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Vitalik Buterin, il ragazzo che ha cambiato il mondo

25 marzo, 2022
6 min
Vitalik Buterin, il ragazzo che ha cambiato il mondo
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    Oggi non potremmo dire altro che “Ethereum is going to the moon”. Il fratello minore di Bitcoin, che ha da poco festeggiato il suo quinto compleanno, sta entrando in una nuova era con il progetto Ethereum 2.0
    Ma chi c’è dietro a queste idee rivoluzionarie? Vediamo la storia di Vitalik Buterin e di come abbia creato la seconda blockchain più importante al mondo.

    La nascita di Ethereum

    In un piccolo pub di Toronto, un gruppo di sconosciuti si riunisce per parlare di Bitcoin. È un pomeriggio di Novembre del 2012. Anthony di Iorio, famoso imprenditore canadese, ha organizzato l’incontro dopo aver venduto alcune proprietà di Toronto per comprare bitcoin, e cerca persone come lui che credano in questa nuova realtà.

    Tra i presenti siede un ragazzo pallido, un po’ schivo, di appena 18 anni, che frequenta il primo anno di università. Da un anno ormai ha fondato il giornale Bitcoin Magazine, con Mihai Alisie, un amico della Romania, e sta cominciando a farsi strada nel mondo delle criptovalute come giornalista.  

    Il suo nome è Vitalik Buterin. A 6 anni moltiplicava numeri di tre cifre senza batter ciglio e il suo passatempo preferito erano le formule su Excel. Ebbene, questo ragazzino russo è l’inventore di Ethereum, la blockchain da 25 miliardi di dollari con la seconda capitalizzazione più grande al mondo.

    A qualsiasi costo

    Dopo questo incontro in Canada, Vitalik Buterin decide di lasciare l’università dove stava studiando informatica e inizia a viaggiare il mondo (Amsterdam, Israele, San Francisco) in cerca di idee e spunti per il progetto che sta maturando nella sua mente, mentre continua a dedicarsi al giornale. Capisce che la community intorno a bitcoin è reale, seppur piccola, e che queste persone inseguono il sogno di Satoshi Nakamoto al pari di una religione. A quel punto decide che “Valeva la pena prendersi un rischio per farne parte”. 

    Grazie a questo viaggio conosce sviluppatori, appassionati, startupper, investor e decide di fermarsi in Israele, con il progetto Mastercoin, startup che offre servizi finanziari per registrare contratti su blockchain. 

    È qui che Vitalik ha l’idea, ed è qui che comincia a vedere quello che manca a Bitcoin: la flessibilità. Quello di Nakamoto è un codice troppo complesso, adatto come sistema di pagamento peer-to-peer. Ma Vitalik vede molto più lontano. Secondo lui, qualsiasi contratto tra persone non solo può essere registrato ma può essere stipulato e attuato in automatico direttamente su blockchain. Non solo. Intuisce che, grazie a questi contratti, la blockchain può diventare uno strumento che chiunque può utilizzare per creare una nuova generazione di applicazioni, criptovalute, token e servizi. 

    Un mondo decentralizzato

    La sua idea di rete decentralizzata si allarga dal mero mondo dei pagamenti all’idea di un super computer che può essere utilizzato per creare letteralmente qualsiasi caratteristica che sia matematicamente descrivibile, grazie agli smart contract. I “contratti intelligenti” svolgono in automatico un’istruzione in base all’avvenimento di un particolare evento, il tutto dettato dalla blockchain. Ad esempio, quando compriamo un mobile e viene eseguita la consegna a domicilio, lo smart contract andrà a sbloccare il pagamento al fornitore.
    Nasce così il concetto di Web 3.0.

    Curiosità

    Con lo sviluppo della rete Ethereum, il termine Web 3.0 (nato nel 2006) ha assunto un nuovo significato di “rete decentralizzata”. Il Web 3.0 è la nuova generazione di Internet, e si basa sull’uso di machine learning e intelligenza artificiale (AI). Il Web 3.0 sarà più intelligente, senza censura, con contenuti più personalizzati per chi naviga.

    Nel 2013 Vitalik scrive il White Paper di Ethereum che ha un enorme successo e attira diversi investimenti da menti che diventano poi parte fondante del team, tra cui Mihai Alisie, Anthony di Iorio, Charles Hoskinson, Jeffrey Wilcke, Gavin Wood o Joseph Lubin.

    La filosofia di progettazione del protocollo Ethereum è per molti versi l’opposto di quella presa oggi da molte altre criptovalute. Le nuove criptovalute mirano ad aggiungere complessità e aumentare il numero di “funzionalità”; Ethereum, d’altra parte, toglie funzionalità.

    Il team è composto da sviluppatori ed imprenditori che hanno visioni molto diverse riguardo al futuro di Ethereum. Discutono molto rispetto al modello che Ethereum deve assumere: for-profit o no profit?

    L’ICO e la Foundation

    Nel luglio 2014 Ethereum è rimasta senza soldi e ha accumulato grossi debiti per finanziare i legali e per i viaggi del team. Vive dei finanziamenti dei suoi stessi founder. A questo punto, Buterin decide di raccogliere capitale senza servirsi dei metodi tradizionali ma con una prassi allora quasi del tutto sconosciuta: una ICO. 
     
    Per recuperare il denaro necessario, il team crea una nuova criptovaluta, l’Ether, che rende la piattaforma appetibile per gli investitori. 
    Ethereum ha un tale successo da lanciare una vera e propria moda. Come vedremo, il 2017 registra un boom impressionante di ICO, che avrà conseguenze decisive per tutto il mercato crypto. La storia della ICO di Ethereum è qualcosa di leggendario, e ve lo racconteremo nel prossimo capitolo.

    Conclusione

    Vitalik Buterin, 25 anni, feroce sostenitore dalla decentralizzazione, sviluppatore e scrittore, ha appena creato qualcosa di rivoluzionario ma con il suo team è al lavoro su una trasformazione molto complessa del protocollo.

    Ethereum 2.0 prevede il passaggio da Proof of Work (PoW) a Proof of Stake (PoS), un cambiamento epocale nel meccanismo di consenso e nella creazione di nuovi blocchi alla blockchain. Per chi di voi non ha ancora esplorato gli articoli dedicati alla tecnologia, basti sapere che si passerà da un modello basato sul mining (PoW), dove i validatori vengono remunerati per il loro lavoro (che ha un costo in termini di energia elettrica e impatto ambientale notevole), al PoS. Secondo il PoS a ogni utente è richiesto di dimostrare il possesso di un certo ammontare di criptovaluta che viene congelato. In virtù del fatto che possiedono la criptovaluta ricevono una ricompensa. Se tentano di perpetuare attività scorrette, perdono tutte le loro criptovalute congelate.

    Questo cambiamento porterà grandi benefici a tutte le criptovalute ERC-20, come YNG. Non resta che aspettare di vedere cosa succederà.

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