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Stock-to-Flow: prevedere il prezzo di Bitcoin è possibile?

30 marzo, 2023

8 min

Stock-to-Flow: prevedere il prezzo di Bitcoin è possibile?
Principiante

Lo Stock-to-Flow model è un metodo per calcolare la scarsità dell’oro che può anche essere utile a prevedere il prezzo di Bitcoin. Scopriamo cos’è e come funziona, osservando l’accuratezza passata dello S2F e le sue stime per il futuro.

Cos’è e come funziona il modello Stock-to-Flow?

Gli attori del mercato finanziario hanno diversi strumenti a disposizione per provare ad anticipare i movimenti di prezzo. In particolare, esiste un modello che cerca di prevedere il prezzo di Bitcoin: lo Stock-to-Flow (S2F o S/F), vediamo cos’è e come funziona. 

Innanzitutto, però, dobbiamo precisare che, usando i grafici dell’analisi tecnica e i fattori macroeconomici dell’analisi fondamentale, si possono formulare soltanto ipotesi, mai previsioni certe. Prima di effettuare qualsiasi operazione è necessario fare ricerche autonome (DYOR) Inoltre, non dimenticare di tenere sempre in considerazione i rischi legati all’acquisto e al possesso di criptovalute.

Lo Stock-to-Flow model valuta la scarsità dei beni, una qualità che dovrebbe influenzarne il valore, data la legge della domanda e dell’offerta: se la richiesta esiste ed è costante, il prezzo di un oggetto in teoria aumenta tanto più quest’ultimo è raro. Tale relazione è evidente in quei beni difficili da produrre, considerando i costi, oltre al tempo e all’energia impiegati. Pensiamo all’oro e ad altri metalli rari, materie prime dall’offerta limitata e pressoché costante nel tempo, siccome nel breve periodo non è facile aumentarne la quantità estratta, al netto dell’innovazione tecnologica. 

Lo Stock-to-Flow model, date queste basi, calcola il rapporto tra lo Stock, ovvero la disponibilità totale di un oggetto, e il Flow, cioè la nuova produzione annuale. Il numero ottenuto corrisponde agli anni che sarebbero necessari per raddoppiare la fornitura attuale, al ritmo di creazione corrente. In pratica, quanto tempo servirebbe per riprodurre la quantità già esistente di un certo bene.

stock-to-flow

Citiamo qualche dato per capire meglio cos’è e come funziona lo Stock-to-Flow: l’ultima stima del World Gold Council (febbraio 2023) suggerisce che, nel corso della storia, sono state estratte 208.874 tonnellate di oro in totale. Statista.com contribuisce affermando che nel 2022 ne sono state ottenute 3100 tonnellate, un numero che solitamente varia tra 2500 e 3300. Il rapporto S/F risultante, quindi, è di circa 67 anni (208.874/3100): una misura di scarsità che, elaborata in altre formule, può restituire una stima del prezzo futuro.   

Lo Stock-to-Flow prevede il prezzo di Bitcoin?

Plan B, un famoso utente di Twitter, ha quindi ridefinito cos’è lo Stock-to-Flow e come funziona, applicando la sua logica a Bitcoin, al fine di provare a prevederne il prezzo. Nell’articolo Modeling Bitcoin Value with Scarcity, infatti, cita lo stesso Satoshi Nakamoto, che presenta la sua criptovaluta come il primo bene digitale scarso

“Immaginiamo che esista un metallo di base scarso come l’oro, ma con le seguenti proprietà: colore grigio noioso, non è un buon conduttore di elettricità, non è particolarmente forte, […] non è utile per alcuno scopo pratico o ornamentale, […] e una proprietà speciale, magica: può essere trasportato attraverso un canale di comunicazione.”

La scarsità di questo “metallo di Internet” è garantita dal meccanismo di mining, attraverso il quale viene “estratto” come fosse oro. Infatti, Bitcoin è spesso chiamato digital gold: le nuove monete sono coniate come ricompensa per ogni blocco creato dai miner. In particolare, ogni 10 minuti ne viene aggiunto uno alla blockchain di Bitcoin e questo ritmo è mantenuto da un algoritmo, che aumenta o diminuisce la difficoltà dei calcoli da svolgere. Questo processo ha un “costo non falsificabile” (unforgeable costliness): è impossibile produrre BTC senza impiegare molta energia o ignorando precise regole. 

Innanzitutto, la disponibilità massima di Bitcoin è fissata a 21 milioni di unità, distribuite secondo il programma di Halving. In pratica, ogni 4 anni (210.000 blocchi) questo meccanismo dimezza la ricompensa dei miner, così che la produzione di nuovi BTC si riduca della metà. Perciò, il Flow annuale diminuisce progressivamente e, se confrontato con lo Stock esistente, può darci una stima di scarsità e di valore. Osserviamo dunque più nello specifico come funziona il modello Stock-to-Flow nel caso del digital gold.

