di emissione decrescente, che si fermerà definitivamente quando il numero di bitcoin in circolazione arriverà a 21 milioni di bitcoin. Questo avverrà nel 2140, tuttavia, dal momento che anche la ricompensa dei blocchi diminuisce ogni 210.000 blocchi (quindi circa ogni 4 anni), gli ultimi bitcoin saranno emessi con frequenza sempre minore e il 99% dell’offerta di bitcoin sarà coniata già entro il 2032.

    mining

    La difficoltà di mining

    Il tempo medio impiegato per minare un blocco rientra nella meccanica di emissione controllata di bitcoin. Satoshi Nakamoto ha deciso che dev’essere di circa 10 minuti. Per mantenere questo tempo costante, ha fatto sì che il livello di difficoltà degli enigmi matematici da risolvere aumentasse (o diminuisse) gradualmente nel tempo. 

    Nello specifico, per Bitcoin questo avviene ogni 2016 blocchi creati. L’algoritmo calcola se il tempo impiegato per minare gli ultimi blocchi è stato inferiore a 10 minuti, in questo caso la difficoltà deve aumentare; viceversa la difficoltà va diminuita.

    Ciò che rende complesso il mining è prima di tutto l’infrastruttura su cui avviene, ossia la blockchain, che come sappiamo è altamente criptata. Questo significa che per registrare una transazione, verificarla o aggiungere un blocco alla blockchain, i miner devono condurre complessi calcoli matematici in modo da risolvere una funzione crittografica chiamata hash

    L’evoluzione del mining e le mining pool

    All’inizio, nei primi anni dopo la nascita di Bitcoin, i miner riuscivano a risolvere questi enigmi matematici con la sola forza dei processori dei loro computer domestici. Presto scoprirono che le schede grafiche (GPU) usate per i videogiochi erano più adatte a questo tipo di lavoro. Le schede grafiche erano infatti più veloci, ma consumavano molta energia producendo quindi molto calore. 

    Il primo dispositivo dedicato messo in commercio per il mining di bitcoin includeva dei chip programmati appositamente per questa attività, in modo che fossero più veloci e riducessero il consumo energetico.
    Con il crescente aumento della popolarità di bitcoin, il numero di miner è aumentato vertiginosamente, rendendo sempre più difficile per i singoli risolvere gli enigmi matematici. Per far fronte al problema, i miner hanno cominciato a lavorare insieme, in quelle che vengono definite pool di mining. Le mining pool riescono a verificare e validare le transazioni molto più velocemente dei singoli miner, e ciascuno dei membri del pool viene ripagato in modo proporzionale all’ammontare del lavoro svolto. 

    Proprio per questo assetto, non è semplice sapere esattamente quanti sono i miners che ogni giorno partecipano. Dalla figura che segue, però, si può osservare che ben poco spazio viene lasciato a miner indipendenti.

    bitcoin mining pool

    Il grande sviluppo tecnologico, unito all’interesse dei miner organizzati in pool, sono i fattori che possono spiegare perché negli anni la difficoltà di mining sia cresciuta così tanto.

    Conclusione

    A chi è attratto dal guadagnare con il mining, quindi, ricordiamo i motivi per cui, con il passare del tempo, è sempre meno conveniente.

    La prima barriera all’ingresso è sempre stata quella di avere le capacità tecniche per impostare un nodo di mining e le risorse da investirvi.

    Il secondo fattore scoraggiante è che i bitcoin minati come ricompensa sono sempre meno: da 50 BTC per blocco si è scesi a 6.25 BTC. Questo perché la valuta deve mantenere alto il proprio valore, e per farlo deve essere scarsa (per saperne di più leggi il prossimo articolo).

    In ultimo, vi è l’alta competitività, infatti la maggior parte della Blockchain è controllata da giganti mining pool che lavorano 24 ore su 24 e il resto sono migliaia di piccole pool o singoli miner esperti. Siccome la ricompensa data è proporzionale al contributo energetico fornito, se il resto della rete ha già verificato tutte le transazioni con potenti mezzi, rimane poco da cui trarre profitto.

    Considerando come funziona il mining, l’energia richiesta, il magro profitto e il nome stesso, forse non è un’attività così lontana dal corrispettivo analogico e dalle sue difficoltà: l’estrazione mineraria.

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