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Cos’è Bitcoin e come funziona

15 aprile, 2022
12 min
Cos’è Bitcoin e come funziona
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    Bitcoin è la prima criptovaluta di successo anche se altre, prima del “Digital Gold”, sono state pensate ma mai realizzate od implementate ma mai adottate popolarmente. Infatti, Satoshi Nakamoto, il misterioso inventore di Bitcoin, per primo ha reso davvero possibile lo scambio di valore tra persone, senza bisogno di un intermediario, grazie alla tecnologia blockchain. Scopriamo insieme, quindi, che cos’è Bitcoin, come funziona una criptovaluta e da cosa dipende il valore di Bitcoin.

    Bitcoin: che cos’è e com’è nato?

    Per comprendere che cos’è Bitcoin e come funziona, occorre conoscerne prima di tutto la storia. Partiamo dalla genesi: dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, si cela lo straordinario inventore di Bitcoin che, nel 2009, lanciò la criptovaluta per rispondere alla crisi finanziaria. Un progetto basato sulla tecnologia blockchain, in grado di opporsi al sistema monetario globale centralizzato e non paritario. 

    Ancora oggi non si conosce la vera identità di Nakamoto, sebbene esistano supposizioni e qualche figura si sia autoproclamata tale. Non si è nemmeno sicuri se il “creatore di Bitcoin” sia piuttosto un gruppo di informatici o un solo individuo: un anonimato che non deve sorprendere, dopotutto Bitcoin è un network di pari, nessuno possiede esclusivamente il suo codice crittografico, nemmeno il creatore. Satoshi Nakamoto, perciò, non ha avuto il bisogno di presentare la sua autorità affinché Bitcoin funzionasse: questa è la decentralizzazione.

    L’enigma sulla sua identità, tuttavia, è qualcosa di leggendario: nel 2008 Satoshi pubblicò online il whitepaper di Bitcoin (Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System), un documento dove dichiarava di aver creato un sistema di pagamento che non avesse bisogno di banche e capace di superare qualsiasi limite geografico e politico. Bitcoin, infatti, è scambiato peer to peer (p2p) e la sua sicurezza non ha bisogno dell’autorità di terze parti, in quanto basata su un protocollo crittografico. Inoltre, la sua curva di emissione segue un algoritmo anti-inflazionistico: Bitcoin è progettato per conservare il suo potere d’acquisto nel tempo, ma il suo valore sarà in ogni caso soggetto al mercato, come vedremo.

    Satoshi rilasciò il software per Bitcoin all’inizio del 2009, comunicandolo esclusivamente via e-mail su The Cryptography Mailing List nel sito metzdowd.com. Non si mostrò mai in pubblico, tuttavia fondò un forum per discutere di criptovalute e blockchain: BitcoinTalk. Qui, si confrontarono personaggi che si sarebbero rivelati estremamente importanti per il mondo delle criptovalute: Vitalik Buterin, il creatore di Ethereum, Sunny King, il creatore dell’algoritmo di consenso Proof-of-Stake e Hal Finney, l’informatico che definì il rischio di double spending, tra i pochi ad aver ricevuto un BTC da Nakamoto in persona!

    Improvvisamente, il 12 dicembre 2010, Satoshi Nakamoto interruppe i contatti con il mondo: il suo ultimo post su BitcoinTalk concluse la “Satoshi Era”, cominciata il 31 ottobre 2008 con la pubblicazione del whitepaper. Proprio quando la tecnologia iniziò ad attirare una maggiore attenzione, anche le e-mail cessarono. Non rispose nemmeno nel 2016, quando venne proposto per la nomina al premio Nobel in Economia.

    Perchè Satoshi si ritirò dalla scena? Probabilmente per evitare che le sue parole influenzassero il valore della sua creazione, oppure per dedicarsi ad altri progetti, non è dato saperlo. Tuttavia, da quel momento, il codice open source è stato rivisto ed integrato da un gruppo di programmatori le cui identità sono note; talvolta dando origine a nuove criptovalute, nate appunto da Bitcoin (come Bitcoin Cash).

    Chiunque sia Satoshi Nakamoto, per creare Bitcoin, fece uso di concetti e tecnologie già noti: crittografia, blockchain, il meccanismo per la validazione delle transazioni (Proof-of-Work), e persino l’idea stessa di “criptovaluta” non erano novità; tuttavia, Nakamoto ebbe il merito di combinarle e concretizzarle. Ma dove hanno avuto origine queste idee?

    Bitcoin: cos’è il cypherpunk?

    Molti concetti centrali in Bitcoin sono stati sviluppati da una comunità online: i Cypherpunk, un gruppo di attivisti della privacy digitale guidati da figure come quella di Timothy May. Come parte della loro missione, volevano creare denaro digitale che fosse anonimo come il contante. Infatti, diversi esperimenti di monete digitali, già negli anni ‘90, circolavano nelle mailing list Cypherpunk. 

