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Denelle Dixon: paladina della Stellar Foundation

12 luglio, 2022
12 min
Denelle Dixon: paladina della Stellar Foundation
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    Scopriamo chi è Denelle Dixon, CEO e direttore esecutivo della Stellar Development Foundation. Si tratta di un’organizzazione, senza scopo di lucro, che supporta la crescita e lo sviluppo di Stellar (XLM): una rete blockchain open source. Denelle Dixon, Ex Chief Operating Officer (COO) di Mozilla, si batte per la “net neutrality” e per rendere l’industria delle criptovalute green, etica e accessibile: ecco come nasce Stellar.

    Chi è Denelle Dixon?

    Denelle Dixon oggi è un’avvocatessa con una solida carriera alle spalle, proprio come sognava da bambina. Cresciuta a Gilroy, una cittadina nel Sud della California, a 8 anni aveva già le idee chiare: voleva essere la prima della sua famiglia ad andare al college, per poi combattere la violenza domestica con la legge.

    Avendo già deciso in infanzia il suo percorso, si è laureata presso l’Università della California in Scienze Politiche nel 1992 e, successivamente, ha frequentato l’Hastings College of Law per diventare dottoressa in Giurisprudenza. Così, nel ‘98 ha ottenuto il primo incarico presso lo studio legale Folger Levin & Kahn, dove è rimasta per circa otto anni. 

    Solo nel 2007 è arrivata l’opportunità di lanciarsi nel settore di cui ora è esperta: Dixon è stata assunta da Yahoo come responsabile dell’assistenza legale. In particolare, ha lavorato a stretto contatto con altre aziende, dirigendo un team di avvocati nel campo dei diritti d’autore, licenze e per affrontare alcuni contenziosi relativi alla gestione delle informazioni personali degli utenti. In seguito, Denelle Dixon è stata nominata direttrice della strategia legale sul suolo statunitense per la società di private equity Terra Firma.  

    Queste esperienze le hanno permesso di maturare conoscenze e posizioni chiare in materia di gestione dei dati online, desiderando un mercato più rispettoso dei diritti degli utenti. Infatti nel 2014, entrando a far parte del team di consulenti di Mozilla (l’azienda che ha creato il browser Firefox), si è espressa decisamente a favore della net neutrality e del diritto degli utenti al controllo dei dati personali. Da vicepresidente senior del dipartimento di Business e Legal Affairs, presto Dixon è diventata Chief Operating Officer (COO) di Mozilla, impegnandosi a garantire  trasparenza, controllo e innovazione a chi frequentasse la piattaforma, per ottenere un business sostenibile. 

    Proprio grazie a questa posizione si è imbattuta nelle criptovalute, dandoci così possibilità di raccontare come nasce Stellar e la Foundation alle sue spalle. 

    Net Neutrality:

    Il concetto di Net (o network) Neutrality esprime i valori di un Internet aperto a tutti, indipendentemente dal mezzo, applicazione o piattaforma usata. Secondo il principio di Net Neutrality, i provider di servizi internet (ISPs) devono considerare ogni tipo di comunicazione come paritaria, evitando così di penalizzare alcuni tipi di utenti per i servizi e i contenuti di cui usufruiscono.

    Come nasce Stellar: Foundation e Blockchain

    Si potrebbe dire che siano state le criptovalute a trovare Denelle e non lei a cercarle: “Quando lavoravo per Mozilla trascorrevo molto tempo studiando Internet. È così che ho iniziato a dilettarmi un po’ nella comprensione della blockchain”. Questa tecnologia si è rivelata per Dixon uno strumento in grado di rimodulare il sistema finanziario che, a suo dire, non era equo, così da soddisfare le più disparate esigenze degli utenti (una battaglia che l’accompagna da tutta la vita).

    Il crescente interesse per il mondo delle criptovalute ha portato Denelle Dixon ad assumere, nel 2019, la carica di Chief Executive Officer (CEO) della Stellar Development Foundation. La SDF è un’organizzazione no profit che supporta la crescita e lo sviluppo del progetto Stellar, una rete blockchain open source con la sua criptovaluta Lumen (XLM). Stellar è pensata per favorire gli scambi tra valute fiat e crypto, inserendole in una sola rete che possa supportare transazioni non solo transfrontaliere, ma addirittura globali.

