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The Sandbox vs Decentraland: Metaversi a confronto

23 giugno, 2022
12 min
The Sandbox vs Decentraland: Metaversi a confronto
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    Cos’è il metaverso? Uno spazio unicamente digitale, ma del tutto reale: i casi d’uso non riguardano solo intrattenimento e svago, ma anche studio e ricerca accademica. Decentraland e The Sandbox sono le due principali realtà nel metaverso blockchain, un mondo digitale che condivide la sicurezza e le applicazioni, non solo economiche, di questa tecnologia. Infatti, le tokenomics di MANA e SAND alimentano funzionalità che spaziano dal Gaming alle mostre di NFT. Tuttavia, dal confronto tra Decentraland e The Sandbox sorgono esperienze diverse: cerchiamo di ricavare il meglio del metaverso da entrambe.

    Cos’è il metaverso: dal cyberspace al VR

    Sappiamo già cos’è il metaverso e come funziona ma, prima di lanciarci all’avventura ed atterrare a The Sandbox o Decentraland, esploriamo meglio le origini del concetto. 

    L’idea di un universo completamente digitale matura in Neuromancer (1982) di William Gibson con il nome di “Cyberspace” che, assieme al film Blade Runner, ha dato inizio al genere letterario e movimento cyberpunk. Tuttavia, il termine “Metaverso” è stato coniato da Neal Stephenson in Snow Crash (1992): un romanzo che ha proposto la realtà post-internet di un videogioco popolato da Avatar e Demoni informatici.

    Curiosità

    In informatica, un Demone è un programma eseguito automaticamente “in background”, quindi senza controllo diretto dell’utente, generalmente innescato all’avvio del sistema operativo di un computer. Riconoscerli è facile, i loro nomi finiscono tutti in “d”.

    Facciamo un salto ad inizio millennio: il metaverso esisteva già nella forma di “life simulation”, ovvero videogiochi in cui vivere la quotidianità del proprio personaggio. The Sims, da febbraio 2000, è forse l’esempio migliore di verosimiglianza, ma è SecondLife (2003) che introduce la vera “società virtuale” e una precoce forma di valuta digitale scambiabile con il dollaro USA. Il passo ora è breve: la blockchain può ricreare queste forme di collettività umana, dotandole di soluzioni quali criptovalute e token non fungibili (NFT), che sostituiscano i primitivi costrutti di gioco, in un nuovo metaverso tecnologicamente avanzato.

    Oggi si può fare addirittura esperienza concreta del metaverso:  tramite tecnologie quali la realtà aumentata (AR) e la realtà virtuale (VR), è possibile immergersi in un mondo virtuale, senza i limiti di quello fisico; pensa solo alla forza di gravità, perché non dovremmo poter volare nel metaverso? Sia l’AR che la VR hanno applicazioni oltre lo svago: ad esempio, vengono sfruttate in medicina, psicologia, ingegneria e design.

    Curiosità

    Nel 1962 fu creato Sensorama, il primo sistema VR, che permetteva di sperimentare un’altra realtà coinvolgendo olfatto, tatto, vista e udito. 

    Le grandi aziende americane del gruppo FAANG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google) sono già nel metaverso; infatti, il progetto di Zuckerberg ha preso proprio questa direzione, diventando Meta. Tuttavia, la vera innovazione è nativa della blockchain: Decentraland (MANA) e The Sandbox (SAND) sono i due principali metaversi crypto, ma anche Axie Infinity ha creato il suo personale. In particolare, confronteremo i metaversi di MANA e SAND e la realtà delle loro soluzioni.

    Decentraland: il metaverso sociale

    Il progetto Decentraland (MANA), creato da Esteban Ordano e Ari Meilich, è stato lanciato nel 2017 tramite ICO, raccogliendo quasi 25 milioni di dollari. Nata su Ethereum, la preistoria del metaverso è stata rapidamente superata in quanto, a livello grafico, il gioco si è evoluto dal 2D (età della pietra) alla successiva ambientazione 3D (età del bronzo). 

    In seguito, con l’età del ferro si è raggiunto un ulteriore livello di sviluppo, permettendo agli utenti stessi di creare contenuti. Questa ha dato inizio ad una vera e propria esperienza sociale dove i giocatori non solo possono costruire e condividere applicazioni, ma riescono a comunicare direttamente tra loro. Decentraland prevede di rilasciare, infine, una quarta versione del suo metaverso: la “Silicon Age”, che implementerà la tecnologia VR nella blockchain.

