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Fantom: la DeFi non è solo su blockchain

20 aprile, 2022
10 min
Fantom: la DeFi non è solo su blockchain
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Cosa Imparerai

    Fantom è una piattaforma DLT (Distributed Ledger Technologies) per lo sviluppo di Dapp e soluzioni DeFi. Con la sua tecnologia unica, pone le basi per un ecosistema altamente scalabile e flessibile. Scopriamo come funziona e a cosa serve Fantom (FTM).

    fantom

    Come nasce Fantom? 

    L’innovazione, in ogni ramo della tecnologia, procede affrontando i limiti dei progetti precedenti. Nella blockchain, questo processo è favorito dal carattere generalmente open-source dei progetti. 

    Fantom in particolare è nato per rispondere al trilemma della scalabilità: bilanciare scalabilità, sicurezza e decentralizzazione, un ostacolo insormontabile per molte blockchain Layer 1. L’obiettivo iniziale, dunque, era fornire un’alternativa a costi e velocità di Ethereum, caratterizzato da gas fee spesso elevate e una decina di transazioni al secondo, prima della versione 2.0.

    Così, Ahn Byung Ik, dottore in computer science e creatore dell’app SikSin (molto usata in Corea per valutare ristoranti), Bob Tucker, Matthew Hur, e Michael Kong, abile sviluppatore di smart contract ethereum, costituirono la Fantom Foundation nel 2018. 

    La sede alle Isole Cayman, che coordina le operazioni in Sud Corea, ha visto molti cambiamenti: Tucker, Hur e Ahn hanno abbandonato il progetto, quest’ultimo lasciando il ruolo di CEO a Kong, già Chief Information Officier. Inoltre, Andre Cronje, fondatore di Yearn Finance, è stato per lungo tempo technical advisor di Fantom, ma a marzo 2022 ha deciso di abbandonare la DeFi, come già aveva fatto nel 2020 per l’ostilità della community.

    Fantom è una Blockchain?

    Fantom è una DLT un po’ diversa dalla blockchain. Se il termine DLT abbraccia tutte quelle tecnologie che permettono la costruzione di database decentralizzati, tra quelli sottoforma di ledger distribuiti troviamo da una parte la blockchain e dall’altra parte il DAG. 

    Fantom combina la struttura DAG con il meccanismo di consenso del Proof-of-Stake.

    DAG sta per Directed Acyclic Graph e indica una particolare struttura e ordinamento di dati informatici. Questo tipo di DLT dunque non prevede blocchi di dati consequenziali, ma una rete di transazioni connesse tra loro, in una struttura ad albero. Generalmente le transazioni vengono verificate secondo il metodo del “Gossip”, ossia la trasmissione del consenso tra un nodo e l’altro attraverso la rete.

    Come funziona Fantom?

    La Struttura DAG

    Il DAG di Opera è una variazione che in parte si ispira anche alla blockchain, in quanto la rete ad albero è composta da “blocchi di eventi” in ordine cronologico che contengono le nuove transazioni. Ogni nodo del network conserva una copia del DAG.

    Per far funzionare questa rete, Opera si serve di 3 componenti. Questi prendono curiosamente i loro nomi dalle Moire, le dee del destino nella mitologia greca che tessevano il filo della vita di ogni persona. 

    • Clotho, la “filatrice” della vita – è un tipo di blocco di eventi speciale.
    • Lachesis, che girava il fuso decidendo la sorte della vita – è il meccanismo di consenso.
    • Atropos, che recideva il filo della vita – è un blocco di eventi speciale scelto dai Clotho.

    Così come le Moire filavano la vita di ognuno, questi componenti collaborando decidono le sorti di Opera e quindi di Fantom.

    dag di fantom

    Verifica delle transazioni su Opera

    Il processo è molto complesso, ma tenendo a mente il concetto di “gossip” e i personaggi che compongono il DAG, possiamo immaginare la verifica delle transazioni come un effetto di rete che permette a tutti i nodi di avere conferme sulla validità delle transazioni semplicemente notificandosi l’un l’altro.

    • Un nodo riceve delle transazioni dagli utenti e le raggruppa in blocchi di eventi, che trasmette alla rete.
    • Quando un blocco è noto alla maggior parte della rete, si chiama Root.
    • I nodi trasmettono alla rete sia i blocchi ricevuti da altri che i propri, favorendo la diffusione delle informazioni da loro validate.
    • Quando un blocco Root raggiunge un ulteriore livello di notorietà, diventa un Clotho, da cui dipendono alcuni blocchi eventi semplici, dei quali contiene le informazioni e connessioni.
    • I Clotho comunicano tra loro per raggiungere il consenso sull’elezione di un Atropos.
    • La serie di Atropos che si forma lungo il DAG costituisce la chain principale, quella che tutti i nodi hanno conservata e che funge da riferimento temporale.

    Come funziona Lachesis

    Questo sistema è particolarmente veloce e scalabile perché i validatori non devono scambiarsi blocchi a vicenda come negli altri tipi di Proof-of-Stake e nel Proof-of-Work, ma solamente scambiarsi periodicamente informazioni sugli eventi, senza dover essere perfettamente sincronizzati.

    Lachesis infatti è tecnicamente un meccanismo di consenso aBFT, Asynchronous Byzantine Fault Tolerance, che, a livello pratico, rende la finalità delle transazioni quasi istantanea e permette alla rete di tollerare il comportamento malevolo di un terzo dei partecipanti al massimo.

