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Hayden Adams e Uniswap: la rivoluzione dei DEX

20 luglio, 2022
10 min
Hayden Adams e Uniswap: la rivoluzione dei DEX
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    Gli exchange decentralizzati (DEX) sono la pietra d’angolo della DeFi, fondamento di molti progetti blockchain, essenziali per distribuire token e raccogliere liquidità. I DEX sono infatti piattaforme di scambio (swap) per criptovalute, amministrate con imparzialità da algoritmi e smart contract, oltre ad essere una delle prime forme di applicazione decentralizzata (DApp). Scopriamo, dunque, come nasce Uniswap, uno dei primi e più popolari exchange decentralizzati, e chi è Hayden Adams, il suo resiliente creatore.

    Chi è Hayden Adams: inarrestabile, come la blockchain

    Un’educazione altamente specializzante rispose per prima alla domanda “chi è Hayden Adams”. Il ragazzo di New York si guadagnò, infatti, il titolo di ingegnere meccanico all’Università di Stony Brooks. Questa carriera sembrava fare per lui, tanto che, dopo aver brevemente progettato dispositivi indossabili per Vista Wearable, venne assunto da Siemens

    Tuttavia, il suo studio della dinamica dei fluidi “sfortunatamente” durò ben poco: a luglio 2017 Hayden venne licenziato e costretto così a tornare a vivere con i genitori, abbattuto e incerto sul futuro. 

    Contro ogni aspettativa, questa sconfitta fu la sua occasione di riscatto: per capire come nasce Uniswap, il progetto madre della finanza decentralizzata (DeFi), dobbiamo approfondire il sentimento di fallimento di Hayden Adams.

    Da dove cominciare? Un exchange decentralizzato con automated market maker (DEX con AMM) non spunta in una notte: la sua innovazione è stata, piuttosto, il prodotto di una collaborazione, partecipata dalla più ampia community di Ethereum

    Deluso dal licenziamento, Hayden chiamò l’amico Karl Floersch, membro della Ethereum Foundation (EF), per trovare conforto. Quest’ultimo, inaspettatamente entusiasta, commentò: “questa è la cosa migliore che potesse capitarti!”, consigliandogli di cominciare a scrivere codici per smart contract.

    Hayden, confuso dall’entusiasmo di Karl, vide la programmazione troppo distante dalla sua formazione, ma venne convinto dalle caratteristiche della blockchain: inarrestabile, incensurabile e condivisa tra pari, senza autorità centrale. Così, comprando qualche criptovaluta, spese i due mesi seguenti a studiare Ethereum e il linguaggio di programmazione Solidity.

    Dopo essersi misurato con i “semplici” codici per gli smart contract di token, Hayden volle una sfida applicativa, così chiese di nuovo consiglio. Karl, questa volta, gli suggerì di sviluppare una proposta di Vitalik Buterin, il fondatore di Ethereum: implementare un AMM in un DEX, in base all’esempio dei mercati di previsione di Gnosis e Augur. 

    Questo condusse alla formulazione dello smart contract di Uniswap per lo scambio di criptovalute, basato sulla curva x*y=k: grazie alla liquidità fornita, in quel momento, da un solo Liquidity Provider (LP), chiunque avrebbe potuto convertire Ether (ETH) in token ethereum ERC-20, in base ai pair disponibili nel prototipo di exchange decentralizzato.

    Come nasce Uniswap: l’incontro con Vitalik

    L’esperienza di apprendimento personale, presto, divenne un serio tentativo di costruire una applicazione decentralizzata (DApp), nel rispetto dei valori di Ethereum

    1. trustless: nessun bisogno di porre fiducia in un’entità centralizzata;
    2. permissionless: aperta a tutti;
    3. resistente alla censura.

    Uniswap voleva essere un esempio virtuoso di progetto Ethereum. Così, forte del proof-of-concept iniziale, Hayden viaggiò per partecipare a tutti gli eventi Ethereum 2018 (come Devcon 3) confrontandosi con la community: trovò appassionati estremamente accoglienti, proprio come i codici open source e permissionless. 

