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La finanza personale: patrimonio netto e profitto

19 ottobre, 2020
7 min
La finanza personale: patrimonio netto e profitto
Principiante
Cosa Imparerai

    Prima di scegliere quale strumento finanziario comprare e con quale strategia, cerchiamo di capire quanto possiamo investire. Per farlo, dobbiamo determinare il nostro patrimonio netto e profitto mensile.

    In questo articolo cercheremo quindi di dare una serie di suggerimenti pratici per analizzare le nostre finanze. Se riusciamo a classificare le entrate e le uscite, sarà più semplice individuare quanto capitale investire senza rischiare di compromettere la nostra serenità economica.

    Dai prossimi articoli, invece, risponderemo a tutte le altre domande che accompagnano chi approccia un investimento per la prima volta.

    Dove investire e per quanto tempo? Nella lezione “Scopri il tuo profilo di rischio e che tipo di investitore sei“.

    Quando investire e adottando quale strategia? Nella lezione “Individua la strategia di investimento più adatta a te.

    quanto investire

    Il ciclo della ricchezza

    Le fasi di un ciclo virtuoso del denaro sono:

    1. Avere un reddito: qual è il mio patrimonio netto?
    2. Risparmiare: a quanto ammonta il mio capitale?
    3. Investire: quanto capitale posso investire? 
    4. Generare valore: quale strategia di investimento scegliere? 
    5. Monitorare: qual è il metodo per monitorare i miei rendimenti?
    finanza personale

    QUANTO INVESTIRE?

    Fase 1 – Qual è il mio patrimonio netto?

    Per avere un quadro preciso delle proprie finanze, è necessario innanzitutto calcolare il proprio patrimonio netto. Il patrimonio netto esprime il nostro capitale effettivo.

    • Le attività sono i beni che hai a disposizione: liquidità, beni immobili, crediti, conto bancario, partecipazioni azionarie, ecc.
    • Le passività sono debiti. Perciò, denaro che abbiamo ma che va restituito: mutuo, prestiti di amici, carte di debito ecc.

    Per effettuare un calcolo ordinato si può utilizzare un foglio excel o una tabella cartacea. Di seguito trovi le principali voci di attività e di passività che puoi personalizzare in base alle tue esigenze. Prova a compilare tutte le voci per calcolare il tuo stato patrimoniale.

    patrimonio netto
    patrimonio netto

    Le attività sottratte delle passività costituiscono il patrimonio netto, ossia la tua ricchezza. Questo lavoro ci permette di monitorare quanto pesa il debito rispetto al nostro patrimonio complessivo, nell’ottica di ridurlo nel tempo.

    patrimonio netto

    Fase 2: A quanto ammonta il mio capitale?

    Dopodiché occorre avere un prospetto periodico del nostro capitale a disposizione. Per farlo si consiglia di individuare il proprio cashflow o profitto. Il cashflow è la differenza tra il proprio reddito e la propria spesa. Classificate le entrate e le uscite regolari in base alla loro fonte o destinazione.

    Anche in questo caso proponiamo delle voci che vanno personalizzate in base alla specifica situazione di ciascuno.

    capitale
    patrimonio netto

    Calcolate su base mensile o con la frequenza che vi è più comoda in base al vostro stile di vita. Così facendo ricaverete il vostro profitto mensile, in altre parole ciò che riuscite a risparmiare. Grazie alla classificazione delle spese potrete individuare le vostre forze e debolezze, capendo così come ottimizzare il cashflow.

    profitto

    Se le voci nel proprio stato patrimoniale e cashflow sono complesse o ci sono dubbi sulle imposte, valore di mercato ecc., si consiglia di affidarsi a un commercialista o consulente.

    Metti ordine alle tue finanze

    Alcuni preferiscono dividere spese, risparmi e investimenti in 2 o 3 conti separati. La separazione dei conti facilita il monitoraggio delle entrate e delle uscite e la contabilità anche a livello psicologico.

    Tuttavia, per chi inizia può essere più facile familiarizzare con la contabilità attraverso la gestione di un conto unico.

    Nella scelta dei conti raccomandiamo di considerare i tassi d’interesse e le commissioni. Questi possono essere vantaggiosi anche con conti esteri e banche totalmente digitali.

    Fase 3: Quanto investire?

    A questo punto bisogna definire quale percentuale del proprio capitale allocare in investimenti. Il capitale dev’essere quella somma che non può causare danni economici se interamente persa.

    Ci sono molti fattori che intervengono nel determinare quanto capitale investire. Sicuramente i principali sono l’età, il reddito e la propria situazione familiare. Tuttavia, possiamo tracciare delle linee guida generali che valgono per la maggior parte delle persone.

    La misura più semplice su cui calcolare questa percentuale è su base mensile. Si può tuttavia adottare qualsiasi frequenza scelta per il calcolo del proprio cashflow.

    Normalmente si investe il 20% del proprio cashflow mensile, solo se non si hanno debiti. Sono considerati una forma di debito i mutui, le rate di auto, moto, elettrodomestici o mobili da pagare. In questo caso si consiglia di restare tra il 3% e il 5%. Il debito rappresenta una parte di capitale presente e futuro immobilizzato, che rende più difficile gestire situazioni impreviste. Per questo il capitale da investire si riduce in modo così drastico.

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