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Silvio Micali: il prof del MIT e la sua Algorand

14 giugno, 2022
6 min
Silvio Micali: il prof del MIT e la sua Algorand
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    Silvio Micali, vincitore del premio Turing nel 2012, ha fondato Algorand, una blockchain sicura, scalabile ed ecologica. Ecco chi è Silvio Micali e come nasce Algorand: dai brillanti studi con Corrado Böhm alla carriera negli Stati Uniti, conosciamo meglio il “prof Micali”, l’informatico italiano più famoso al mondo. 

    Chi è Silvio Micali: studi e carriera

    Silvio Micali è nato a Palermo il 13 ottobre del 1954. Tuttavia, passò l’infanzia a Roma, poiché qui la famiglia si trasferì per le esigenze lavorative del padre magistrato. Fin da subito dimostrò grandi doti per la matematica e la logica: così, una volta ottenuto il diploma nel 1973, Silvio Micali si iscrisse alla facoltà di Matematica dell’Università La Sapienza di Roma. Qui fu uno dei più brillanti allievi di Corrado Böhm, noto informatico e matematico italiano, che lo condusse fino alla laurea cinque anni dopo, spingendolo a proseguire negli studi in questo ramo.

    Così Silvio Micali si è trasferì negli Stati Uniti per conseguire un Phd in Computer Science presso l’Università di Berkley, in California, e poi diventare ricercatore all’Università di Toronto. Grazie ai suoi progetti, sempre focalizzati su crittografia e sicurezza informatica, e a fondamentali pubblicazioni in questi campi, nel 1983 ottenne la cattedra di professore di informatica al Dipartimento di Ingegneria elettrica e di Informatica del prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT) a Cambridge, diventando il “prof Micali” 

    Il primo approccio alla crittografia 

    L’informatico italiano aveva già sentito parlare di crittografia, ancora prima di essere accompagnato dal tag Silvio Micali MIT: dopo il dottorato alla Berkeley, durante un corso sulla teoria dei numeri. La disciplina, in quegli anni agli albori, incuriosì subito Micali, che decise quindi di dedicarsi alla ricerca in questo settore. 

    Iniziò dunque a sperimentare, insieme alla collega Shafi Goldwasser, un sistema che avrebbe gettato le basi per il moderno “e-commerce”. Tutto cominciò per caso: i due amici, giocando a poker al telefono, individuarono uno schema di criptazione dati che permettesse di concludere le partite in estrema sicurezza. Tale sistema si rivelò poi applicabile a dinamiche molto più complesse, come le transazioni su internet. 

    Silvio Micali: il premio turing italiano

    Silvio Micali continuò a condurre ricerche in questo ambito: crittografia asimmetrica, funzioni pseudocasuali, firma digitale, trasferimento inconscio e Secure Multiparty Computation, tutti progetti che gettarono le basi per la crittografia moderna. Inoltre, Micali fu uno dei co-inventori della “Zero Knowledge Proof”, ovvero di un protocollo utilizzato in crittografia per l’autenticazione e l’identificazione. 

    La sua brillante carriera da informatico è stata premiata con tre importanti riconoscimenti. Dopo aver ricevuto il Premio Gödel nel 1993, che onora l’eccezionale lavoro nell’informatica teorica, Silvio Micali ha ottenuto il Premio Turing nel 2012: il Premio Nobel per l’Informatica, assegnato a chi contribuisce in modo straordinario all’ambito IT. Infine, nel 2004 si è guadagnato il premio Rsa in crittografia. Ecco chi è Silvio Micali, un rappresentante dell’Italia nel mondo.

    Silvio Micali: il prof del MIT e la sua Algorand

    Come nasce Algorand? Scalabilità green

    Il rapido evolversi del settore informatico portò Silvio Micali a confrontarsi con una delle tecnologie più innovative del XXI° Secolo: la Blockchain. Pur apprezzando e ritenendo geniale l’idea di Bitcoin, il premio Turing italiano la considerò però imperfetta e incompleta. “La tecnologia Proof of Work (PoW) con cui Bitcoin genera la catena di blocchi ha tre enormi problemi: spreca troppa energia, ha dato vita a un nuovo potere centralizzato e può generare troppe ambiguità, letali nella finanza”, dichiarò in passato. 

    Così, nel 2017, Silvio Micali escogitò la sua più grande invenzione: diede vita al progetto Algorand, una blockchain scalabile ed ecologica che permette lo sviluppo di smart contract e DApp per la finanza decentralizzata (DeFi). In particolare, lo scopo originale della piattaforma digitale fu quello di ridimensionare la blockchain attraverso un meccanismo di consenso più rapido e meno costoso: il Pure Proof of Stake

    Già nei primi sei mesi dal lancio, Algorand raccolse oltre 4 milioni di dollari da investitori importantissimi come Pillar e Union Square Ventures, senza tuttavia ricorrere ad una Initial Coin Offering. Se l’Algorand Coin (ALGO) fosse stata distribuita attraverso un ICO avrebbe certamente raccolto più fondi, ma Silvio Micali la considerò una pratica non sostenibile, volendo coinvolgere solo investitori accreditati, come dichiarato a Forbes. 

    Da cosa dipese il successo del progetto? Nel medesimo articolo di Forbes Micali suggerì che “La forza della rete Algorand deriva dalla diversità dei suoi partecipanti […] Siamo una comunità aperta che riunisce utenti finali, sviluppatori e ricercatori in crittografia, economia e informatica”. Il progetto infatti, seppur pensato dal prof Micali del MIT, è portato avanti dall’azienda Algorand Inc e dalla Algorand Foundation. Entrambe le organizzazioni contano al loro interno membri illustri della scena accademica internazionale, numerosi professori del MIT, premi Nobel, premi Turing e ricercatori IBM. 

    La chiave del successo è crittografica

    Il padre dell’Algorand coin (ALGO), il geniale prof Micali del MIT, è sicuro di aver finalmente risolto il trilemma della scalabilità: il rompicapo per una blockchain allo stesso tempo decentralizzata, sicura e scalabile. 

    Il progetto di Silvio Micali, per questo, è riuscito a fornire una piattaforma per costruire prodotti e servizi adatti ad un’economia senza confini. Lanciato a Singapore, dove la legislazione su come creare una criptovaluta legale è più dettagliata che negli Stati Uniti, Algorand vanta solo investitori accreditati e ha destinato una percentuale di token alla società. 

    La blockchain più ecologica di sempre è sostenuta da fondamenta solide “made in Italy”: le basi della crittografia moderna, gettate da Silvio Micali. 

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