    Come funziona Decentraland? Il metaverso ha una propria economia, basata su due token ethereum:

    • MANA – è il token principale del progetto: basato sullo standard ERC-20, è utilizzato come “moneta di scambio” all’interno del mondo virtuale, è quindi possibile pagare beni e servizi di qualsiasi tipo con MANA.
    • LAND – ogni pezzo di terra nel metaverso Decentraland è un token ERC-721, ovvero un NFT.  Il suo valore varia in base al “mercato immobiliare” del metaverso, dove ogni proprietà è regolata da uno smart contract. Qui è possibile costruire qualsiasi forma di esperienza ludica: ad esempio, un museo virtuale con opere d’arte NFT, al quale si può accedere pagando un biglietto (in MANA). Opere d’arte NFT esposte all’interno di edifici NFT: ecco cos’è il metaverso.

    Il metaverso tridimensionale Decentraland, quindi, permette ai giocatori di attuare i più disparati casi d’uso: dalla costruzione di edifici sportivi, passando per sfilate di moda NFT, per giungere infine a concerti virtuali, tutti ospitati nella stessa mappa. Infatti, il metaverso è organizzato in “distretti”, cioè in aree con tematiche specifiche: ad esempio, la Crypto Valley dove i progetti blockchain ritrovano le rispettive community, il Conference Center per assistere ad eventi nel verde di un ambiente naturale, la Fashion Street per la moda, Aetheria per gli amanti del cyberpunk od infine il distretto University per l’educazione nel metaverso.

    I possessori dei token (holder) MANA, tra le altre cose, possono contribuire allo sviluppo del progetto, partecipando attivamente alle decisioni: il nome Decentraland sottolinea proprio la sua decentralizzazione. Infatti, tramite una struttura decisionale di tipo DAO, gli holder di MANA possono votare su argomenti come:

    • Aggiunta, rimozione o ripristino di un server di gioco;
    • Aggiornamento dei token LAND per aggiungere nuove funzionalità
    • Aggiunta di nuovi oggetti, nuovi accessori (vestiti per gli avatar ad esempio);
    • Aste immobiliari per la compravendita di LAND;
    • Aggiungere o cambiare i nomi delle vie e delle strade;
    • Cambiare i membri del Security Advisory Board (SAB) che si occupano di prendere decisioni in caso di emergenza.

    Esiste anche un secondo livello di DAO, quello all’interno dei vari distretti. Funziona un po’ come le elezioni comunali: ogni “abitante” potrà votare ed approvare le proposte che preferisce a riguardo del distretto in cui possiede LAND; in base al numero di appezzamenti virtuali posseduti, il suo voto avrà un peso diverso.

    Tuttavia, esistono altri “mondi” nel metaverso blockchain, anche solo nella galassia Ethereum: per comprendere appieno Decentraland potremmo metterla a confronto con The Sandbox.

    The Sandbox: un metaverso di videogiochi

    The Sandbox nasce nel 2012, da un’idea di Sebastien Borget, con l’obiettivo di costruire un mondo 2D virtuale, in cui creare e condividere esperienze di gioco, ma è solo nel 2018 che il progetto viene integrato con la blockchain per dare origine al metaverso 3D che conosciamo oggi.

    Il metaverso The Sandbox apre al vasto pubblico degli artisti, dei creatori di contenuti e a chiunque voglia fruire di una nuova tipologia di intrattenimento, ma in modo particolare al gaming Play to Earn. Infatti, The Sandbox ha una tokenomics che premia lo svago e la creatività, attirando sia programmatori che giocatori. Dunque, osserviamo l’economia, basata su standard ethereum, ed altri elementi importanti nel metaverso The Sandbox:

    • SAND – è l’utility token dell’intero ecosistema: ha un valore indipendente dalle dinamiche del gioco, ma è soggetto alle oscillazioni di mercato, specchio dei casi d’uso implementati dal progetto. Tramite questo token ERC-20 è quindi possibile acquistare beni e servizi, proprietà e terreni edificabili NFT. 
    • LAND e NFT – le LAND sono gli spazi virtuali in cui è possibile costruire le proprie applicazioni, è facile vederli come appezzamenti di terreno la cui proprietà è amministrata dal certificato dell’NFT corrispondente, contenuto in uno smart contract ERC-721 (anche se l’azienda ha parlato della possibile implementazione di altri standard, come l’ERC-1155 o l’ERC-721x) Tuttavia, esistono altri token non fungibili nel metaverso The Sandbox: gli NFT sono il prodotto della creatività degli utenti, che siano vestiti per il proprio avatar o edifici. Le possibilità sono molteplici: è possibile creare un videogioco intero, con le sue strutture ed oggetti, in una LAND di The Sandbox, tokenizzando tutto in NFT. Questi ultimi, poi, possono essere venduti nel marketplace integrato in The Sandbox, oppure in secondary market come OpenSea;
    • DAO – il token SAND può essere utilizzato dai possessori per acquisire diritti di voto nel progetto Sandbox, partecipando alle decisioni e quindi contribuendo allo sviluppo ed al mantenimento. Questa caratteristica è tipica delle DAO, organizzazioni con una governance decentralizzata.