    La SDF è stata fondata nel 2014 da Jed McCaleb, co-fondatore di Ripple, e dall’avvocatessa Joyce Kim: fin da subito hanno collaborato con grandi aziende, come IBM e Franklin Templeton, e varie startup. Il progetto Stellar mira a raggiungere “l’inclusione finanziaria globale” attraverso la tecnologia blockchain: il suo target è rappresentato dagli abitanti di paesi senza accesso ai servizi finanziari oppure con economie in difficoltà, per iperinflazione ad esempio. Per questo obiettivo, sia umano che economico, McCaleb ha trovato che Denelle fosse perfetta, scegliendola così come CEO.

    La fondazione, con sede a San Francisco, conta oltre cento dipendenti. La SDF supporta gli sviluppatori della blockchain di Stellar e i possessori della criptovaluta Lumen (XLM) sotto diversi aspetti: fornisce assistenza aziendale e legale, oltre a fornire indicazioni tecnologiche. 

    Denelle Dixon e Stellar: tutela per donne ed emarginati

    Possiamo apprezzare la figura di Denelle Dixon perché, a differenza di altri Crypto Hero, si mostra anche nella sua quotidianità e umanità. In quest’intervista ha spiegato che, nel periodo di pandemia, ha continuato a correre tutte le mattine e a leggere molto, nonostante la convivenza frenetica con i suoi cinque figli (tra gli 11 e i 20 anni) e il compagno.

    Questo lato umano di Dixon si riflette anche nelle qualità del progetto Stellar, affrontate nella medesima intervista: “Ci sono aziende in Africa che stanno costruendo su Stellar, risolvendo problemi come gli spostamenti tra regioni di persone, cacciate dal paese a causa di discriminazioni”, attraverso “un portafoglio digitale che può essere messo su cellulare, così che non debbano portare con sé oggetti di valore o denaro. Li avranno nel loro wallet, in modo da accedervi da una zona all’altra quando vi arriveranno”. Sono proprio i trasferimenti internazionali di denaro aperti alla gente comune, gli strumenti per i rifugiati, e le risorse offerte agli immigrati che hanno motivato Dixon sin dal principio della sua direzione: “È questo che intendo quando parlo di cosa ci sia di così fantastico nel potere dell’open source, nel potere di una blockchain permissionless: il loro focus sui casi d’uso”, ma la storia di come nasce stellar riserva molto altro.

    Secondo Denelle, infatti, la rete di Stellar può essere una risorsa anche per le donne, escluse da alcuni settori come la finanza e la tecnologia, o persino tenute ai margini della società, in alcune parti del mondo. Innanzitutto, “ciò che sappiamo – ha continuato – è che ogni volta che le donne hanno l’opportunità di impegnarsi nella finanza e di avere accesso a strumenti e prodotti finanziari, il PIL del rispettivo Paese migliora”. Tuttavia, a molte donne vengono precluse tali occasioni: “non sono coinvolte nell’assetto lavorativo tradizionale, quindi non hanno gli strumenti per avere accesso ad un conto bancario” che permetterebbe loro di sfruttare “prodotti e servizi finanziari, così da essere in grado di accedere al loro personale modo di creare ricchezza” e dicontribuire all’ economia delle loro famiglie e a quelle locali”. La rete Stellar, attraverso la criptovaluta Lumen (XLM), cerca proprio di preservare il frutto del loro lavoro, tokenizzando qualsiasi valuta e asset in rapporto 1:1 con il dollaro o altre valute locali, ma soprattutto fornisce un accesso all’economia mondiale, senza limiti geografici o lunghe attese.

    Denelle Dixon, esperienze e progetti

    Stablecoin e CBDC: regolamentazione ed inclusività

    Denelle Dixon è molto attiva sul suo profilo Twitter, dove con orgoglio aggiorna i follower sui traguardi e le collaborazioni del progetto Stellar; tuttavia, non si risparmia dall’esprimersi a riguardo dei grandi temi del panorama blockchain. A tal proposito, ha subito commentato l’approvazione della legge MiCA da parte del Parlamento Europeo: in particolare, ha elogiato il ruolo direttivo assunto dall’Europa in merito alla regolamentazione crypto, incitando gli USA a prendere esempio, non solo per stimolare l’innovazione finanziaria, ma anche per mantenere la leadership in questo ambito. 

