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Sebastien Borget: il pioniere di The Sandbox

20 giugno, 2022
8 min
Sebastien Borget: il pioniere di The Sandbox
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    Sebastien Borget è considerato uno degli individui più influenti nel mondo della blockchain e in particolare del gaming on-chain. Imprenditore con decennale esperienza nello sviluppo di videogiochi, si è per lungo tempo dedicato al mobile gaming. La sua passione per la tecnologia lo rende un forte sostenitore dell’integrazione dei token non fungibili (NFT) nel settore dell’intrattenimento virtuale. Infatti, questo l’ha condotto alla creazione del metaverso The Sandbox. Scopriamo quindi chi è Sebastien Borget e come nasce The Sandbox. 

    Chi è Sebastien Borget?

    Sebastien Borget oggi è un imprenditore di successo, co-fondatore e COO di The Sandbox, un mondo virtuale di gioco costruito sulla blockchain di Ethereum. Tuttavia, prima di approdare nello spazio blockchain, il francese ha navigato per lungo tempo nell’ambito tecnologico e del gaming.

    Ha cominciato studiando alla Télécom SudParis (Evry), dove ha ricevuto il Bachelor of Science in Computer System Networking and Telecommunications. Con questa stessa specializzazione ha poi ottenuto il master alla Chinese University of Hong Kong

    Durante la carriera universitaria, Borget era già stato stagista in Motorola (2004-’05), ma dopo la laurea lo vediamo subito alla direzione di vari progetti e imprese: prima come COO (Chief Operations Officier) di Wixi.com, un servizio di intrattenimento on-demand che connette gamer in tutto il mondo, e poi come Technical Project Manager di Ipercast, un’azienda parigina specializzata nella gestione sicura di contenuti e nella fornitura di servizi per il web e dispositivi mobili. 

    Tuttavia, entrambe le esperienze si sono concluse nel 2011, in corrispondenza nella fondazione di Pixowl, dove Borget tuttora ricopre la carica di COO: il primo passo per scoprire come nasce The Sandbox.

    Come nasce The Sandbox

    Nel 2011, dunque, Sebastien ha lasciato Wixi e Ipercast per fondare il suo primo progetto personale: Pixowl, un’azienda che sviluppa videogiochi per mobile. Borget si è quindi occupato di gestire un team internazionale di professionisti che hanno lavorato a importanti titoli per iOS e Android

    In occasione dell’intervista esclusiva rilasciata a Young Platform, Sebastién Borget ha spiegato che The Sandbox può essere visto come un “sequel” del gioco “Powder”, sviluppato proprio dal suo studio di mobile gaming una decina di anni fa. Borget l’ha definito una sorta di “simulatore di fisica”, in quanto gli utenti potevano giocare con elementi quali acqua, sale, vapore, eccetera. Così “Abbiamo preso quell’idea e ci siamo detti: «E se qualunque giocatore fosse un creatore?» avrebbero mosso gli elementi col tocco delle dita sullo schermo del telefono e avrebbero condiviso le loro creazioni online”. Un assist perfetto per The Sandbox, dove i giocatori, sfruttando tutte le potenzialità della blockchain, possono creare esperienze di gioco su terreni virtuali (NFT che garantiscono la proprietà) e monetizzarle attraverso la tokenomics del progetto, basata su token non fungibili ERC-721 e l’ERC-20 token SAND, entrambi standard ethereum. Tuttavia, prima di essere un metaverso, Sandbox nasce nella dimensione off-chain.

    Sebastien Borget, esperienze e progetti

    The Sandbox: dal mobile alla realtà virtuale 

    The Sandbox è uno spazio per lo sviluppo di videogiochi, appunto rilasciato da Sebastian Borget attraverso Pixowl: lanciato nel 2012, è stato reso disponibile per smartphone (iOS e Android) e Microsoft Windows. È stato intitolato così perché fornisce gli strumenti per la creazione di videogiochi anche agli utenti senza esperienza di programmazione, che così possono costruire in un ambiente di prova, comunemente noto come “modalità sandbox“. 

    Infatti, i neo-sviluppatori, semplicemente scegliendo elementi da un’interfaccia, possono creare esperienze di gioco in un mondo virtuale, poi pubblicate per permettere ad altri giocatori di parteciparvi. 

    Tuttavia, era ancora presto per parlare di metaverso: solo nella versione del 2018, il mondo di The Sandbox è stato integrato alla blockchain, in modo che la creazione di esperienze di gioco premiasse sia i programmatori, pagati dai giocatori per accedere al videogioco, sia gli utenti che collezionano NFT e guadagnano token dal loro svago. 

