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Shiba Inu: molto più di un Dogecoin Killer

19 ottobre, 2021
7 min
Shiba Inu: molto più di un Dogecoin Killer
Intermedio
Cosa Imparerai

    Shiba Inu è una meme coin che dimostra tutto il potere dei meme. Il suo creatore, Ryoshi, è pseudonimo e ci presenta il progetto Shiba come un esperimento di decentralizzazione, con l’intento di dimostrare che una criptovaluta può nascere e crescere anche da una community qualsiasi online, con un budget pari a 0. Ma come funziona nello specifico?

    shib shiba inu

    Il lancio di SHIB

    Shiba Inu (SHIB) è una criptovaluta e un protocollo DeFi basato su Ethereum. Nata nell’agosto 2020, ha acquisito popolarità grazie all’effetto virale del meme, aiutata da tweet di Elon Musk e dal momento particolarmente positivo per Bitcoin, Dogecoin ed NFT. 

    La community così emersa, la “Shibarmy”, si presenta con un Woofpaper invece di un Whitepaper, colmo di slang “canino” alternato a citazioni di un filosofo giapponese, Miyamoto Musashi.

    La tokenomics di Shiba è molto particolare. Sono stati creati 1 quadrilione di SHIB distribuiti così:

    • metà inviati al wallet di Vitalik Buterin
    • metà depositati sulla pool di UniSwap ETH-SHIB

    Perché proprio a Vitalik? 

    Questa fornitura di SHIB è stata donata al fondatore di Ethereum con la fiducia che non li avrebbe venduti e, stando al Woofpaper, “Non c’è magnificenza senza un punto di vulnerabilità”. 

    Quando però il prezzo di Shiba Inu cominciò a spiccare il volo, poco dopo il lancio, Vitalik donò 1 miliardo di dollari in SHIB al fondo dedicato all’emergenza Covid in India. 

    Dopodiché Vitalik “bruciò” altri 410 trilioni di SHIB e dichiarò di voler donare il restante 10% della sua porzione originale, non volendo avere una tale responsabilità sul token. Queste due azioni non hanno danneggiato il valore di Shiba Inu, anzi, la prima ha migliorato la reputazione della criptovaluta e la seconda l’ha mantenuta scarsa.

    Ricordiamo, inoltre, che l’altra metà della fornitura totale rimaneva disponibile per l’acquisto su UniSwap.

    I 3 token dell’ecosistema

    Il progetto non si limita al token SHIB, ma sfrutta lo standard ERC-20 per creare diversi utility token.

    Shiba Inu (SHIB) è il primo e principale token dell’ecosistema, con una tokenomics adatta a competere sul mercato come qualsiasi altra criptovaluta. È questo che la differenzia dagli altri due token.

    Doge Killer (LEASH), come dice il nome, nasce invece per sfidare Dogecoin. Inizialmente LEASH era ancorato al prezzo di DOGE grazie a un meccanismo simile a quello delle stablecoin algoritmiche, per cui manteneva l’ancoraggio manipolando la propria fornitura.

    Svincolato dal prezzo di DOGE, LEASH rimane comunque abbastanza stabile, avendo una bassissima fornitura di 107.647 unità, ed essendo utilizzabile solo all’interno dell’ecosistema Shiba Inu.

    Bone ShibaSwap (BONE) è il token di governance. È utilizzato infatti per partecipare alle proposte e votazioni riguardo cambiamenti al protocollo. Ha una fornitura massima di 250 milioni.

    ShibaSwap: come funziona

    L’exchange decentralizzato (DEX) ShibaSwap parte dal codice di base di SushiSwap e viene inaugurato con un “Liquidity Event” svoltosi durante le 2 settimane di lancio nel Luglio 2020.

    DEX

    Sta per Exchange Decentralizzato ed è una piattaforma di scambio di criptovalute che non è controllata da nessun intermediario o azienda, ma è completamente affidata a smart contract e algoritmi. I DEX spesso richiedono anche maggiori competenze tecniche rispetto ai CEX e una conoscenza approfondita delle criptovalute. Non supportano valute fiat e non permettono il prelievo e il deposito tramite i sistemi di pagamento tradizionali.

