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Anatoly Yakovenko e l’illuminazione per Solana

15 febbraio, 2022

7 min

Anatoly Yakovenko e l’illuminazione per Solana
Principiante

Anatoly Yakovenko, l’ideatore dell’innovativo protocollo Proof-of-History di Solana, è un ingegnere tanto geniale quanto riservato. Sebbene non rispecchi lo stereotipo del beach boy, è il suo passato da surfista a dare il nome alla blockchain.  

The American Dream: il sovietico Anatoly

La data di nascita di Anatoly Yakovenko è sconosciuta, gran parte della sua vita privata è avvolta nel mistero, come si addice ad un esperto in crittografia. Nonostante ciò, possiamo risalire alle sue origini ex-sovietiche, in quella che attualmente è l’Ucraina.

La sua storia racconta il “sogno americano” dalla prospettiva di un grintoso immigrato, appassionato al duro lavoro. Infatti, il ragazzino sovietico, con lo stereotipo del “businessman” in testa, fece le prime esperienze imprenditoriali già ai tempi del college, creando la start-up Alescere, che purtroppo non sopravvisse alla bolla delle Dot-com

Il progetto, chiuso nel 2003, riguardava la tecnologia VOIP (Voice over IP), ovvero la trasmissione  della voce attraverso la rete internet, che tuttora usiamo nelle chiamate. L’interesse per i protocolli (SIP e RTP) e i collegamenti p2p tornerà utile per la creazione di Solana.

Curiosità

La bolla speculativa delle Dot-com, tra il 2000 e il 2001, coinvolse la maggior parte delle nascenti aziende nel settore legato ad internet. Il mercato di investitori incauti, trasportati dalla fiducia nel progresso tecnologico, sovrastimò le potenzialità di alcuni progetti, spingendo l’esorbitante crescita delle azioni. Tale rapido incremento di prezzo, rivelatosi poi inconsistente, seguiva l’imperativo “get big fast”, espandersi o fallire. L’esplosione della bolla comportò il fallimento di molte società; alcune, però, riusciranno a risorgere dalle ceneri, diventando leader di mercato nei decenni successivi, come Amazon.

L’ingegnere di Qualcomm

Laureatosi in Computer Science presso l’Università dell’Illinois (Urbana-Champaign) nel 2003, cominciò la sua esperienza da ingegnere in Qualcomm, che continuò fino al 2016.

Tra i molti prodotti e servizi sviluppati, possiamo ricordare applicazioni di Realtà Aumentata e Virtuale, fotocamere 3D, sistemi operativi per telefonia mobile e componenti per servizi Push2Talk. 

Prima di fondare Solana Labs nel 2017, lavorò come Software Engineer presso Mesosphere, oggi D2iQ, e Dropbox, concentrandosi essenzialmente sullo sviluppo di sistemi distribuiti

Queste esperienze, come spiega la sezione “storia” di solana.com, gli insegnarono che “un orologio affidabile rende la sincronizzazione della rete molto semplice”

Proof-of-History: il tempo è relativo a SHA-256

Improvvisamente un’idea balena nella testa di Anatoly: utilizzare la funzione crittografica di hash SHA-256, tipica di Bitcoin, per superare i limiti alla scalabilità delle blockchain. In questo modo, verrebbe risparmiato il tempo richiesto per raggiungere il consenso sull’ordine delle transazioni. 

Il suo protocollo cronometrico, denominato Proof-of-History (PoH), assegna un timestamp crittografico ad ognuna delle transazioni, così da “tenere il tempo” secondo un sistema di riferimento unico e artificiale. 

La descrizione del protocollo PoH viene organizzata in un whitepaper, pubblicato nel novembre del 2017. Questa innovazione permetterà di superare le 5-7 tps (transazioni per secondo) di blockchain come Bitcoin , senza ricorrere a sharding o soluzioni Layer 2 quali il Lightning Network. Il PoH renderà Solana scalabile e competitiva per i sistemi di pagamento centralizzati come Visa, in grado di supportare 65 mila tps, “semplicemente” mettendo d’accordo i nodi sull’ordine temporale.

anatoly yakovenko di solana

Solana: la blockchain nata tra seta e mare

Così Anatoly, Greg FitzGerald e Stephen Akridge, due colleghi di Qualcomm, insieme ad altri 3 ingegneri (provenienti da Google, Microsoft e Apple), costruirono un prototipo di blockchain che chiamarono Silk (seta) e fondarono l’azienda Loom (telaio), progettando di intrecciare tutte le transazioni del mondo in un’unica blockchain. Nello stesso periodo, però, un altro progetto con lo stesso nome, un Layer 2 per Ethereum, venne rilasciato.

