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Che cos’è la moneta fiat? Definizione e Storia

20 giugno, 2020
9 min
Che cos’è la moneta fiat? Definizione e Storia
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    La moneta o valuta fiat è soggetta a una serie di forze che influiscono sul suo prezzo, come inflazione e deflazione. Le criptovalute non risentono di queste forze, rappresentando un’alternativa al sistema monetario attuale. Ma che cos’è, di preciso, una moneta fiat? Di seguito, la sua definizione e la breve Storia recente delle valute tradizionali.

    Il denaro è alla base della nostra vita quotidiana: riguarda le persone, le imprese e il nostro rapporto con le istituzioni. Le decisioni che prendiamo nella gestione del nostro denaro determinano il nostro futuro.

    Una moneta per essere tale deve soddisfare tre funzioni:

    Che cos'è la moneta fiat? Definizione e Storia

    La moneta fiat (o valuta fiat)

    Per definizione, una valuta fiat è una moneta fiduciaria a corso legale. “A corso legale” significa che un governo sceglie la valuta ufficiale per il suo territorio e questa per legge deve essere accettata come mezzo di pagamento.

    La parola “fiat” significa in latino “che sia fatto” e indica un ordine dato dal governo. Sin dall’antichità, l’autorità centrale stabilisce ciò che vale come mezzo di scambio, lo mette in circolazione e lo controlla. Finché tutti i cittadini concordano sul fatto che una moneta ha validità e valore, esso lo mantiene. 

    Esistono circa 180 valute fiat sul mercato globale, come l’Euro, il Dollaro e la Sterlina.

    Ognuna di queste valute ha un suo valore basato sulla legge della domanda e dell’offerta. Non sono, quindi, ancorate ad alcun metallo prezioso o bene fisico. Il controvalore di una moneta rispetto all’altra è chiamato tasso di cambio.

    Tasso di cambio

    Il tasso di cambio è il prezzo di una valuta rispetto a un’altra. Viene solitamente calcolato tenendo come riferimento la valuta locale. Ad esempio, il tasso di cambio dell’Euro rispetto al dollaro (pair EUR-USD) è tra i primi quattro in termini di volume di transazioni giornaliere. Ciò significa che è il pair dove gli investitori riescono a fare un margine di guadagno maggiore.

    Come viene emessa la moneta fiat?

    La moneta circolante

    Per quanto riguarda l’economia europea, la moneta circolante si presenta in due forme: moneta metallica e cartacea o depositi bancari

    Attualmente i depositi bancari rappresentano gran parte della moneta circolante (anche in Italia) e l’uso della moneta fisica è in calo. Su 60 trilioni di dollari, che corrispondono alla somma totale del denaro al mondo, solo 6 trilioni sono banconote e monete. Ciò significa che il 90% di tutto il denaro esiste soltanto sui server di un computer, in forma elettronica, visibile sui nostri conti correnti.

    Di conseguenza, la maggior parte delle transazioni commerciali viene fatta trasferendo dati elettronici da un computer all’altro senza alcuno scambio di soldi tangibili.

    Emissione di moneta: banche centrali e banche commerciali

    Le Banche Centrali, come noto, producono unicamente la moneta cartacea o metallica. Ma come viene creata nuova moneta in forma di deposito bancario?

    E da chi viene regolata la circolazione del denaro che passa attraverso le carte di credito, i bancomat o le prepagate, che usiamo per fare acquisti online o per caricare il nostro Portafoglio Young Platform?

    A gestire questo processo non sono più le banche centrali, ma le banche commerciali. Le banche commerciali sono banche private presso cui aprire un conto corrente e conservare i risparmi.  

    Le banche commerciali creano moneta in forma digitale ogni volta che erogano un prestito. Il denaro che depositano sul conto corrente di colui che ha ricevuto il prestito non è moneta già in circolazione su altri conti, ma moneta del tutto nuova. Questa moneta sparirà quando il prestito sarà ripagato con gli interessi. 

    Il sistema del debito è ancora all’origine di molti dibattiti. Queste diatribe partono all’assunto che le banche creerebbero moneta “dal nulla”. In realtà, al nuovo denaro dato in prestito corrisponde un altro asset. Questo asset è il saldo futuro di tale prestito più eventuali interessi. 

    Le banche, inoltre, hanno molti vincoli sulla concessione stessa di prestiti, poiché implicano di fatto dei rischi. Sia i prestiti che la creazione di nuova moneta, essendo legati, comportano rischi comuni che vanno contro gli interessi dell’istituzione bancaria. Si passa dal banale rischio che molti prestiti non vengano mai saldati al rischio di inflazione nazionale dovuto all’eccessiva moneta creata.

    Inflazione e deflazione

    Il valore di qualsiasi bene dipende dalla sua scarsità. Per questo sono importanti il modello di creazione di nuova moneta e il controllo della moneta in circolazione.

    Inflazione

    Due valori legati alla produzione di nuova moneta sono il tasso di inflazione e il tasso di deflazione. L’inflazione è il progressivo aumento dei prezzi causato dalla diminuzione del potere di acquisto della moneta. È una situazione che si verifica quando viene stampata troppa cartamoneta o viene emessa un’eccessiva quantità di nuova moneta fiat digitale.  