    Valutando progetti simili di DEX, come EtherDelta, scoprì la necessità di un’interfaccia intuitiva: ingaggiò Calill Capuozzo per curare la user experience (UX) di Uniswap. Allo stesso tempo, Hayden aggiunse diversi pair ETH-ERC20 e la possibilità di avere più di un Liquidity Provider (LP) allo smart contract del DEX.

    Proof of Concept (PoC)

    Il Proof of Concept (PoC) è la prima forma di un progetto, un prototipo costruito per valutarne pregi, ed eventuali limiti, e il merito di un finanziamento. Traducibile in “prova di fattibilità”, simula il funzionamento di un’applicazione o di un sistema per dimostrarne l’idea di base.

    Tuttavia, ad aprile 2018, iniziò a fare i conti con la disoccupazione: i profitti che l’avevano sostenuto fino a quel momento, derivanti dagli ETH acquistati inizialmente, vennero pressoché azzerati da un crollo dell’80% nel mercato crypto. Eppure, proprio in quel momento scelse di compiere un atto di fede nel suo progetto: usò gli ultimi risparmi per volare a Seul, dove si sarebbe svolto il Deconomy 2018.

    Senza biglietto, Hayden cercò di intrufolarsi alla conferenza, prontamente respinto. La fortuna, però, non lo abbandonò: incontrò Karl, che lo presentò al profetico Vitalik. Buterin, con facilità disarmante, lesse l’intero codice di Uniswap “versione 0” sul suo telefono, prima di consigliargli di richiedere un finanziamento all’Ethereum Foundation. La domanda per 50 mila dollari, più il costo di una revisione del codice, venne da lì a poco inviata. Un pizzico di fortuna e tanto impegno, ecco come nasce Uniswap.

    Attraverso una serie di altri eventi, come l’Edcon 2018 e la NYC blockchain week, Hayden presentò e sviluppò la demo del suo AMM, sempre accolta positivamente per il rispetto dei valori Ethereum. L’aiuto materiale non si fece attendere: gli uffici di Balance, startup per un wallet ethereum, ospitarono Hayden, invitandolo a condividere settimanalmente i suoi progressi, e il founder Richard Burton finanziò personalmente il suo impegno. Tuttavia, non fu il solo: anche MakerDAO lo accolse spesso nella sede di NY. Questa costante immersione in ambienti stimolanti accompagnò Hayden fino al meritato premio: la EF accettò la sua richiesta di sovvenzione!

    Hayden Adams: esperienze e progetti

    Da V1 a V2: DeFi summer e Yield Farming

    Il modello formalizzato di Uniswap perfezionò il codice e superò diversi controlli di sicurezza prima di essere pronto al lancio, programmato per l’ultimo giorno del Devcon 4, a Praga. Forse per scaramanzia, Hayden mostrò gli smart contract finalizzati a Vitalik. Il creatore di Ethereum, però, riuscì a trovare un errore (ripetuto 20 volte) nella parola “destinatario”: “recipient” era stato scritto “recipeint”! Il contributo di Buterin è stato fondamentale, soprattutto considerando che il nome Uniswap è stata una sua idea: inizialmente Unipeg, propose un nome più coerente alla funzione del DEX, effettuare crypto-swap. Chi ha creato Uniswap? Hayden Adams, ma forse dovremmo riconoscere anche i meriti di Vitalik Buterin.

    2 novembre 2018, Uniswap V1 è online, twitta con orgoglio Hayden: 30 mila dollari fluiscono nelle pool di tre token, tutti da un solo provider. La notte seguente, però, non dormì per paura di un hack: il protocollo, nonostante i test, avrebbe potuto nascondere vulnerabilità, esponendolo così a furti di liquidità. Il secondo giorno, infatti, rifiutò la proposta di un deposito milionario, che avrebbe acuito la sua preoccupazione: non era ancora il momento dei grandi volumi.

    Uniswap cominciò ad essere arricchita da soluzioni, come le analytics su uniswap.info che permettono di monitorare statistiche come: il Total Value Locked (TVL) nel protocollo, i volumi di scambio e le pool più utilizzate. In questa intervista, Hayden celebra proprio il contributo della community, in grado di costruire in autonomia strumenti simili, chiamandolo “l’user-generated content della finanza”. 