Il team decise, dunque, un’operazione di rebranding: Il 28 marzo l’organizzazione comparve come Solana Labs su GitHub, rinominando il progetto Silk in Solana

Il whitepaper di Solana, in continuo aggiornamento sin dalla prima implementazione, presenta diversi meccanismi di consenso e protocolli innovativi: Turbine, Gulf Stream Protocol, Sealevel, Pipelining Infrastructure, Cloudbreak Protocol. Questi nomi curiosi appartengono tutti al campo semantico dell’acqua, perché?

L’origine di Solana è il mare di Solana Beach, una città a Nord di San Diego, in California, dove Anatoly e i colleghi Greg e Stephen hanno vissuto e surfato nel corso dei 3 anni in cui hanno lavorato insieme a Qualcomm. 

La “biodiversità” dell’ecosistema Solana

La versione beta della Mainnet, la rete principale di Solana, è stata lanciata nel marzo 2020 ed è, sin da allora, in costante sviluppo ed aggiornamento.

Inizialmente, su Solana, era soltanto possibile effettuare transazioni e supportare semplici smart contract. Ad oggi, invece, sono disponibili molte funzioni, tra cui le ricompense di staking (dall’11 febbraio 2021), così come un mare di dapp costruite grazie al suo protocollo. 

Tra queste troviamo progetti DeFi come Mango, Orca e Serum, un exchange decentralizzato (DEX) ultraveloce, fondato da Sam Bankman-Fried (CEO di Alameda Research), uno dei primi sostenitori di Solana. 

L’ecosistema di Solana è popolato anche da protocolli di lending (Apricot Finance, Solend e molti altri), marketplace per NFT (Solanart, Solsea, Magic Eden e altri) e applicazioni del Web3 come il browser Brave e Grape, un protocollo per costruire community basate su token.

Solana stessa, come Avalanche, investe in prima persona sull’innovazione e sulle tecnologie decentralizzate: per questo, l’8 aprile 2020, è stata creata “The Solana Foundation”.

La Solana Foundation: missione libertà 

Solana Labs trasferendo 167 milioni di SOL, insieme a tutti gli indirizzi IP legati al protocollo, alla Solana Foundation, annunciò la nascita dell’organizzazione. I fondi della Solana Foundation sono usati per organizzare campagne marketing e incentivi, al fine di supportare e sviluppare ulteriormente Solana.

Anatoly Yakovenko, infatti, come presidente della Solana Foundation, ha una visione chiara: un mondo decentralizzato, dove gli individui possano essere padroni dei propri dati e amministratori delle proprie finanze, essendo in grado di trasferire valore attraverso il network di Solana, indipendente da terze parti.

Ricordando la nascita del WWW (World Wide Web), Anatoly spiega come l’idea iniziale di libertà, condivisione e fiducia sia stata barattata per la sicurezza e l’autorità dei sistemi centralizzati. Secondo il CEO di Solana, l’uguaglianza digitale, la privacy, la resistenza alla censura e l’accessibilità ai servizi possono essere garantite solo da tecnologie decentralizzate, così da rinnovare l’idea originale del web.

Questa volontà di liberazione globale alimenta l’impegno della Solana Foundation, che perciò accelera l’innovazione del protocollo e l’espansione del network di Solana attraverso le seguenti iniziative:

  • Incentivi per popolare di altri “pesci” il mare di Solana e accogliere altri progetti presso il suo porto 
  • Educazione sulle tecnologie decentralizzate
  • Sviluppo e rafforzamento del protocollo per scongiurare gli hacker e aprire rotte verso altre blockchain interoperabili
  • Ricerca su temi critici per la decentralizzazione, come la crittografia, gli algoritmi di consenso e la governance 

Laddove tutti vedono “pool” Solana vede il mare, pronti a navigare?

Articolo di Gabriele Limonta

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