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Avalanche: una soluzione al trilemma della blockchain

15 dicembre, 2021
7 min
Avalanche: una soluzione al trilemma della blockchain
Intermedio
Cosa Imparerai

    Avalanche è una blockchain altamente scalabile per lo sviluppo di smart contract e applicazioni decentralizzate.

    avalanche roadmap come è nata

    Il team e il lancio di Avalanche

    Avalanche come progetto fu creato e lanciato nel 2018 dalla Ava Labs, azienda fondata dal professor Emin Gün Sirer, della Cornell University insieme a Kevin Sekniqi e Maofan “Ted” Yin.

    Gün Sirer aveva già ampia esperienza nella ricerca in ambito crittografico, tanto che aveva concettualizzato una valuta virtuale peer-to-peer sei anni prima del rilascio di Bitcoin, continuando a lavorare su soluzioni sia a Bitcoin che a Ethereum fino al 2016.

    Nel 2019 Ava Labs ricevette l’appoggio di investitori del calibro di Polychain, Andreessen Horowitz e Balaji Srinivasan, e l’anno dopo chiuse una ICO da 42 milioni di dollari in meno di 24 ore. 

    Il merito non va però interamente agli studiosi della Cornell University. Avalanche prende il nome da un meccanismo di consenso proposto da un certo “Team Rocket” nel maggio 2018. 

    Poche ore dopo la pubblicazione online di questo documento, Gün Sirer ne fu ispirato e lo twittò. In seguito pubblicò insieme al Team Rocket una revisione di questo modello di consenso e decise di fondare Ava Labs.

    Che progetto crypto sarebbe senza un po’ di mistero.

    La soluzione al trilemma: il consenso

    Avalanche nasce con l’intento di risolvere il trilemma della scalabilità della blockchain, a dimostrazione che un sistema può essere sia scalabile, che decentralizzato, e anche sicuro, senza compromessi.

    Tutto questo è possibile proprio grazie all’algoritmo di consenso creato dal Team Rocket insieme a Gün Sirer chiamato Snowball. Snowball combina i principi del Proof-of-Stake a quelli del Gossip, un metodo di consenso che si applica alle DLT che non sono basate su blocchi. 

    In pratica, è stato preso il meglio delle due principali famiglie di protocolli di consenso: il consenso classico e il consenso di Nakamoto

    Il consenso classico è stato teorizzato già negli anni ‘70 e richiede che ogni partecipante raggiunga il consenso con ogni singolo altro partecipante. Inizialmente questo sistema è molto veloce e semplice, ma quando i partecipanti aumentano, il meccanismo si fa più complesso e più lento – non è quindi scalabile.

    Il consenso di Nakamoto invece richiede sempre gli stessi tempi per essere raggiunto, qualunque sia l’ampiezza della rete, tuttavia questi tempi sono troppo dilatati.

    Nel 2018 il Team Rocket introduce una terza famiglia, la Snow family, applicata per la prima volta con Snowball su Avalanche. Questo tipo di algoritmi non richiede il consenso di ogni singolo partecipante, ma ogni validatore interpella solo parte della rete, selezionata in modo casuale. Semplificando molto, quando la probabilità che si raggiunga un consenso diffuso è sufficiente, la transazione viene finalizzata immediatamente.

    Così Avalanche prende la velocità del consenso classico e la decentralizzazione di Nakamoto.

    Questo algoritmo di consenso è molto complesso, ma il risultato è che, secondo quanto riportato, consente una validazione delle transazioni in meno di un secondo, in modo sicuro, decentralizzato e flessibile. Permette inoltre di validare più transazioni parallelamente, ed è a basso consumo energetico come un classico Proof-of-Stake.

    Com’è fatta la blockchain di Avalanche?

