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Chi è Fabian Vogelsteller, il padre dimenticato dell’ERC-20

19 maggio, 2022
7 min
Chi è Fabian Vogelsteller, il padre dimenticato dell’ERC-20
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    Chi è Fabian Vogelsteller? Uno dei primi collaboratori di Vitalik Buterin presso l’Ethereum Foundation, Frozeman (questo il suo nickname) ha sempre lavorato dietro le quinte, progettando le fondamenta della blockchain. Il suo contributo ha portato ETH ad essere un modello tecnico per tutti i progetti crypto: lo standard ERC-20, le caratteristiche essenziali per creare token ethereum compatibili, porta la sua firma. La semplicità è il comune denominatore del suo lavoro: proviamo a trovare la storia, lo stile inconfondibile e il nome di Fabian tra i punti chiave della DeFi.

    Semplificare Bitcoin

    Fabian Vogelsteller non nasce come frontman, ha dapprima preferito collaborare a progetti promettenti piuttosto che rappresentarli. Infatti, la sua storia non è stata oggetto di intervista finché non ha deciso di fondare Lukso con Marjorie Hernandez: una blockchain originale, per la quale è anche Chief Architect.

    Andiamo con ordine: Fabian nasce in Germania nel 1984 e ancora oggi vive a Berlino. Specializzatosi in web development e nelle tecnologie audio e film, riceverà il Master of Fine Arts, facendo anche esperienza con alcuni linguaggi di programmazione presso l’Università di Buffalo.

    L’originale educazione l’ha reso un web developer e designer versatile, impegnato nella scrittura di codici e progettazione di interfacce. Nel 2012 fece l’esperienza comune al viaggio di ogni Crypto Hero: Bitcoin che, con i suoi concetti rivoluzionari, “molto probabilmente sfiderà internet e cambierà il modo in cui trasferiamo e gestiamo i soldi online e non”, così scriveva nel suo blog frozeman.de. Mostrandosi stupefatto dall’andamento di BTC, prevedeva un prezzo potenziale di 50 mila dollari, correttamente. 

    Tuttavia, esprimeva il suo disappunto per l’assenza di strumenti semplici: la mancanza dei supporti necessari a rendere quotidiano l’uso di Bitcoin, così da sostituire le carte di credito, era un ostacolo troppo grande all’adozione della criptovaluta. Oggi esistono wallet multi-signature e soluzioni layer 2, come il lightning network, ma ai tempi c’erano solamente fork di Bitcoin: la Satoshi Era si era appena conclusa.

    Curiosità

    La Satoshi Era è quel periodo compreso tra la pubblicazione del whitepaper di Bitcoin (31 ottobre 2008) e l’ultimo contatto di Satoshi Nakamoto con il mondo, avvenuto attraverso il forum Bitcointalk (12 dicembre 2010).

    Così, Fabian progetta un Bitcoin Browser Wallet come estensione per Google Chrome. Una parola ricorre nella presentazione del progetto: semplice, semplice, semplice! Le innovazioni devono essere user-friendly per sperare di avere successo, questa la filosofia di Fabian Vogelsteller.

    Strumenti per il web3 facile

    In quest’intervista Fabian racconta che, dopo aver assistito alla nascita di diverse “copie” di Bitcoin, nel gennaio 2015 entrò a far parte della Ethereum Foundation, il cuore pulsante della blockchain di ETH, il suo motore innovativo. Questo comportò la sua evoluzione da “web developer a web3 developer”: qui costruì molti strumenti di base per rendere più facile il lavoro dello sviluppatore.

    Il suo incarico prevedeva anche la progettazione di interfacce semplici per gli smart contract e la creazione di applicazioni decentralizzate (dApp) facili da usare. 

    I contributi di Fabian sono innumerevoli: in primis, il browser Mist, un’interfaccia per avere accesso a tutte le dapp disponibili nell’ecosistema Ethereum. Tuttavia, il progetto è stato interrotto nel 2019 per problemi di sicurezza. In seguito, creò il primo Ethereum Wallet, così come la libreria Javascript web3.jr, la più utilizzata per progettare dapp in grado di interagire direttamente con un client Ethereum (in poche parole, una raccolta di codici per costruire applicazioni).