    Questa è una percentuale molto più bassa del classico 51% del Proof-of-Work, tuttavia c’è una barriera all’ingresso molto alta per i nodi che vogliono partecipare alla validazione su Opera.

    I nodi di Fantom hanno tutti uguale importanza e poteri, tuttavia sono pochissimi (circa 60). Questo perché la Fantom Foundation richiede che mettano in staking almeno 500.000 FTM per poter diventare validator e la fondazione stessa li supervisiona. La tolleranza a comportamenti dannosi per la rete, inoltre, è pari a zero: per qualunque tentativo di compromissione, si applica lo slashing, ossia la confisca dello stake del validatore.

    Lo staking – in quanto semplice blocco dei token per ricevere ricompense – è invece più accessibile, grazie al meccanismo di delegazione che richiede di bloccare come minimo solamente 1 FTM, anche tramite il wallet nativo di Fantom. 

    La DeFi su Fantom

    Grazie alla sua estrema scalabilità, Fantom è particolarmente adatto a sviluppare Dapp. Ogni dapp può servirsi di una sidechain personalizzabile di Opera, il cui numero è illimitato,  al contrario delle parachain di Polkadot.

    Gli smart contract di Fantom si basano completamente sull’EVM di Ethereum, ossia l’infrastruttura che permette di programmare smart contract con Solidity.

    Questo da una parte significa che i due ecosistemi sono completamente compatibili anche per quanto riguarda i token standard e questo facilita sicuramente il lavoro agli sviluppatori, ma dall’altro implica una dipendenza di Fantom da Ethereum. Per questo molti si augurano un prossimo rilascio di una FVM nativa, che non necessariamente implicherà una minore compatibilità (cfr. Avalanche).

    Fantom, originariamente dedicata alla creazione di “città smart” (come supporto ai servizi),  è poi passata alla DeFi, al tracciamento della supply chain, alla tokenizzazione di asset e alla creazione di monete digitali per banche centrali (CBDC). 

    La particolarità di Fantom è che non ospita solo progetti di sviluppatori esterni, ma ha anche previsto una suite di servizi DeFi complemente nativi e concepiti dal team interno con la supervisione di Andre Cronje. Partiamo da questi ultimi.

    La caratteristica più innovativa della suite è il liquid staking, possibilità ancora offerta da pochissimi protocolli. Questa permette di usare i token FTM in alcune Dapp, anche quando sono in staking. Su fantom.finance sono disponibili le funzionalità fMint, fSwap e fLend, su cui si possono utilizzare sia FTM che versioni sintetizzate di altre valute, simili ai wrapped token e agli asset sintetici, basati sul token standard di Fantom. 

    Con il protocollo di fMint è possibile mintare la stablecoin ancorata al dollaro fUSD, bloccando FTM con un rapporto 5:1. Con gli fUSD ottenuti si possono comprare fBTC, fETH, o altri 174 asset sintetici su fSwap

    Il liquid staking si applica a fMint perché per generare fUSD è possibile anche utilizzare il proprio stake, nella forma di fFTM, ossia la versione tokenizzata del token nativo. 

    Infine, con fLend è possibile ricevere o concedere prestiti decentralizzati in fTokens ricevendo ricompense di yield farming.

    La piattaforma DeFi di Fantom Finance può essere raggiunta direttamente dal web wallet di Fantom: fWallet, utilizzato anche per lo staking di FTM.

    Fantom supporta anche gli NFT, utilizzati in diverse dapp sviluppate su Opera.

    Il secondo ecosistema DeFi di Fantom si basa sull’interoperabilità tra protocolli Ethereum: tra di essi, Sushiswap, Curve e Cream finance; la compatibilità con l’EVM è fondamentale per attrarre i nuovi capitali della finanza decentralizzata. Fantom, a tale scopo, mette a disposizione il Fantom Bridge per trasferire gli ERC-20 token su Opera. 

    A cosa serve FTM? 

    Il token nativo di Fantom (FTM) è alla base dei processi di staking, governance e può essere utilizzato nelle Dapp dell’ecosistema, ma è anche il mezzo di pagamento per le commissioni del network.

    La fornitura massima a cui il token FTM può arrivare è di 3.175 miliardi, tutti pre-minati al lancio del network. Circa il 40% di essi sono stati distribuiti tra investitori privati in tre round di investimento, raccogliendo quasi 40 milioni di dollari. Soltanto l’1.5% della supply è stato concesso all’ICO del 2018. I fondatori e il team hanno conservato circa il 7.5% dei token, premiando gli advisor e gli altri collaboratori con il 12%, mentre la restante parte (circa un altro 40%) sarà riservata per la Treasury e incentivi allo staking. 

    Per votare alle decisioni di governance, 1 FTM equivale a un voto. La particolarità del voto su Fantom è che alle opzioni “Sì” e “No”, è possibile esprimere una preferenza su una scala da 1 a 4. 

    Inoltre, a confermare la struttura flessibile della piattaforma, contribuisce il fatto che il sistema di governance di Fantom è completamente on-chain, e non richiede dunque i tipici hard fork associati a cambiamenti radicali nel protocollo.

    Tutto sommato, Fantom sembra un progetto con una direzione solida e con una tecnologia di base avanzata, che supera i limiti della blockchain andando alla radice del problema, senza scorciatoie. Una significativa attenzione alla sicurezza e un brand emergente supportano ulteriormente la sua candidatura tra gli Ethereum Killer.

    Articolo di Anna Perozzi e Gabriele Limonta

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