    Nel 1923 la Germania visse una delle crisi inflazionistiche più drammatiche della storia. Dopo la fine della guerra, fu costretta a pagare le spese belliche di tutte le potenze vincitrici. Per riuscire a estinguere il debito, il governo tedesco decise di stampare banconote in misura eccessiva. Questa decisione portò un’inflazione senza eguali conosciuta come l’inflazione della Repubblica di Weimar. A gennaio del 1923, 35.000 marchi corrispondevano a 1 dollaro. A novembre dello stesso anno servivano 25.000.000.000 di marchi per equivalere 1 dollaro. I tedeschi arrivarono al punto di dover portare con sé carriole colme di banconote per comprare il pane. 

    Deflazione

    Il processo opposto è chiamato deflazione. La deflazione è una progressiva diminuzione dei prezzi di beni e servizi dovuta al calo generale della domanda e dalla bassa propensione alla spesa. La deflazione comporta un aumento del potere di acquisto della moneta che crea un apparente beneficio ai consumatori. In realtà è l’innesco di una recessione economica, che si manifesta con un progressivo abbassamento del reddito medio e infine alla stagnazione dell’economia. L’Italia ha attraversato un periodo di deflazione nel 2009 per la prima volta dopo 50 anni, causando più di 1000 disoccupati al giorno.

    La deflazione, comporta, ad esempio, che le società vendano a un prezzo minore i propri prodotti. Per bilanciare un’inevitabile diminuzione del fatturato cercano di ridurre i costi. Ad esempio, i costi vengono tagliati per materie prime e servizi derivanti da altre imprese, sui dipendenti e dilazionando i pagamenti dovuti per prestiti e finanziamenti. Questi interventi tendono a comprimere la domanda aggregata di beni e servizi, aggravando la situazione e portando nuove spinte deflative.

    La crescita della disoccupazione derivante dal taglio dei costi del lavoro costringe i nuovi disoccupati a ridurre le proprie spese, influenzando negativamente la domanda. Alla deflazione tende, però, anche a corrispondere un aumento del risparmio che può porre le basi per una sana ripresa economica.

    Entrambi gli scenari, quando portati all’eccesso, sono pericolosi ma il giusto bilanciamento tra politiche inflazionarie e deflazionarie può tenere stabile l’economia anche nelle situazioni più difficili.

    Le politiche monetarie e il Quantitative Easing

    Nel caso dei paesi parte dell’Unione economica e monetaria dell’UE, le politiche monetarie sono stabilite dalla BCE insieme ai rappresentanti delle Banche Centrali Nazionali. I governi nazionali, invece, si occupano solamente di applicare le direttive e stabiliscono le politiche fiscali e di welfare.

    La banca centrale può regolare il livello di inflazione o deflazione dell’economia. Può farlo principalmente attraverso la variazione dei tassi di interesse e della quantità di moneta in circolazione. 

    Abbiamo visto che le banche centrali possono creare moneta semplicemente stampandone di nuova. Tuttavia c’è un’altra modalità di cui si è parlato spesso negli ultimi anni: il Quantitative Easing.

    Il Quantitative Easing (“alleggerimento quantitativo”) è un metodo non convenzionale di creazione di nuova moneta usata dalle banche centrali in periodi di crisi economica. Con il QE una banca centrale propone di comprare titoli a lungo termine sul mercato per aumentarne la liquidità. Un esempio è l’acquisto dalle banche commerciali dei Titoli di Stato a condizioni vantaggiose, in modo che queste ultime abbiano più denaro liquido e siano più propense a concedere prestiti ai loro clienti con tassi di interesse più bassi. 

    Le politiche monetarie durante le crisi economiche

    Le valute fiat, in quanto monete fiduciarie, permettono ai governi di avere un maggior controllo sul loro valore, regolandone l’emissione e sfruttando il tasso di cambio. 

    Fino agli anni Settanta, quando la moneta era ancorata all’oro con un tasso di cambio fisso (moneta rappresentativa), una tale gestione del denaro non poteva sussistere da parte dello Stato o delle banche. L’andamento dell’oro sul mercato, infatti, non poteva essere controllato e il suo prezzo influenzava direttamente il valore della moneta. 

    Questo potere regolatore può essere un’arma a doppio taglio nelle mani di un governo inefficiente, causando iperinflazione o la creazione di debiti insormontabili. 

    Un recente caso di fallimento della gestione della moneta è, ad esempio, quello del Venezuela. Nel 2019 ha portato il paese all’iper-inflazione, causata anche dalla continua produzione di moneta come unica risposta alla crisi.

    Ancora nelle sue fasi iniziali, invece, è la crisi scatenata dal coronavirus. Questa crisi sui generis per l’Europa mette a dura prova i governi ancora in ripresa dalla crisi del 2008, ma potrebbe portare cambiamenti radicali nella gestione dell’economia. Una delle strategie adottate è stata quella di immettere sul mercato una massiccia quantità di nuova moneta proprio attraverso il Quantitative Easing.

    Per molti esperti del settore crypto, il fallimento dei mercati tradizionali come quello del petrolio di fronte all’emergenza coronavirus mette in luce, per contrasto, la resilienza di bitcoin. La criptovaluta, infatti, dopo l’iniziale crollo di Marzo 2020 che ha sancito l’inizio del lockdown, ha avuto un’immediata ripresa dei prezzi con un costante trend positivo. Questa ennesima prova di forza lo consolida come valido asset alternativo.

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