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Halving: perché bitcoin è immune all’inflazione

9 luglio, 2020
8 min
Halving: perché bitcoin è immune all’inflazione
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    L’halving di Bitcoin consiste nel dimezzamento della ricompensa per blocco che ricevono i miner. Si realizzeranno solo 32 eventi di halving nella storia, in modo da raggiungere una fornitura massima di bitcoin, permettendo alla criptovaluta di rimanere immune all’inflazione.

    Introduzione

    L’halving è una delle caratteristiche più importanti e famose di Bitcoin per il controllo dell’inflazione, che lo differenzia da tutte le valute fiat come l’Euro e il Dollaro.

    Al fine di prevenire l’inflazione, il codice di Bitcoin integra al suo interno diversi principi regolatori di base:

    halving inflazione

    Che cos’è l’Halving? Emissione limitata di BTC

    Le Banche Centrali dei vari paesi o unioni sono gli organismi preposti a controllare e gestire l’emissione di moneta all’interno di un sistema monetario centralizzato, controllando in questo modo l’offerta di moneta e l’inflazione.

    Bitcoin, invece, non ha un controllo centrale, consigli di amministrazione né responsabili: come viene quindi regolata la quantità di denaro da emettere? Qui entra in gioco l’Halving.
    Già nel lontano 2008 Satoshi Nakamoto ebbe un’idea brillante: escludere il fattore umano dall’equazione finanziaria. Nel Whitepaper dal titolo “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System”, spiegò come questo sarebbe stato possibile.

    Come sistema monetario decentralizzato, il rilascio di nuovi bitcoin è totalmente sotto il controllo di uno speciale algoritmo crittografico (hashcash), che segue le regole delle reti peer-to-peer. Questo algoritmo determina la frequenza, il tempo e la quantità di unità monetarie emesse. Qualsiasi tentativo di modificare la quantità di nuove unità monetarie emesse viene rifiutato crittograficamente.

    Satoshi ha redatto un visionario programma della durata di oltre cent’anni, per cui bitcoin sarebbe stato capace di regolarsi da sé. I suoi fruitori non avrebbero dovuto preoccuparsi di cambiamenti politici o economici improvvisi, né di problemi come l’inflazione.

    Perché bitcoin fosse prezioso, infatti, doveva essere scarso, come lo è ad esempio l’oro. Per questo il punto più importante del piano di Satoshi era quello di non mettere in circolazione più di 21 milioni di bitcoin. Inoltre, per mantenere la scarsità nel tempo, considerando che bitcoin sarebbe cresciuto e il mercato sarebbe cambiato, Satoshi ideò una seconda soluzione: l’halving.

    Questo avrebbe permesso il rilascio a lungo termine di nuove monete, in modo prevedibile e immutabile.

    Che cos’è l’halving

    La quantità di bitcoin che spettano ai miner, quindi la quantità di nuovi bitcoin coniati, è regolata dall’halving. Halving significa “dimezzamento” e si riferisce al dimezzamento della ricompensa per blocco che i miner di bitcoin ricevono. Di conseguenza, sono dimezzati anche i bitcoin creati con ogni blocco aggiunto.

    halving

    Nei primi anni di bitcoin, la ricompensa per i miner era di 50 BTC per ogni nuovo blocco minato. Un incentivo così alto ha permesso di sviluppare velocemente il network di bitcoin. Al contrario, il compenso derivante dalle fee era pressoché nullo, perché le transazioni da convalidare erano poche, essendo pochi gli utenti interessati a scambiarli. Allora 1 BTC valeva meno di 0.50 €. Con il prezzo di Bitcoin attuale, una ricompensa di 50 BTC vorrebbe dire dare al miner milioni di euro per ogni blocco validato!

    Il programma di halving previsto da Satoshi è molto graduale: dal 2009 avviene circa ogni 4 anni (ogni 210.000 blocchi per la precisione), proprio come le elezioni presidenziali statunitensi o gli anni bisestili. 