    Trasferendo la propria liquidità da UniSwap o SushiSwap, oppure fornendola direttamente su ShibaSwap, si riceveva in ricompensa token BONE, per una percentuale molto alta che andava gradualmente a diminuire nel corso delle due settimane.

    ShibaSwap, a parte lo scambio di token come ogni DEX, attualmente offre principalmente le funzionalità di staking e di fornitura di liquidità.

    La differenza fra le due è che lo staking viene fatto bloccando singole monete, e in particolare quelle native del protocollo, mentre la fornitura di liquidità avviene bloccando due token (pair) alla volta nelle pool che alimentano l’exchange. 

    Per ogni funzionalità di ShibaSwap, naturalmente c’è un termine che evoca il comportamento di questi teneri cani.

    • Dig (scavare): fornire liquidità alle liquidity pool, per ricevere in cambio ShibaSwap liquidity pool tokens (SSLP). 
    • Woof (abbaiare): riscattare le ricompense delle liquidity pool convertendo SSLP in BONE.
    • Bury (sotterrare): mettere in staking SHIB, LEASH e BONE per ricevere ricompense in xSHIB, xLEASH e xBONE. Questi token rappresentativi possono essere riscattati nel loro sottostante una volta che si rimuovono dallo staking.
    • Bonefolio: una pagina in cui visualizzare tutti i tassi delle ricompense, analisi di dati della piattaforma e tenere d’occhio l’andamento dei propri token e ricompense.
    • NFT: sezione dedicata alla compravendita di 10.000 NFT a tema Shiba Inu chiamati Shiboshi.
    shibaswap

    La Roadmap di Shiba Inu

    Nell’agosto 2020 Ryoshi pubblica la prima Roadmap di sviluppo dell’ecosistema Shiba Inu.

    Dopo il lancio di ShibaSwap, quello che ci aspetta è un completamento del suo ambiente di finanza decentralizzata.

    1. Doggy DAO

    Poiché una community in crescita non può costruire un progetto DeFi senza una struttura di governance, gli sviluppatori hanno previsto la creazione di una DAO, ossia un’organizzazione decentralizzata governata esclusivamente tramite smart contract. In questo modo sarà possibile utilizzare il pieno potenziale del token BONE e dare voce a tutta la community nel modo più scalabile e democratico.

    Attualmente i wallet crypto dedicati allo sviluppo del progetto e a mosse d’emergenza sono dei multisig, ossia wallet che possono essere utilizzati solo con la firma di un numero minimo di custodi. Tutti i custodi sono fidati, e i loro tag e indirizzi sono scritti nel Woofpaper.

    1. Layer 2: Shibarium

    Questo passo prevede la costruzione di una blockchain di Layer 2 su Ethereum in modo da rendere il protocollo di ShibaSwap e di Shiba Inu in generale più scalabile e autonomo. 

    1. SHI stablecoin

    Altri token in vista! Uno sarà TREAT, ancora avvolto nel mistero, e l’altro sarà SHI. Questa sarà una stablecoin algoritmica pensata per fornire ai trader una riserva di valore che faciliti gli scambi e l’utilizzo delle funzionalità DeFi in tutto l’ecosistema Ethereum.

    Ancora non è definito il modello di ancoraggio, ma in linea generale sarà basato su smart contract senza bisogno di riserve.

    1. Ecosistema finanziario Shibarium

    Questa fase riguarderà l’integrazione di Shibarium con i protocolli Defi di Ethereum, introducendo probabilmente SHI e SHIB nelle liquidity pool di altri DEX o protocolli di prestito decentralizzato. Sarà richiesta la costruzione di bridge e altre tecnologie di interoperabilità.

    Lo spirito di Shiba Inu

    Anche crescendo, il progetto non lascia da parte il suo amore per le creature a quattro zampe, e, attraverso Amazon Smile, permette di convogliare parte delle proprie spese online all’associazione SIRA, che tutela gli Shiba Inu.

    Un altro progetto collaterale è lo Shiba Incubator, dedicato a promuovere i talenti all’interno della community, continuando a sostenere il principio che la grandezza può nascere dal nulla, semplicemente aiutandosi.

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