    Oltre a queste caratteristiche fondamentali, per incentivare e stimolare la creatività, il progetto si è dotato di altri due strumenti:

    • VoxEdit – questo è il tool grafico per la creazione dei contenuti di gioco: qualsiasi utente può creare NFT con cui giocare, indipendentemente dalla loro esperienza di programmazione, attraverso una dashboard intuitiva. Un voxel è la più piccola parte tridimensionale delle creazioni: combinandoli insieme è possibile creare piante, alberi, case, avatar personali, oggetti di vario tipo e opere artistiche. Il funzionamento è simile agli atomi che compongono l’universo (o meglio, il metaverso): i loro legami aprono ad infinite possibilità;
    • Game Maker – è un software di creazione 3D per gli ambienti di gioco, anche qui pensato per chi non conosce i linguaggi di programmazione dei videogiochi.
    • Avatar – questo strumento permette la creazione e la personalizzazione, sempre con NFT, del personaggio con cui si gioca. Libera la fantasia!
    Decentraland vs The Sandbox

    The Sandbox e Decentraland a confronto

    The Sandbox e Decentraland sono entrambi metaversi e abbiamo visto possano ospitare diversi casi d’uso, tra intrattenimento, videogiochi ed eventi: apparentemente possono sembrare simili, ma in realtà hanno alcune peculiarità su cui è possibile instaurare un confronto. Vediamo alcuni dei paragoni possibili:

    1. Accessibilità
      • Il mondo di Decentraland, attualmente, è accessibile solo tramite browser internet. È necessario, inoltre, l’utilizzo di un wallet crypto per creare la propria identità digitale. 
      • Sebbene The Sandbox sia nato come gioco per mobile, la versione blockchain del metaverso è accessibile solo attraverso browser web. La creazione dell’identità di gioco necessita anche qui di un wallet crypto, ma avrai più metodi di registrazione: non solo tramite wallet Web3 (come Metamask), o basati su email, opzioni anche in Decentraland, ma anche attraverso i social network. Un Wallet creato dal proprio account Twitter rende il metaverso molto più accessibile.
    2. Grafica
      • Decentraland ha uno stile estremamente realistico, la grafica quindi è simile a videogiochi come The Sims. Pertanto, troverai avatar, oggetti ed edifici dettagliati: l’aspetto cartoonizzato non sacrifica la realtà degli ambienti, paragonabili al concreto quotidiano.
      • Sandbox ha uno stile minimalista, ispirato al celebre videogioco Minecraft ed ai suoi “blocchi”. Tuttavia, l’esperienza di gioco è estremamente immersiva: avrai sensibilità di ciò che ti circonda, sebbene “spigoloso”. 
    1. Dimensioni: entrambi i metaversi hanno reso le loro LAND scarse, ovvero limitate nel numero, tuttavia le mappe sono caratterizzate da dimensioni diverse.
      • Decentraland è formata da 90.061 LAND: non ne verranno create altre, parallelamente alla supply massima di MANA fissata a circa 2,19 miliardi. Senza scarsità, molti spazi verrebbero abbandonati, impattando negativamente sulla qualità del metaverso e quindi sull’esperienza di gioco. Le dimensioni dei terreni virtuali sono anch’esse limitate: 16×16 metri, un perfetto quadrato. Tuttavia, esistono altre regole da rispettare, come il numero di costruzioni per LAND (200) o la grandezza massima dei file caricabili per singolo terreno (15 MB); trovi la lista completa qui.
      • The Sandbox, allo stesso modo, ha un numero limitato di LAND non fungibili, ma diverse per fornitura e dimensioni. Infatti, esistono 166.464 terreni virtuali 96×96 metri, limitati a 128m in altezza. Ci è data un’ulteriore indicazione riguardo la grandezza: 1 metro nel metaverso The Sandbox corrisponde a voxel 32x32x32. In The Sandbox, accorpare più LAND darà origine a proprietà dette ESTATE: un quadrato 3×3, per un totale di 9 terreni NFT, è di tipo small, fino agli extra large 24×24. Grandi idee hanno bisogno di grandi spazi. 

    In conclusione, sebbene entrambi i metaversi aprano a qualsiasi tipo di esperienza, troveremo più facilmente mostre NFT e sfilate di moda non fungibile nei distretti di Decentraland, mentre The Sandbox è il regno del gaming blockchain, che coniuga svago e Play to Earn. Tuttavia, la dinamicità del mondo DeFi non ci permette di categorizzare i metaversi con semplicità: i casi d’uso di The Sandbox e Decentraland sono limitati dalla sola creatività, quindi potrai semplicemente costruire ciò che non troverai!

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