    Total Value Locked (TVL)

    Il Total Value Locked (TVL), o “valore totale bloccato”, corrisponde alla somma dei fondi depositati dagli utenti in un protocollo della finanza decentralizzata (DeFi). Questi capitali possono essere usati per diverse funzioni: staking, lending, liquidity mining, in generale yield farming.

    Il DEX Uniswap, nel tempo, raccolse sempre più liquidità: anche MakerDAO trasferì qui le sue pool da Oasis. La crescita del progetto, però, aveva bisogno di altri sviluppatori e fondi, così Hayden organizzò un seed round da quasi 2 milioni di dollari. Questo condusse all’aggiornamento del 18 maggio 2020: la V2 corresse alcuni bug, migliorò la qualità del codice e introdusse gli oracoli. Essi, come prevede Hayden, saranno fondamentali per coordinare l’ecosistema DeFi, piuttosto che per portare dati esterni on-chain, quando la maggior parte degli scambi di criptovalute avverranno in modo decentralizzato (ovvero nei DEX).

    Uniswap, supportando potenzialmente ogni tipo di token, ha beneficiato direttamente della “DeFi summer”, l’incredibile crescita di mercato nell’estate 2020, soprattutto se pensiamo all’esplosione dello Yield Farming: fornire liquidità alle pool, in cambio di ricompense, è attività principe nel DEX di Hayden.

    Da V2 a V3: la governance di UNI

    L’evento “vampire attack” è già stato discusso, ma riassumiamo brevemente: a settembre 2020, l’AMM SushiSwap ha copiato il codice di UNI V2, incentivando gli utenti a trasferire liquidità da Uniswap attraverso discrete ricompense, così da riempire le pool del nuovo DEX. Una mossa legittima, dato l’open source, ma Hayden ha ammesso di aver sempre avuto sospetti sulle intenzioni del promotore: Chef Nomi, leader di Sushi, mise in atto una campagna aggressiva su Twitter, affermando la necessità per i DEX di una governance distribuita tra la community.

    Il lancio del governance token SUSHI, pensato proprio per rendere obsoleto Uniswap, ha accelerato il rilascio del community token UNI, a dispetto dei piani di Sushiswap: il 16 settembre 2020, infatti, un airdrop distribuì 150 milioni di UNI tra 500 mila account.

    Curiosità

    Ad Ottobre 2020, i volumi di trading su Uniswap hanno superato, per la prima volta, quelli mensili di Coinbase.

    Finalmente, giungiamo alla V3 di Uniswap. Il 5 maggio 2021 vengono introdotte la liquidità concentrata, i range order e le commissioni flessibili. Queste innovazioni hanno aggiunto efficienza al capitale, ma il vero risultato, per Hayden, sta nella garanzia di espressività: il liquidity providing è stato professionalizzato, Uniswap permette di adottare complesse strategie “non fungibili” in base alle proprie previsioni. Su Uniswap, infatti, è possibile creare curve di swap su misura per ogni pair, senza dover aggregare soluzioni di diversi DEX: il futuro non vedrà altri AMM ma nuovi approcci agli scambi direttamente su Uniswap.

    La V3 quindi conserva i valori di Ethereum, ed è protetta da una software license di 2 anni (scadenza: 01/04/2023), in modo che l’ecosistema si sviluppi “in casa” prima che i competitor possano copiare il codice. Sebbene più cauto, il progetto rimane coerente ai suoi principi: la validità di questa licenza è comunque soggetta alle decisioni della governance di Uniswap. Hayden ha pensato, inoltre, di aggiungere scalabilità alle funzionalità di Uniswap V3, affidandosi alle soluzioni Layer 2 di Optimism, Arbitrum e Polygon.

    Il founder di Uniswap si aspetta un avvenire “non volatile” per le crypto: l’adozione di massa restringerà il range dei prezzi, così che anche i LP passivi potranno ricevere ricompense, senza necessariamente personalizzare le strategie.

    La visione di Hayden condurrà, così spera, ad un sistema finanziario più equo, che emancipi più persone, ridistribuendo la ricchezza. Tuttavia, non è una certezza: è una realtà da costruire su Uniswap, che potrebbe fornire finanziamenti per quasi 3 miliardi di dollari attraverso l’Uniswap Grants Program. Ad Hayden ne sono bastati 50 mila, più qualche ETH. 

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