    Adam Back, un ricercatore britannico, creò hashcash: il meccanismo di produzione dei blocchi, detto Proof-of-Work, che in seguito divenne una componente centrale di Bitcoin. Un altro progetto di moneta digitale, chiamato b money, è stato invece pensato da un ingegnere informatico di nome Wei Dai. Nel 1998, inoltre, Nick Szabo inviò il suo progetto di denaro digitale, chiamato Bit Gold, ad piccolo gruppo di appassionati, tra cui lo stesso Wei Dai e Hal Finney. Questi provarono a crearne una versione funzionante: Bit Gold fu il tentativo più vicino a Bitcoin, un token digitale scarso, come l’oro, che poteva essere inviato elettronicamente, senza dover passare per un’autorità centrale come una banca.  

    Le prime persone a cui Satoshi Nakamoto inviò, via email, il White Paper di Bitcoin furono proprio Mr. Back e Mr. Dai, forse in segno di riconoscenza per le loro ricerche. Inoltre, il signor Finney, recentemente scomparso, aiutò Satoshi a migliorare il software Bitcoin nell’autunno del 2008, prima che fosse rilasciato pubblicamente. 

    L’inizio di un’era

    Il primo blocco di una catena blockchain è noto come Blocco di Genesi e quello di Bitcoin ha sancito l’inizio di un’era: creato il 3 gennaio 2009 alle 18:18, il suo codice crittografico di riferimento (hash) è noto a tutti i partecipanti della rete come un punto di partenza, un cosiddetto “secure root”. Infatti, ogni blocco è collegato immutabilmente al primo attraverso la funzione di hash, così da costruire una cronologia eterna delle transazioni di Bitcoin, contenute appunto nei blocchi.

    Satoshi decise di enfatizzare l’evento storico della nascita di Bitcoin scrivendo un messaggio all’interno dell’unica transazione presente nel primo blocco:  

     The Times 03/Jan/2009 Chancellor on brink of second bailout for banks.

    La frase si riferisce al titolo di un articolo del Times del 3 gennaio 2009, che in italiano potremmo tradurre come “Il Cancelliere ipotizza un secondo salvataggio per le banche”. All’epoca si era, infatti, ancora in piena crisi finanziaria e, con questo commento, Satoshi Nakamoto voleva dichiarare le motivazioni che lo avevano spinto a creare Bitcoin, incidendole nel blocco di genesi. La frase condensa la posizione antitetica di Bitcoin rispetto al sistema finanziario vigente, rappresentando al tempo stesso una sorta di manifesto: inaugura la nascita di una politica monetaria alternativa.

    Bitcoin: cos’è e come funziona una criptovaluta?

    Bitcoin, in acronimo la coin BTC, è la prima valuta di successo basata su blockchain, nonché la prima applicazione riuscita di questa tecnologia rivoluzionaria. 

    Bitcoin è una criptovaluta e, in quanto tale, ha un valore monetario, come qualsiasi valuta fiat. Al contrario di queste ultime, però, Bitcoin circola in un sistema decentralizzato che non richiede intermediari, come ad esempio le banche. L’emissione e la sicurezza delle criptovalute, in generale, è programmata e controllata da sistemi di crittografia e da algoritmi chiamati meccanismi di consenso

    bitcoin cos'è

    Qual è il valore di Bitcoin?

    Il valore di Bitcoin non è stato stabilito nel momento della sua creazione, né può essere attivamente regolato da parte di governi o banche centrali. L’oscillazione del valore di BTC dipende sostanzialmente dai volumi di scambio, ossia da quanto persone e istituzioni acquistano o vendono bitcoin. Come qualsiasi bene scarso, più persone vogliono comprarlo, tanto più il suo prezzo dovrebbe aumentare. A guidare il suo prezzo, quindi, è in gran parte la legge della domanda e dell’offerta

    Tuttavia, per Bitcoin e le altre criptovalute, si potrebbe riconoscere un valore intrinseco, indipendente dal fattore di mercato. Stiamo parlando del valore e del potenziale delle tecnologie alla base: le criptovalute sono dei programmi sviluppati su blockchain, e da quest’ultima derivano i loro vantaggi, ossia la sicurezza crittografica, la decentralizzazione e la programmabilità. Una moneta per tutti controllata da nessuno. 

    Infatti, essendo basate su codici e algoritmi, il funzionamento delle criptovalute dipende da una logica predeterminata. Bitcoin risponde, insomma, ad un complesso “set” di condizioni e automatismi, da cui derivano i suoi casi d’uso. Questo ha un’altra implicazione di valore: previo accordo tra i partecipanti al network, in un processo chiamato governance, la logica delle criptovalute può essere adattata a nuove necessità, proprio grazie alla programmabilità.

    Tornando alla tokenomics di Bitcoin, Nakamoto stabilì un massimo di 21 milioni di Bitcoin, certamente divisibili in frazioni più piccole (l’unità minima è chiamata “satoshi” e corrisponde a 0,00000001 Bitcoin), ma con l’idea che la scarsa disponibilità avrebbe garantito una maggiore stabilità al suo valore.