    Il network primario della blockchain Avalanche ha 3 subnetwork o sub-chain:

    • X-Chain, la Exchange Chain, serve a creare e scambiare token
    • P-Chain, la Platform Chain, serve a coordinare i validatori, creare subnetwork e blockchain personalizzate
    • C-Chain, la Contract Chain, serve a eseguire smart contract

    Grazie a queste blockchain Avalanche ha tutto: 

    1. Un’infrastruttura per lo scambio e la circolazione di token nell’ecosistema, che permette la tokenizzazione di strumenti derivati.
    2. Una piattaforma per creare qualsiasi tipo di blockchain, sia essa privata, pubblica o i cui validatori debbano avere specifici requisiti, così da consentire lo sviluppo di blockchain anche per aziende o istituzioni che devono sottostare a regolamentazioni specifiche. 
    3. Il protocollo di Smart Contract è l’AVM, Avalanche Virtual Machine, che permette di sviluppare NFT, ERC-20 e Dapp sfruttando le transazioni istantanee della rete, il che rende particolarmente scalabili e comodi i servizi DeFi così sviluppati.

    Avalanche supporta tutta la EVM, l’Ethereum Virtual Machine, e di conseguenza tutti i linguaggi di programmazione, i token standard e le tipologie di smart contract disponibili su Ethereum.

    Qualunque sviluppatore di Ethereum può così lavorare facilmente anche su Avalanche e di migrare qualsiasi Dapp da Ethereum ad Avalanche.

    avalanche primary network schema

    Che cos’è e come funziona AVAX? 

    AVAX è il token nativo di Avalanche, utilizzato per pagare le commissioni, fare staking e fornire una valuta di scambio comune ai vari subnetwork della piattaforma.

    La fornitura massima è di 720 milioni di token, 360 di cui sono stati rilasciati nel blocco di genesi. Tramite lo staking, vengono messe in circolazione altre monete, mentre le commissioni pagate in AVAX vengono “bruciate”, mantenendo così un’inflazione bilanciata sul lungo termine.

    Attualmente, per partecipare alla rete come validatori, è necessario mettere in staking 2000 AVAX, ma è possibile anche delegare i propri token a un validatore.

    L’ecosistema di Avalanche

    Considerando il lancio a Settembre 2020, su Avalanche sono state sviluppate numerosissime Dapp in poco tempo. Molte altre Dapp nate su Ethereum invece hanno scelto di espandersi anche su Avalanche.

    La sua adozione è stata favorita prima dallo sviluppo del bridge che ha connesso la C-Chain di Avalanche con Ethereum, e poi da un programma di incentivi chiamato Avalanche Rush, col fine di attrarre le applicazioni DeFi sulla sua blockchain.

    I primi protocolli a migrare sono stati Curve ed Aave, hanno seguito altri come SushiSwap, Kyber Network e Tether. 

    Aave, originariamente basata su Ethereum e in seguito su Polygon (Layer 2 di Ethereum), dall’Ottobre 2021 è anche su Avalanche, uscendo così per la prima volta dall’ecosistema di Ethereum. Curve invece era già disponibile su altre 5 blockchain Layer 1 e Layer 2.

    Alcune Dapp native di Avalanche sono:

    • Pangolin, un exchange decentralizzato basato su AMM, su cui è possibile anche fare staking e yield farming.
    • Yield Yak, un aggregatore di DEX su Avalanche che permette yield farming ottimizzato.
    • Trader Joe, un DEX il cui token è JOE.
    • Yay Games, una piattaforma di giochi decentralizzati, Marketplace e per il lancio di giochi tramite IGO (Initial Game Offering).
    • Avalaunch, una piattaforma decentralizzata per il finanziamento di progetti e per aiutarli a creare una community.
    • Benqi, una piattaforma di lending e presto di staking, alimentata dal token QI.

    In un mercato ricco di competitor di Ethereum, Avalanche si distingue con la sua soluzione al trilemma, che prima sembrava del tutto insormontabile, e per un ecosistema DeFi in forte crescita. 

    Sostenuto da alcuni dei più importanti investitori crypto, Avalanche sembra pronto per affrontare una lunga strada.

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