logo academy

Web 3.0 e Web 2.0: come cambia l’identità digitale

13 ottobre, 2022

7 min

Web 3.0 e Web 2.0: come cambia l’identità digitale
Principiante

Il termine Web 3.0 (o Web3) si riferisce alla prossima iterazione di Internet, ma prima di immergerci nella definizione di web 3.0 e 2.0, e scoprire che cos’è l’identità digitale, è importante fare un passo indietro. Scopriamo come Internet si è evoluto nel corso degli anni e come questo ha influenzato la vita di ognuno di noi.

Web 3.0 e Web 2.0: come cambia l’identità digitale

Dalla sola-lettura all’interazione nel Web 2.0

L’Internet originale, il Web 1.0, era principalmente un portale di informazioni in cui gli utenti erano meri destinatari di risorse. I siti contenevano pagine statiche raramente aggiornate e basate su di un sistema di collegamenti ipertestuali. Il Web 1.0 è anche comunemente chiamato “web di sola lettura” (in inglese read-only), perché non prevedeva tutte quelle funzionalità di interazione a cui siamo abituati oggi. 

Con l’evoluzione della tecnologia, il Web 2.0 ha veicolato gli strumenti per partecipare facilmente a Internet, invece di essere semplici lettori passivi. Prima i forum, poi i blog ed infine i social media hanno dato voce a tutti. I creatori di contenuti non sono più solo i programmatori o le aziende specializzate, ma qualsiasi utente lo può essere in un modo o nell’altro. In parallelo, si sono sviluppate tecnologie fondamentali come le app e gli smartphone, rendendo tutto più facile e accessibile, sia per utenti che per programmatori. Oggi ognuno di noi ha decine o spesso centinaia di identità digitali con associati nomi, immagini, contenuti diversi, ma che cos’è l’identità digitale? Nel web2 l’account di ogni sito web, social media, app di messaggistica, videogioco, indirizzo e-mail è un’istanza del proprio “io digitale“. Questa frammentazione dell’identità digitale può essere fonte di confusione, di rischio e, in generale, di scarsa esperienza per l’utente. 

Se si desidera cambiare il nome visualizzato o l’immagine del profilo, ad esempio, è necessario farlo su ogni singolo account. Pur avendo creato tutte queste versioni di “io digitali”, però, non ne siamo i veri proprietari. I dati personali associati al nostro account e i contenuti che generiamo sono di proprietà e controllati dalle aziende che costruiscono le piattaforme che utilizziamo (approfondisci l’argomento nell’articolo sul cloud storage). Queste piattaforme possono censurare la nostra attività o rendere irrecuperabili contenuti vecchi in base ai loro algoritmi.

La definizione di Web 3.0 descrive una nuova versione decentralizzata di Internet in cui siamo noi utenti a possedere e controllare completamente i nostri dati personali, i nostri beni digitali e la nostra identità digitale. Oltre che guardare e creare, possiamo anche avere il controllo. Questo è possibile grazie alla tecnologia blockchain e in particolare agli NFT

Web 3.0 o Web3?

Le espressioni Web 3.0 e Web3 sono qui usate come sinonimi, ma in realtà fanno riferimento a due idee diverse sull’evoluzione di Internet. Il Web 3.0 è la formula proposta da Tim Berners-Lee nel 1999 per riferirsi al concetto di web sematico, una forma del WWW in cui tutte le informazioni possano essere processate dai computer, divenuti “agenti intelligenti”. Il termine Web3, invece, è stato coniato da Gavin Wood nel 2014 per riferirsi all’integrazione tra internet e blockchain. Ancora non sappiamo se si realizzerà una sola di queste forme o entrambe.

Cos’è l’identità digitale nel Web 3.0 e come crearla

Progetti come Unstoppable Domains stanno costruendo domini NFT che possano diventare parte fondamentale della propria identità online durante questa evoluzione verso il web 3.0. Un dominio NFT, nella sua forma più semplice, è un nome (esempio: unstoppable.nft) che esiste come NFT sulla blockchain. Questo permette prima di tutto a chi possiede il dominio di avere sotto il proprio diretto controllo tutti i dati associati ad esso e di poterlo utilizzare come identità digitale nell’intero web. Questi casi d’uso possono essere riassunti in due concetti fondamentali: la sovranità dei dati e l’interoperabilità dei dati.

L’opportunità del Web3: la sovranità dei dati

Avere la sovranità dei dati significa che tu, e solo tu, hai il diritto di decidere chi o cosa può accedere ai tuoi dati, quali dati vuoi condividere con certe app e come vengono utilizzati

Pensa al tuo account Facebook. Scoprire quali dati vengono raccolti, a che scopo e come rinunciare alla condivisione di alcuni dati è simile a cercare l’uscita da un labirinto. Dovrebbe essere tutto più semplice di così.

È questa la mission di progetti crypto Web3 come Unstoppable Domains: partire dalla sovranità sulla propria identità digitale, per avere il controllo sui propri dati e sulle proprie risorse ogni volta che la si usa online. Tutto questo (e non solo) è possibile con i domini NFT su blockchain. Una volta che possiedi un NFT domain, è tuo e costituisce il tuo codice identificativo dell’identità digitale, nemmeno Unstoppable Domain può portartelo via.

La necessità del Web3: l’interoperabilità dei dati 

Quando puoi utilizzare la tua identità digitale ovunque, significa che i tuoi dati sono interoperabili. Immagina di poter utilizzare lo stesso NFT su qualunque marketplace, gioco, applicazione, anche su blockchain diverse. 

Nel Web2 è difficile, se non impossibile, spostare i dati da un’app all’altra perché le grandi aziende tecnologiche hanno creato degli ecosistemi chiusi. Ad esempio possiamo pubblicare lo stesso contenuto su tutti i servizi di Meta o usare lo stesso account per tutti i servizi Amazon, ma utilizzare lo stesso contenuto o credenziali su entrambi è impossibile

La definizione di Web3 invece si basa sulla sovranità dei contenuti e sull’interoperabilità: non ci sono aziende che chiedono dati in cambio di servizi, ma sviluppatori che creano servizi e utenti che li utilizzano e li pagano senza cedere il controllo dei propri dati. Tutto questo è possibile grazie alla blockchain, che con la crittografia rende immutabile e sicura la proprietà di ogni tipo di token; e grazie agli smart contract, che permettono di costruire applicazioni decentralizzate (DApp).

Accedi con il tuo dominio NFT

Login with Unstoppable”, il primo servizio di single-sign-on costruito su Ethereum, è stato realizzato per utilizzare un unico account su blockchain nell’accedere alle applicazioni Web 2.0 e 3.0. Questo servizio potenzia il tuo dominio NFT perché ti permette di avere il controllo sui dati personali che condividi con i siti e app.

I wallet sono ottimi per conservare le crypto, ma se uno stesso proprietario ha più di un wallet, magari anche su diverse blockchain, non può usarli insieme e questo non è registrato da nessuna parte. I domini NFT invece supportano dati on-chain come l’attività del wallet, e dati off-chain come gli indirizzi e-mail, così è possibile associare tutti i propri indirizzi di wallet a un solo dominio NFT e costruire la propria identità digitale nel Web 3.0.

Correlati