    Il lavoro pionieristico di Borget è stato inserito, per due anni consecutivi (2012 e 2013), nell’elenco Apple dei migliori giochi dell’App Store: un riconoscimento importante per la forma primordiale del metaverso. 

    Nel 2018, Pixowl è stato acquisito da Animoca Brands, una svolta importante per il futuro di The Sandbox. L’azienda si occupa di sviluppare prodotti mobile, tra cui proprio videogiochi, sfruttando la tecnologia blockchain, che apre ai meccanismi Play to Earn, ossia alla possibilità di guadagnare token giocando. Inoltre, tra gli investimenti e le partnership di Animoca troviamo sia Dapper Labs, creatori dei CryptoKitties, che Decentraland, il metaverso basato su LAND NFT e il token MANA.

    Dunque, sin da agosto 2018, Borget ha lavorato proprio con Animoca Brands per sviluppare la versione blockchain di The Sandbox: finalmente, si approda al metaverso. Le fondamenta di quest’ultimo sono gli NFT, che assumono diverse forme: oggetti 3D, creati attraverso il programma nativo VoxEdit, e appezzamenti di terreno. L’utility token SAND e la tokenomics completano l’economia interna al metaverso, facilitandone gli scambi e la crescita. Nel 2019, sono arrivati i primi investitori: Square Enix, B Cryptos e True Global Ventures hanno versato 2,01 milioni di dollari (tra fiat e criptovalute) in The Sandbox.

    The Sandbox, che si appoggia sulla blockchain di Ethereum, è stato così definito dalla stessa azienda: “un metaverso profondamente immersivo in cui i giocatori creeranno mondi virtuali e giochi in modo collaborativo e senza autorità centrale […] fornendo ai creatori la vera proprietà delle loro creazioni in forma di token non fungibili (NFT) e premiando la loro partecipazione con il nostro token di utilità, SAND”. 

    Il metaverso di The Sandbox è un’alternativa dove “gli utenti sono al primo posto”, soddisfacendo così i principi fondanti della tecnologia blockchain

    L’espansione del metaverso The Sandbox

    Il metaverso The Sandbox, dalla sua creazione, si è espanso alla velocità della luce: ha stipulato partnership con “personaggi” importanti, che possiedono terreni NFT nel metaverso, come Snoop Dogg e I Puffi, oltre ad aver lanciato il marketplace per la compravendita di NFT alla fine di marzo 2021. Nel novembre dello stesso anno, Adrian Cheng, CEO della New World Development (società con proprietà di immobili, infrastrutture e servizi, grandi magazzini e hotel), ha annunciato che avrebbe costruito nel metaverso di The Sandbox. 

    Come puoi immaginare, in breve tempo The Sandbox è diventato uno dei principali metaversi, costantemente in cima alle classifiche di OpenSea, il secondary market per NFT.  È riuscito infatti a raggiungere un volume di 70,5 M di dollari in una sola settimana.

    A novembre 2021, il round di finanziamento da 93 milioni di dollari, guidato da SoftBank Vision Fund 2, ha preceduto il rilascio della The Sandbox Alpha (dicembre 2021): la prima stagione di un evento play-to-earn, che ha offerto ad oltre 200.000 giocatori la possibilità di esplorare per la prima volta il metaverso di The Sandbox e le sue LAND. Si è rivelato un successo: l’azienda ha chiuso il 2021 in forte crescita, due milioni di wallet registrati e 18.500 proprietari di LAND. 

    Nel frattempo, Sebastien Borget è diventato presidente della Blockchain Game Alliance (BGA). L’organizzazione, che si impegna nell’integrare le tecnologie blockchain ai videogiochi,  promuove la creazione di standard comuni, facilita il networking e la condivisione delle conoscenze, incoraggiando così la cooperazione decentralizzata. Oggi sono oltre 200 le aziende che hanno aderito all’alleanza.

    Contemporaneamente, ha guidato la crescita della The Sandbox Foundation, poi liberata come organizzazione autonoma decentralizzata (DAO): è stata creata per finanziare progetti di giochi, offrire sovvenzioni agli artisti NFT e ospitare tornei play-to-earn.

    Avendo capito chi è Sebastien Borget, non ci sarà difficile riconoscerlo nella sua creazione. The Sandbox, infatti, potrebbe rappresentare il futuro dell’industria del gaming, basato sulla sicurezza e scalabilità della blockchain, con applicazioni e casi d’uso innovativi. Tutto questo è stato possibile solo grazie al coraggio di Borget e del team di fare il salto e convertirsi totalmente in un progetto blockchain. Così, the Sandbox ha aperto la strada a giochi nativi del metaverso, caratterizzati dalle possibilità che le criptovalute possono garantire, come il Play to Earn e la proprietà dei progressi nel mondo video-ludico. 

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