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Che cos’è il Metaverso e come funziona?

15 aprile, 2022
9 min
Che cos’è il Metaverso e come funziona?
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    Il tema del Metaverso sta prendendo piede a partire dal settore dei videogiochi, ma il suo potenziale è molto vasto, soprattutto nell’ottica di un Web 3.0.

    Definiamo tutti i sensi in cui possiamo intendere il Metaverso e le sue applicazioni.

    L’origine del Metaverso

    Il termine Metaverso nasce dal romanzo di Neal Stephenson, Snow Crash. Si tratta di un romanzo di fantascienza “post-cyberpunk”, essendo uscito nel ‘92. 

    È un romanzo distopico ma anche molto lungimirante, come spesso accade. È ambientato in un mondo dove la mafia è diventata una multinazionale, che distribuisce le sue pizze tramite sciami di fattorini a cavallo di mezzi iperveloci.

    Parallelamente, c’è il cosiddetto Metaverso, a cui tutti accedono attraverso portali pubblici, muovendosi con i propri avatar.

    La narrazione si alterna tra realtà e Metaverso, come fa già il nostro presente.

    Che cos’è oggi il Metaverso?

    Il metaverso è l’insieme di esperienze online, connesse tra loro. Il protagonista, il giocatore, è collegato a una piattaforma online che permette interazioni sociali, economiche e creative in tempo reale. È un multiverso di possibilità, che sta prendendo forma.

    metaversi crescita

    Il Metaverso però può essere definito in diversi modi, sotto diversi punti di vista. Il Metaverso è fatto dalle aziende che vi lavorano, dai dispositivi per la realtà virtuale, dalle interfacce, dai contenuti e dall’esperienza stessa del Metaverso. 

    Vediamo queste dimensioni una ad una.

    1. Gli strumenti per accedere al Metaverso

    Il primo livello è quello dell’infrastruttura: è fondamentale sviluppare le tecnologie che ci aiutano a collegarci alla realtà virtuale senza impedimenti tecnici.

    Parliamo quindi di un’infrastruttura che permetta una connessione internet molto potente, quello che sarà il 6G. Nel micro, si tratta invece di ottenere strumenti come smart glasses e smartphone sempre più compatti ed efficienti.

    2. Interfaccia Umana

    Gli strumenti per accedere al Metaverso saranno sempre più personalizzati e semplici da utilizzare, per rendere l’esperienza veramente immersiva. L’intelligenza artificiale e l’edge computing ci aiutano in questo, come vedremo nel prossimo passaggio.

    L’inizio di questa tecnologia è ad esempio Oculus Quest, un visore di realtà virtuale creato da Meta, che permette di controllare alcuni giochi anche con le mani, senza bisogno di controller. Il margine di miglioramento è ancora molto ampio per quanto riguarda la comodità, la memoria integrata, la performance in modalità wireless e tanto altro.

    3. Decentralizzazione

    Premesso che quello tra decentralizzazione e centralizzazione dei sistemi è uno spettro, l’accesso al metaverso e in generale il web 3.0 richiedono la decentralizzazione dei processi computazionali.

    Muovere l’elaborazione dei dati da un cloud centrale verso i terminali d’uso come dispositivi smart è chiamato edge computing, e rende l’elaborazione dei dati molto più scalabile. Un gruppo di server centrali infatti non sarebbe in grado di gestire l’aumento esponenziale di dati che avviene ogni giorno sulla rete. 

    Questo significa decentralizzare solo un aspetto del sistema. 

    Se parliamo di potere, infatti, la questione è che il metaverso mira a diventare grande quanto internet, forse a sostituire internet. Sappiamo bene che internet è vario e difficilmente appartiene a una sola entità o è controllato da una sola entità. È vero però che esistono dei grandi monopoli o oligopoli che controllano enormi fette di rete.

    Questo ci dà indicazioni sul grado di decentralizzazione che internet e il metaverso potranno avere.

    L’eccessivo controllo che i Big 5 oggi hanno su internet e sulle informazioni è un problema per diverse parti della società. Un mercato sano dovrebbe dare più spazio alla competizione tra diversi fornitori.

    4. Spatial computing

    Lo spatial computing è un nuovo tipo di calcolo computazionale che permette a dispositivi smart e persone di collaborare in uno spazio. Come basi tecnologiche richiede una combinazione di intelligenza artificiale, realtà aumentata nelle interfacce umane, Internet of Things per monitorare gli oggetti smart, sensori di movimento e spazio, e riconoscimento automatico di oggetti e visi.

    Lo spatial computing si applica ad esempio nel “micro” agli aspirapolveri robot, e nel “macro” a grandi magazzini e grandi spazi di lavoro come ad esempio quelli di Amazon.

    5. Creator Economy

    La creator economy è quel settore dell’economia composto da creatori di contenuti indipendenti, agenzie, curatori e costruttori di community, come gli influencer su social media, blogger e videomaker, oltre ai software e agli strumenti finanziari progettati per aiutarli nella crescita.