    Inoltre, nel thread del tweet, ha menzionato gli elevati standard imposti alle stablecoin, un tema caro a Denelle Dixon, da lei già affrontato in concomitanza del fallimento del progetto Terra-Luna. Infatti, a maggio 2022, ha formulato una definizione di stablecoin, elencando una serie di criteri:

    • Se un token non è supportato da una riserva di monete fiat, che esse siano dollari, euro o pesos, allora non è una stablecoin
    • Se le riserve, in base alle quali il token è emesso, non sono trasparenti, ovvero chiare a proposito della loro composizione, allora non si tratta di una stablecoin
    • Se il token non è disposto ad essere sottoposto ad “audit”, ovvero un controllo da parte di terze parti, che possa attestare le sue riserve, allora non è una stablecoin

    Denelle Dixon afferma così la necessità di trasformare questi punti in requisiti, al fine di una regolamentazione che protegga i consumatori, definendo chiaramente la natura delle stablecoin.

    Sempre in ottica di inclusione per chi ha difficoltà ad inserirsi nel sistema economico globale, Denelle Dixon ha mostrato il suo appoggio per le Central Bank Digital Currency (CBDC), ovvero quelle valute digitali emesse da una Banca Centrale, pertanto peer-to-peer ma lontane dalla decentralizzazione delle criptovalute. Le CBDC sono una nuova forma tecnica che la valuta fiat può assumere, e dunque sono regolate dai rispettivi governi esattamente come lo sono le monete fisiche.

    Controcorrente rispetto al resto del settore crypto, Dixon ha appunto sostenuto questa nuova opzione di pagamento, affermando di stare collaborando con enti della finanza tradizionale per l’esplorazione delle CBDCs. Infatti, Dixon le considera piuttosto un’integrazione agli attuali servizi legati alle valute fiat come stablecoin, bonifici, carte di credito e contanti. Questo perché il fine ultimo, secondo lei, è ottenere un sistema finanziario al servizio di tutti, lo stesso obbiettivo del progetto Stellar.

    Il magico numero 3: il futuro di Stellar

    Denelle Dixon, in un post sul blog di Stellar, ha riassunto passato, presente e futuro dei suoi tre anni a capo della Stellar Development Foundation, dandoci un’occasione di approfondimento su come nasce Stellar e come si evolverà.

    Titolando l’intervento “Three is a Magic Number”, Denelle Dixon ci conduce nelle tre fasi temporali del progetto Stellar: in principio, Denelle e il team di Stellar, si sono concentrati sulla definizione di struttura, strategia e ruolo della foundation nell’ampio ecosistema crypto. Denelle ha deciso, quindi, di votare l’intero processo alla trasparenza e alla chiarezza, costruendo così roadmap annuali, aggiornate costantemente nei traguardi, verso il grande obiettivo di inclusività finanziaria

    Tuttavia, per rendere solido il progetto, ha anche siglato accordi con altri attori blockchain. Infatti, ha presto integrato la stablecoin USD Coin nel network di Stellar, così da fornire ad USDC un network veloce e con basse commissioni. Inoltre, la SDF ha deciso di istituire l’Enterprise Fund, così da supportare la costruzione di progetti innovativi sulla rete di Stellar. Questo ha portato alla creazione di vari prodotti, tra cui Automated Market Maker (AMM), ma soprattutto ha stimolato Denelle a condividere i casi d’uso di Stellar con la vasta community crypto. Questo percorso l’ha condotta fino al congresso dell’ “US House Committee on Financial Services”, dove ha testimoniato e divulgato a proposito di asset digitali.

    Questi risultati l’hanno resa particolarmente entusiasta e consapevole dei vantaggi della blockchain di Stellar: “veloce, conveniente, interoperabile ed efficiente”, come dev’essere una rete in grado di garantire accesso alle criptovalute e al sistema economico per milioni di persone. Il futuro di Stellar, come afferma, sarà infatti caratterizzato da una particolare attenzione per gli smart contract, un ulteriore strumento per l’inclusività a suo parere. Questa scelta rappresenta un cambiamento radicale rispetto al design iniziale della blockchain, non pensata per ospitare applicazioni decentralizzate, ma il Project Jump Cannon avrà proprio l’obiettivo di implementare la tecnologia degli smart contract in Stellar.  

    Inoltre, se il proposito di Stellar è di fornire i suoi servizi ad un numero sempre maggiore di utenti, non potrà evitare di confrontarsi con le questioni di scalabilità, ad esempio le transazioni al secondo. Infatti, Denelle ricorda i progetti già in atto di “bridging” e la volontà di Stellar di coniugare scalabilità e commissioni basse. 

    In conclusione, Denelle Dixon ha deciso di rappresentare il futuro in prima persona, ancora prima di essere CEO della SDF: ha creato il podcast block by block, per discutere giorno per giorno del mondo crypto. Se potesse intervistare se stessa bambina, cosa le direbbe? Il suo sogno di giustizia sta diventando realtà?

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