    Si verificheranno solo 32 eventi di halving di Bitcoin nella storia. Una volta che questi si saranno conclusi, non ci saranno altri halving e non verranno più creati altri Bitcoin, poiché la fornitura massima di 21 milioni sarà stata raggiunta.

    halving

    Definizione

    L’halving è la progressiva riduzione del numero di bitcoin con cui i miner vengono remunerati, che si traduce in un’emissione decrescente di bitcoin. L’halving è regolato da un algoritmo crittografico presente nel protocollo Bitcoin.

    L’effetto dell’halving sul prezzo

    Con il passare del tempo e con il succedersi degli halving, il numero di bitcoin prodotti è sceso. Bitcoin ha quindi mantenuto la sua scarsità.

    A seguito dell’halving del 2012, il picco di prezzo Bitcoin è stato raggiunto dopo 12 mesi, toccando 1.031 dollari per 1 BTC, con un incremento annuo del +8.500%.
    Dopo il secondo halving, il prezzo massimo è stato raggiunto in 17 mesi, toccando il record assoluto di 20.089$ (17.300€ circa), con una crescita del + 2,990%.

    Il grafico seguente conferma la ricorrenza di un trend positivo a seguito degli halving, ma è da analizzare molto attentamente.

    halving

    Non è infatti detto che i picchi di prezzo avvenuti a un anno di distanza da ogni halving siano effettivamente da ricondurre all’evento: non possiamo infatti sapere se si siano verificate altre situazioni contingenti che abbiano influito sul suo valore di mercato.

    Come conseguenza dell’ultimo halving del 2020, che ha ridotto la ricompensa a 6,25 BTC, molti operatori hanno grandi aspettative (come vedere il prezzo bitcoin a sei cifre) mentre altri credono che il mercato abbia già scontato l’evento.

    L’effetto dell’halving sull’inflazione

    Ridurre ogni quattro anni del 50% l’emissione di nuova moneta comporta una riduzione sostanziale dell’inflazione di bitcoin.

    halving inflazione

    2025: il livello di inflazione sarà inferiore all’1% e ammonterà allo 0,83% all’anno
    2037: raggiungerà lo 0,1%
    2053: il livello sarà così basso da essere praticamente invisibile

    Se facciamo un’analisi comparativa con valute fiat che sono inclini all’inflazione, il vantaggio di bitcoin diventa molto evidente.

    Analizziamo ora la principale valuta del mondo: il dollaro USA.

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    Nel periodo che va dal 1914 al 2014, la valuta ha dimostrato un tasso di inflazione sempre moderato, superando il 10% solo per tre volte nel periodo tra il 1968 e il 1983. È anche possibile osservare momenti di deflazione, che si sono verificati in prossimità di periodi dove il gold standard ha svolto un ruolo centrale (le due guerre mondiali, durante le quali solo gli USA hanno mantenuto lo standard e rispettato gli accordi di Bretton Woods).
    È indicativo che il dollaro non abbia più vissuto periodi di deflazione da quando il gold standard è stato abbandonato dal presidente Nixon nel 1977.

    Lo sapevi che?

    Il gold standard stabiliva che ciascuna valuta avesse un tasso di cambio fisso rispetto all’oro. Internamente a ogni stato, questo creava proporzionalità tra la quantità di moneta in circolazione e le riserve d’oro della banca centrale. Nei rapporti con gli altri paesi, invece, definiva un sistema di tassi di cambio praticamente fissi, in quanto le oscillazioni erano contenute tra i cosiddetti “punti dell’oro”.

    Conclusione

    Ci sono ancora molte domande aperte riguardo a come funziona l’halving e ciò che aspetta bitcoin nel prossimo futuro.

    Ciò che è certo, e per nulla scontato, è che questo sistema sta funzionando secondo le previsioni di Satoshi. La visione procede, nonostante tutte le difficoltà che nel tempo sarebbero potute sorgere: mancanza di miner interessati a partecipare al gioco o di domanda da parte del mercato, attacchi esterni, malfunzionamenti che avrebbero potuto bloccare il sistema oppure renderlo incontrollabile. Tutto ciò non è avvenuto e si stima che per oltre il 99,98% del tempo, dal 2009 ad oggi, Bitcoin abbia funzionato correttamente e senza interruzioni.

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