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I Derivati nella finanza tradizionale e nella DeFi

27 settembre, 2021
7 min
I Derivati nella finanza tradizionale e nella DeFi
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Cosa Imparerai

    I derivati sono gli strumenti finanziari più popolari del mercato tradizionale. La finanza decentralizzata dà l’opportunità di utilizzarli in modo libero dagli intermediari e senza barriere geografiche o giuridiche.

    Cosa sono i Derivati

    Uno strumento derivato, anche chiamato “derivato” è un tipo di strumento finanziario complesso. Si tratta di un contratto tra due parti che deriva il suo prezzo da un asset sottostante.

    In questo contratto, una delle due parti sceglie di trarre profitto dalla crescita di un asset, mentre l’altra trarrà profitto dal deprezzamento dell’asset.

    Questo strumento sottostante è più spesso un’azione e un’obbligazione, ma anche una valuta, materia prima o persino un tasso d’interesse.

    derivato

    Il vantaggio di un derivato è che si può giocare anche al ribasso con l’asset sottostante, ma soprattutto non richiede di possedere fisicamente beni che potrebbero essere difficili da gestire.

    Futures, Forward e Swap

    I principali strumenti derivati di cui avrai sentito parlare sono i contratti a termine, che si distinguono in futures e forward. 

    Questi contratti attribuiscono alle due parti una certa quantità di sottostante in base a un prezzo di consegna e a una scadenza prefissata. Come prima, una delle due parti punta sul rialzo del prezzo e una sul ribasso.

    La differenza è che i forward sono negoziati al di fuori dei mercati regolamentati, mentre i futures sono standardizzati e negoziati negli exchange regolamentati. Per questo con i futures è possibile unicamente scegliere il prezzo.

    Si parla spesso anche di swap, contratti che regolano lo scambio di flussi di cassa o passività tra due parti, in cui queste passività derivano da due diversi strumenti finanziari. Questi tipi di scambi avvengono over-the-counter (OTC), ossia privatamente tra le due parti, senza la supervisione di un broker o exchange.

    Negoziare derivati a scopo di hedging

    L’hedging è la riduzione del rischio tramite compensazione.

    Prendiamo ad esempio un agricoltore che coltiva grano. Il prezzo del grano oscilla sul mercato come qualsiasi altro bene, in base alla domanda e all’offerta.

    C’è il rischio che in tempo di raccolta, il prezzo del grano scenda e sia quindi poco conveniente venderlo.

    hedging

    Per compensare a questo rischio, l’agricoltore può vendere in leva (short) un contratto futures del grano per la quantità che prevede di raccogliere. In altre parole, punta sul deprezzamento del grano.

    Al momento della raccolta, l’agricoltore chiude la sua posizione. 

    Se il prezzo del grano scende, l’agricoltore riceve un profitto dal futures. In questo modo ha compensato il potenziale mancato guadagno dovuto al mercato.

    Invece se il prezzo del grano sale, l’agricoltore ha perso quanto puntato sul futures, ma guadagna vendendo il suo raccolto, grazie a un prezzo alto di mercato.

    Questo non solo evita annate particolarmente difficili, ma rende più prevedibile l’andamento degli affari.

    Negoziare derivati a scopo di speculazione

    In questo senso, i derivati permettono di speculare facilmente sul prezzo di beni che nella loro forma originale sarebbero complessi da gestire, come l’oro o il petrolio.

    Inoltre, i derivati permettono di utilizzare la leva finanziaria. Investire in leva è possibile solamente con un broker ed è una modalità di trading molto rischiosa.

    • Vendere in leva si dice “andare short”, e significa puntare sul deprezzamento di un bene
    • Acquistare in leva si dice “andare long”, e significa puntare sull’incremento di prezzo di un bene

    La leva richiede che il trader versi una minima parte della posizione di mercato a cui si vuole effettivamente esporre. La liquidità per la fetta restante della posizione sarà fornita dal broker.

    Il profitto o la perdita però saranno basati sull’intera posizione, non solo sull’importo che ha versato il trader. Questo significa che una volta chiusa la posizione, si guadagnerà o perderà una percentuale molto più alta di quanto si è speso. In questo caso più che mai, massimo guadagno significa massimo rischio.

    Il rischio maggiore si presenta quando il prezzo va rapidamente nella direzione opposta a quella su cui stai puntando. In questo caso, il valore della posizione comincerà ad andare in negativo. Quando il tuo saldo arriva a non poter più coprire la perdita che si andrà a realizzare, il broker sarà costretto a liquidare la posizione, ossia annullare qualsiasi ordine aperto su un contratto e colmare la perdita utilizzando il tuo saldo.

    I derivati nella finanza decentralizzata

    Che si tratti di derivati negoziati over-the-counter (OTC) o su exchange, i derivati tradizionali richiedono un intermediario fidato che supervisioni il rapporto contrattuale.

    Questo implica che l’accesso a questo tipo di asset dipende dal regolatore dello stato in cui vivi e dalle politiche delle istituzioni finanziarie che operano in questo settore.

    I derivati sono un tassello fondamentale della DeFi per completarne l’offerta finanziaria alternativa. Infatti si stima che il mercato totale dei derivati tradizionali raggiunga il valore di almeno un quadrilione di dollari, e sarebbe il mercato più grande al mondo.

    Per questo motivo e per offrire i casi d’uso di hedging e speculazione, al settore crypto e DeFi conviene sviluppare questo tipo di mercato.

    I derivati su blockchain richiedono 3 principali elementi tecnologici a loro supporto:

    • Smart contract, come qualsiasi applicazione decentralizzata.
    • Oracoli, per poter ricevere informazioni in tempo reale sui prezzi dei sottostanti.
    • Tokenizzazione, ossia rendere il derivato un token compatibile con la blockchain, fungibile e programmabile.
      I derivati in forma di token su blockchain sono chiamati asset sintetici.

    Di conseguenza, gli asset sintetici possono essere sviluppati solo su blockchain che offrono queste 3 funzionalità in modo efficiente e scalabile. 

    Ci sono diversi protocolli che permettono di creare asset sintetici, scambiarli e utilizzarli anche per lo Yield Farming, il più popolare dei quali è Synthetix.

    Synthetix: come funziona

    Synthetix è un protocollo sulla blockchain di Ethereum che permette la negoziazione di asset sintetici. Il token che alimenta il protocollo è Synthetix Network Token (SNX), un ERC-20.

    Il modello di Synthetics si basa su una pool di debito. Per emettere un asset sintetico bisogna depositare un collaterale in SNX per il 500% dell’importo che si vuole generare.

    Quindi se deposito 500€ si SNX nella pool, otterrò 100€ di asset sintetici.

    synthetix

    Ognuno di questi asset è un token ERC-20 che riflette appunto il prezzo di vari asset tradizionali che possono essere materie prime come l’oro, così come valute fiat o criptovalute.

    Gli asset sintetici di Synthetix possono essere scambiati tra loro, oppure utilizzati su altri protocolli di Ethereum come Uniswap o Yearn Finance.

    Con il più alto valore bloccato tra tutti i protocolli derivati DeFi, Synthetix è stato uno dei primi protocolli lanciati su Optimism, il Layer 2 di Ethereum

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