    I Bitcoin sono prodotti e distribuiti come ricompensa per i soggetti (chiamati miner) che mantengono sicura la blockchain. Tuttavia, l’emissione di BTC ha un andamento particolare: ogni circa 4 anni, a partire dal 2009, il premio dimezza, secondo un algoritmo chiamato Halving. Partendo da una ricompensa di 50 BTC per blocco, si calcola che l’ultima frazione di Bitcoin verrà distribuita nel 2140. Questo sistema dovrebbe, teoricamente, contrastare l’inflazione di Bitcoin.

    Nonostante l’hype intorno a Bitcoin come potenziale mezzo di pagamento del futuro, in determinati scenari di mercato molti lo hanno considerato un bene rifugio, supportati dal fatto che condivida alcune caratteristiche con l’oro, come la scarsità: per questo è anche chiamato “Digital Gold”.

    Bitcoin: come si è evoluto il suo valore?

    Bitcoin è passato dall’essere un semplice concetto, delineato nel White Paper di Satoshi, al diventare una vera e propria valuta. Queste sono le fasi più importanti della sua storia: 

    bitcoin cos'è

    Bitcoin, tuttavia, per affermarsi nel contesto macro-economico, dovrà prima raggiungere l’adozione di massa. I suoi scopi non potranno essere soddisfatti se continuerà a vivere nella nicchia di “early adopters”. La sua diffusione, però, ha bisogno innanzitutto di regolamentazione: leggi chiare e all’altezza dell’innovazione della blockchain. Le criptovalute, infatti, non possono essere trattate alla stregua di qualsiasi altra valuta, date le caratteristiche appena presentate. Nuovi accordi internazionali potranno liberare Bitcoin dai pregiudizi, dovuti principalmente alla mancata conoscenza della tecnologia. Tuttavia, in Sud America e in altri territori sotto la pressione dell’inflazione del dollaro USA, Bitcoin è già stato acquistato come riserva nazionale, rendendo così la criptovaluta una moneta a corso legale. 

    Curiosità

    Il primo acquisto in Bitcoin è avvenuto il 22 maggio 2010 e ha visto lo scambio di 10,000 BTC per due pizze famiglia. Laszlo Hanyecz pagò, infatti, circa 40$ in Bitcoin presso la pizzeria Papa John’s, Florida: da quel momento, ogni 22 maggio si celebra il “Bitcoin Pizza Day”.

    In ogni caso, è importante sottolineare che il valore di bitcoin non ha disegnato un arco di crescita costante, ma piuttosto un’oscillazione tra bear market e bull market. La volatilità ha spesso caratterizzato il prezzo di bitcoin, tra massimi e minimi emozionanti. Tuttavia l’andamento del prezzo di bitcoin non deve essere un mistero: esistono diversi strumenti per monitorarlo, come supporti e resistenze o le trendline

    bitcoin vs oro

    Bitcoin: cos’è la gestione a lungo termine

    Di tutte le criptovalute, Bitcoin è la più longeva. Il suo network è rimasto online ed operativo per il 99.98% del tempo dal suo concepimento, più di 10 anni fa. Bitcoin è l’unica criptovaluta ad avere uno storico simile: il suo codice si è dimostrato una fortezza inespugnabile per gli hacker, anche quando il suo valore avrebbe reso un attacco estremamente profittevole. Questo è sicuramente un fatto: l’algoritmo di Bitcoin è sicuro.

    Questo sentimento si è poi riflesso nel valore di bitcoin: se all’inizio era oggetto di speculazione, la sua tecnologia ha portato alcuni “holder” (i possessori di BTC) a considerarlo uno strumento dal potenziale nel medio-lungo termine. La crescente adozione e l’aumento dei casi d’uso incentiverà l’integrazione tra bitcoin e l’economia reale. Questo, probabilmente, influenzerà il suo valore nel lungo termine.

    Bitcoin: il nuovo Internet

    Raccontare che cos’è Bitcoin significa dedicarsi ad una delle più interessanti innovazioni tecnologiche degli ultimi 20 anni. Il cambiamento portato da Bitcoin è da molti paragonato a quello che comportò Internet alla sua nascita..

    Bitcoin è conosciuto principalmente come criptovaluta, ma è molto più di questo. Sostenere che Bitcoin è solo una moneta virtuale sarebbe come dire che internet è solo scambio di e-mail. Infatti, le applicazioni della blockchain e delle criptovalute, di cui Bitcoin è esempio, si sono spinte fino alla definizione di una nuova era: il Web3

    Se Internet ha democratizzato l’accesso alle informazioni, la diffusione di dati e la possibilità di accedere alla conoscenza, Bitcoin ha democratizzato l’accesso alle risorse finanziarie, allo scambio di denaro e alla trasparenza delle informazioni, mettendo in discussione l’attuale sistema finanziario globale.

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