    La nascita di questo termine per descrivere il mercato formatosi attorno alla creazione di contenuti online e ai social media serve a farci rendere conto di quanto sia vasta la mole di creazioni artistiche, divulgative o d’intrattenimento online.

    La creator economy trova una nuova fonte di ispirazione e nuovi strumenti nel metaverso. Si passa dall’arte 3D creata in VR, al creare facilmente il proprio e-commerce, permettendo di visualizzare i propri prodotti in 3D (Shopify).
    Molti metaversi di gioco, come The Sandbox permettono anche di creare esperienze, attività che prima era accessibile solo a sviluppatori. 

    6. Scoperta

    Questo layer rappresenta i modi in cui le persone scoprono o vengono attratti da ambienti online e metaversi. Ci riferiamo quindi a metodi di marketing, e alle modalità di ricerca attiva da parte delle persone. 

    Stanno diventando sempre più importanti oggi i contenuti “community driven”, dove è la community stessa di un progetto o prodotto a generare contenuto e “pubblicizzarlo”, spinta dalla passione per questo.

    Questo fenomeno è un altro elemento di decentralizzazione che è proprio di internet fin dall’inizio.

    7. Esperienza

    Arriviamo al sodo: l’esperienza del metaverso. Quali realtà virtuali esistono? Che tipi di esperienza possiamo fare nel metaverso?

    Prima di tutto, la chiave dell’esperienza nel metaverso non è necessariamente la grafica 3D. Il concetto fondamentale è la “dematerializzazione” dell’esperienza. Questo quindi coinvolge potenzialmente tutti i sensi e tutte le nostre capacità fisiche:

    • udito/parlato
    • tatto/tocco
    • visione
    • movimento

    Anche quello della “realtà” nel metaverso è un concetto più complesso: va fatta a questo punto una distinzione tra VR e AR.

    • La Realtà Virtuale (VR) è una realtà completamente artificiale, in cui è possibile agire e interagire con gli elementi che la costituiscono.
    • La Realtà Aumentata (AR) è invece basata sulla realtà esistente, sul mondo fisico, a cui si aggiungono informazioni con elementi virtuali.

    Quindi se Oculus permette di accedere a una realtà completamente virtuale, invece Pokemon Go, o anche solo i sensori di parcheggio sono una realtà aumentata.

    metaverso layer

    Centralizzazione o Decentralizzazione del Metaverso?

    Un Metaverso centralizzato sarebbe quello che Meta vuole costruire, mentre metaversi decentralizzati sono quelli di Decentraland o The Sandbox.

    Parliamo di mondi completamente diversi, soprattutto per la loro dimensione, tuttavia ci danno esempi concreti su quanto ci possiamo aspettare dal Metaverso.

    Vantaggi e svantaggi della centralizzazione in generale si possono applicare anche al Metaverso. Ecco alcuni aspetti da valutare.

    Scalabilità: da una parte la centralizzazione del potere decisionale facilita e velocizza la crescita iniziale di un metaverso. Se il metaverso fosse basato su una blockchain centralizzata, inoltre, secondo il trilemma della blockchain questo ci permetterebbe di non sacrificare sicurezza e scalabilità.

    Governance: un metaverso centralizzato è gestito ad esempio da un’azienda, che ne decide l’economia, lo sviluppo e le regole generali. Sceglierai di accedervi se le scelte dell’azienda o l’esperienza offerta dal metaverso ti piacciono.

    Se invece vuoi partecipare attivamente a un metaverso, i progetti decentralizzati su blockchain danno questa opportunità attraverso le DAO (organizzazioni autonome decentralizzate). Decentraland e The Sandbox permettono di fare proprio questo.

    C’è da considerare il fatto che la DAO è un tipo di organizzazione nascente, in via di miglioramento.

    Inclusività: i sistemi decentralizzati su blockchain tendono a essere sempre più inclusivi. Questo significa che ci sono meno barriere all’ingresso possibili, quali capacità tecniche, pagamenti, requisiti anagrafici e geografici, identificazione. Significa anche la possibilità di avere un impatto sulla governance. Non tutti i sistemi centralizzati, invece, sono inclusivi sotto tutti questi aspetti. 

    Anche in questo senso, ci sono blockchain più centralizzate e blockchain più decentralizzate e inclusive. In generale, ci si sta lavorando su.

    Innovazione: il settore blockchain ha un grande vantaggio su questo punto: i protocolli sono open source. Questo significa che qualunque sviluppatore può creare nuovi e migliori software usando il codice già sviluppato da qualcuno, e spesso ci sono incentivi a farlo, oltre che l’intrapredenza. Questa proprietà si chiama “composability”. 

    La maggior parte dei sistemi centralizzati, invece, per fomentare l’innovazione ha il vantaggio più ovvio: quello economico.

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