    Fabian Vogelsteller di Ethereum: l'inventore dei token ERC-20

    Un modello di token: ERC-20

    La sua idea più rivoluzionaria e fondativa, però, fu un’altra: l’Ethereum Request for Comment 20 (ERC-20). Innanzitutto, essendo il protocollo di Ethereum in continua evoluzione, c’era bisogno di un modo formale e pratico di proporre miglioramenti: l’EIP (Ethereum Improvement Proposals). Le EIP “sono il modo in cui le persone propongono, dibattono e adottano i cambiamenti”, e consistono in una breve descrizione delle specifiche tecniche e delle motivazioni di un’innovazione per Ethereum.

    Esistono diversi tipi di EIP, tra cui le ERC: standard per la costruzione di smart contract ed applicazioni. Si tratta di un insieme di regole e linee guida per semplificare lo sviluppo su blockchain, di convenzioni come i requisiti necessari ad un token ethereum per essere compatibile con il resto dell’ecosistema: per questo Fabian propose lo standard ERC-20.

    Vogelsteller definisce i token ethereum “solo smart contract con un saldo”: creando un modello standard, ogni dapp o smart contract interagirà con qualunque token ERC-20 mediante la stessa modalità, come se fossero tutti uguali. In effetti è così, i campi indispensabili sono comuni a tutti, cambiano solo i valori inseriti. 

    Ad esempio, Young (YNG) è un token ERC-20, quali sono state le funzioni da implementare per crearlo, scambiarlo e depositarlo nel tuo wallet? 

    • Nome Token: Young
    • Simbolo: YNG
    • Decimali: 18
    • Fornitura totale di Token (Total supply): 100.000.000

    Oltre ad un’identità, ogni token-smart contract deve avere altre funzioni informatiche per consentire diverse operazioni: balanceOf, per scoprire il bilancio di un indirizzo, transfer per spostare gli ERC-20 tra diversi wallet, tra le altre cose. Oltre a ciò, sono essenziali alcune funzioni per creare “eventi”, necessari alla verifica e alla firma delle transazioni, come l’approval.

    Internet of Blockchains e identità universali

    Le regole dell’ERC-20, proposte il 19 novembre 2015, sono state largamente adottate, dando vita al fenomeno delle ICO: innumerevoli progetti DeFi hanno raccolto fondi in cambio di token ethereum ERC-20, tra cui Tezos, Filecoin ed EOS. Curiosamente, la forma finale dello standard è stata approvata solo nel 2017, in contemporanea od addirittura dopo alcune Initial Coin Offering, anche se la sua struttura non cambiò di molto.

    Eppure, Fabian afferma di essere contrario all’autorità: il suo impegno nella standardizzazione lo ha automaticamente inserito nel mondo delle normative, ma la sua intenzione non era quella di creare schemi rigidi. In seguito, è stato lui stesso a rompere il paradigma: la sua nuova blockchain Lukso utilizza uno standard diverso, l’ERC-725.

    Questo standard, conservando la tecnologia di base di Ethereum, implementa negli smart contract una funzione nuova: la Universal Receival Function, che supporterà ogni tipo di asset crittografico, passato, presente e futuro, semplicemente riconoscendolo attraverso un ID. Questo permetterà di riunire tutti gli indirizzi blockchain personali in un unico profilo, compatibile con ogni tipo di token e blockchain.

    Questa è la missione di Lukso, creare identità uniche su blockchain con annesse foto, link ai propri siti e social, ma che soprattutto mostreranno l’elenco degli asset conservati: token, NFT, criptovalute, così da decentralizzare i profili e rendere obsoleti i blockchain explorer (soluzioni private e centralizzate). Tuttavia, ENS già fornisce un servizio simile: domini registrati sulla blockchain di Ethereum, riducendo la complessità degli indirizzi wallet. Fabian, però, può vantare compatibilità universale, non solo con l’ecosistema Ethereum. Il nuovo protocollo di Fabian ha il potenziale di semplificare l’utilizzo della blockchain e avvicinare il mondo al Web3. A proposito, Fabian crede che il futuro non vedrà un solo vincitore, ma una fitta rete di blockchain, ognuna con la sua utilità, che collaborerà al progresso open-source: come potranno interagire se non attraverso l’universalità dell’ERC-725, evoluzione dell’ERC-20?

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