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DEX con AMM: gli exchange decentralizzati oggi

22 ottobre, 2021

8 min

DEX con AMM: gli exchange decentralizzati oggi
Principiante

I DEX, gli exchange decentralizzati, esistono dai primi anni di bitcoin, tuttavia erano siti molto complessi da usare e poco accessibili. Oltre a ciò, avevano spesso problemi di liquidità e di slittamento dei prezzi.

Nel 2019 è apparso UniSwap, che ha dato il via a una serie di exchange basati completamente su smart contract.

I DEX prima di UniSwap

Gli exchange decentralizzati sono protocolli su blockchain che permettono lo scambio o il trading di criptovalute anonimo o pseudonimo, senza censura e senza un server centrale.

I primi exchange decentralizzati erano, come quelli centralizzati, basati su un order book che faceva incontrare acquirenti e venditori, la domanda e l’offerta. 

Gli scambi avvenivano peer-to-peer, ossia direttamente tra un trader e l’altro. Quindi non esisteva un’azienda che aiutava a regolare gli scambi e manteneva sicura la piattaforma, ma c’era uno smart contract a farlo. 

Per questo gli exchange decentralizzati ancora oggi non sono custodial, ossia non permettono di conservare le criptovalute su un wallet integrato.

Quindi, qual era il problema?

Il problema era fondamentalmente l’order book. L’order book è un registro che riunisce tutti gli ordini di acquisto e di vendita piazzati a un certo prezzo e per una certa quantità.

Di solito negli exchange avanzati o decentralizzati è possibile sia fare un ordine a mercato, ossia al prossimo prezzo di mercato disponibile – sia fare un ordine che verrà eseguito solo al raggiungimento di un determinato prezzo, e che quindi resta in attesa nell’order book (ordine limite).

Negli exchange di base esiste un order book e quando acquisti o vendi stai piazzando un ordine, solo che questo registro non è visibile e tutti gli ordini sono a mercato.

Gli exchange basati su order book funzionano grazie a due tipi di trader: i maker e i taker.

Quando piazzi un ordine che non corrisponde a un ordine già esistente nell’Order book, diventi un “Maker“, perché crei un nuovo ordine. In questo caso, aggiungi liquidità al mercato.

Quando invece piazzi un ordine e questo può essere soddisfatto da un ordine esistente nell’order book, diventi “Taker“. Questo perché hai completato l’ordine di acquisto o di vendita di qualcun altro e quindi hai “preso” un ordine dall’order book. In questo caso, prendi liquidità dal mercato.

Di solito le difficoltà cominciano quando non ci sono abbastanza maker, o quando ci sono più taker che maker. Conseguentemente, viene a mancare liquidità, gli ordini vengono eseguiti a prezzi indesiderati e gli scambi si bloccano.

UniSwap e gli AMM

A salvare la situazione, nel 2019 arriva un protocollo basato su Ethereum. È UniSwap, che introduce il concetto di Automated Market Maker (AMM), software che consente l’automazione degli ordini di mercato riducendo i problemi legati alla liquidità e ai volumi.

Gli AMM permettono di programmare gli scambi, i cosiddetti swap, in quanto sono degli smart contract. Si superano così gli scambi peer-to-peer e si scopre il peer-to-contract.

Il Maker, l’elemento fondamentale dello scambio, diventa uno smart contract. Ma da dove prendono la liquidità questi maker di UniSwap? 

UniSwap adotta le Liquidity Pool, ossia altri tipi di smart contract dedicati a conservare grandi quantità di pair di token liquidi, ossia subito scambiabili.

Quindi, per alimentare gli scambi del mercato ETH-DAI, ad esempio, esiste la liquidity pool dedicata in cui sono conservati tantissimi token Ethereum e DAI.

E da dove vengono queste grandi quantità di token? Li forniscono gratuitamente gli sviluppatori del protocollo? C’è un’azienda o una fondazione?
No, perché non sarebbe un sistema decentralizzato e sul lungo termine non sarebbe sostenibile.

Per incentivare la fornitura di liquidità, UniSwap decide di dare delle ricompense periodiche a coloro che sono disposti a bloccare le proprie criptovalute nelle liquidity pool. In questo modo aiutano il DEX e ricevono ricompense proporzionali alla quantità impiegata e alla durata della loro fornitura. Queste ricompense sono costituite dalle fee di transazione dell’exchange, pagate dai trader.

Il boom degli Swap

Nel corso del 2020 cominciano a nascere una serie di DEX basati su questo concetto. Se SushiSwap e PancakeSwap copiano il codice di base, Curve Finance inventa la sua propria formula di AMM, Balancer porta le pool multi-token e 1Inch propone invece di aggregare diversi DEX AMM.

Avendo dedicato approfondimenti a tutti gli -Swap, analizzeremo qui il resto dei DEX più innovativi e di maggiore successo allo stato attuale (fine 2021), ossia Curve, 1Inch e Balancer.

exchange decentralizzati

Curve Finance: come funziona

Se la maggior parte dei DEX AMM è su Ethereum, Curve è multichain. Significa che esiste su diverse blockchain. La blockchain primaria di Curve è Ethereum, ma altre blockchain come Polygon, Harmony, xDAI e Avalanche offrono a Curve vantaggi tra cui la velocità e i costi.

Al fine di utilizzare Curve su altre blockchain, è necessario inviare i fondi da Ethereum alla blockchain secondaria utilizzando un bridge.

Curve risponde al problema di Uniswap, in cui le pool di pair con prezzi simili subiscono volatilità di prezzo. Si tratta ad esempio di pair di stablecoin o wrapped token della stessa moneta.

Curve nasce quindi come DEX per stablecoin, tuttavia offre tantissimi pair anche di diverse forme di Bitcoin, Ethereum e alcune criptovalute delle blockchain su cui è disponibile. Poiché le stablecoin “dovrebbero” avere tutte lo stesso prezzo, Curve permette di depositare diverse percentuali di ogni token nella pool, e ha pool che contengono anche più di due stablecoin.

Grazie alla sua particolare formula di prezzo, Curve riesce a mantenere il valore in una pool stabile per un range di prezzo molto più ampio di Uniswap. 

costante curve vs uniswap

Le estremità della curva sono molto più accentuate, quindi fuori da quel range di prezzo il valore delle pool potrebbe oscillare molto, tuttavia a quel punto si tratta di un problema delle stablecoin che non riescono a mantenersi ancorate al dollaro.

Balancer e 1Inch

Balancer e 1inch sono ancora diverse tipologie di DEX con uno specifico valore aggiunto e sono entrambi basati su Ethereum.

Balancer oltre a essere un DEX basato su AMM e liquidity pool, è un protocollo di gestione di portafogli. Su Balancer, ogni pool può contenere fino a 8 criptovalute, in quanto ogni pool rispecchia una sorta di “fondo” diversificato di criptovalute.

I fornitori di liquidità possono depositare i loro token in:

  • una pool privata, di cui hanno la completa gestione
  • una pool condivisa, le cui opzioni e regole sono gestite collettivamente attraverso un token dedicato (BPT)
  • una smart pool, gestita da uno smart contract dedicato.

1Inch invece è un aggregatore di diversi DEX, il che gli permette di avere grandi volumi e liquidità a disposizione per gli scambi. 1Inch è anche disponibile su Solana e Polygon.

Quando piazzi un ordine su 1inch, questo sceglie per te l’exchange più conveniente per il tipo di operazione di cui hai bisogno, ottimizzando le commissioni ed evitando lo slittamento di prezzo.

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