Attualmente, entrano in circolazione 900 nuovi Bitcoin ogni giorno, per un totale di 328.500 all’anno; la disponibilità totale, invece, si attesta attorno alle 19.400.000 unità, quindi dal modello S2F risulta una scarsità di 59 punti. Questo rapporto, tuttavia, è destinato a raddoppiare a seguito del prossimo halving nel 2024, che porterà il premio per blocco da 6,25 a 3,125 BTC, così da dimezzare il Flow annuale. In poche parole, a fronte di un numero sempre maggiore di Bitcoin in circolazione, la produzione annuale di nuove monete si ridurrà a 164.250 unità. A questo ritmo di “dimezzamento”, si calcola che l’ultimo BTC verrà creato nel 2140, quando raggiungerà la scarsità massima, dato un rapporto S/F pressochè infinito!

Plan B, quindi, ha raccolto i dati sul prezzo di Bitcoin nella storia e ha notato una correlazione statisticamente significativa con il modello Stock-to-Flow. In particolare, ha paragonato l’andamento di BTC al suo rapporto S/F, elevato alla potenza e moltiplicato per una costante per ottenere una curva. Questa funzione esponenziale è stata ottimizzata nel tempo, cambiando vari coefficienti, ma ha dimostrato una certa corrispondenza al valore di Bitcoin

Stock-to-Flow (S2F) Model

Osservando il grafico, gli incrementi di prezzo sembrano avvenire in seguito agli Halving, anche se è una semplice correlazione e non una causa certa. In ogni caso, questi eventi hanno un effetto diretto sul rapporto S/F e il modello Stock-to-Flow, infatti, è riuscito a seguire il prezzo di Bitcoin più o meno correttamente durante la bull run del 2020/21, che l’ha condotto fino al massimo storico di 69 mila dollari. Tuttavia, da Marzo 2022 in poi, le stime del modello S2F hanno perso coerenza con l’effettivo andamento di Bitcoin, suscitando diversi dubbi

Le critiche al modello Stock-to-Flow: difetti e deviazioni

Il prezzo di Bitcoin ha osservato un drastico calo nel bear market del 2022, non giustificato dal modello Stock-to-Flow. Al contrario, la versione proposta da PlanB prospettava un valore di 100 mila dollari per la fine dell’anno. Le critiche non si sono fatte attendere e Vitalik Buterin ha addirittura definito “dannoso” il falso senso di certezza dato dallo S2F.

È fondamentale ricordare che, parlando di cos’è lo Stock-to-Flow, l’abbiamo sempre definito un modello, una stima ipotetica, e dovrebbe essere trattato come tale. Infatti, lo S2F ha alcuni difetti: per natura, considera solo il peso dell’offerta e ignora l’effettiva domanda. In poche parole, non basta la scarsità a stimolare il prezzo, che non aumenta se manca la richiesta. Inoltre, Bitcoin è una tecnologia sperimentale, sebbene abbia più di 15 anni: la sua storicità non è paragonabile a quella dell’oro, affermato come bene rifugio da centinaia di anni. 

Infine, sebbene la scarsità di Bitcoin non sia regolata dal prezzo ma da algoritmi automatici, questi non possono contrastare eventi imprevedibili (Black Swan) che possono portare ad elevata volatilità. Ne sono un esempio il crollo dell’ecosistema Terra-Luna o il fallimento dell’exchange FTX, occasioni impossibili da anticipare, che hanno avuto conseguenze sul prezzo di Bitcoin. In poche parole, la realtà suggerita dal modello Stock-to-Flow è statica e parziale, perché limitata a fattori “programmati”, come l’Halving e la disponibilità massima di Bitcoin, fallendo nel considerare aspetti macroeconomici

L’incoerenza del modello, tuttavia, non ha sorpreso Plan B, che ha proposto due scenari alternativi: BTC è estremamente sottovalutato oppure lo Stock-to-Flow, per come funziona, sarà meno utile alle previsioni nel futuro. In ogni caso, non reputa del tutto “fallita” la sua analisi perché, considerando due deviazioni standard dalla curva di S2F, è possibile ottenere delle fasce di oscillazione, che sembrano giustificare ancora il prezzo di Bitcoin.

Riassumendo, è possibile prevedere il prezzo di Bitcoin? Non con assoluta certezza: tutti i modelli hanno margine d’errore, molto ampio nel caso dello Stock-to-Flow. Tuttavia, il rapporto S/F ci dà occasione di ragionare sui fondamentali di Bitcoin che, a livello puramente matematico, dovrebbero contrastare l’inflazione, programmando la sua scarsità nel lungo termine.

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