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La leva finanziaria: differenza tra spot e margin trading

18 gennaio, 2022

9 min

La leva finanziaria: differenza tra spot e margin trading
Principiante

I trader utilizzano diverse metodologie in diversi tipi di mercati per effettuare le loro operazioni, ciascuna ha un diverso potenziale di rischio e rendimento. In questo articolo scoprirai le differenze tra Margin Trading e Spot Trading e la leva finanziaria.

Che cos’è lo spot trading?

Nella finanza tradizionale, è il cosiddetto mercato “a pronti”, ossia dove gli strumenti finanziari vengono scambiati per consegna immediata. In questo caso, all’ordine di acquisto o vendita segue immediatamente l’effettivo scambio dello strumento con liquidità, solitamente in valuta fiat.

Qualsiasi exchange o forex offre questo tipo di mercato e servizio, infatti in questo mercato non si usa quindi la leva finanziaria o gli strumenti derivati.

La regola di base che spesso si sente per approcciarsi al trading è “non spendere più di quanto puoi permetterti di perdere“. Questa regola è abbastanza facile da seguire nel mercato Spot in quanto il capitale utilizzabile è esattamente lo stesso che precedentemente è stato depositato sull’account in questione. Vedremo che nel Margin infatti non è così.

Si usa il termine spot trading anche per riferirsi al trading di criptovalute diretto.

Il trading di criptovalute sui mercati Spot assume semplicemente la forma di acquisto e vendita utilizzando il proprio saldo

L’esito di una compravendita su Spot è chiaro: 

  • Se il prezzo dell’asset acquistato sale, e poi vendo, guadagno
  • Se il prezzo dell’asset acquistato scende, e poi vendo, perdo
  • Dopo che ho venduto l’asset, se sale o scende non cambia nulla perché non ce l’ho più.

Tuttavia, sul mercato Spot si possono utilizzare diversi tipi di ordini di vendita e di acquisto.

Il market order è quello più semplice, con cui la vendita o l’acquisto vengono eseguite istantaneamente, al prossimo prezzo di mercato disponibile.

Esistono poi limit order e stop order, che permettono di decidere a che prezzo eseguire la conversione di valuta. Quindi, solo nel momento in cui il mercato di un pair raggiunge un determinato prezzo, l’operazione verrà completata.

Questi ordini complessi non sono strumenti derivati, ma semplici funzioni rese possibili dal software dell’order book.

Il margin trading e la leva finanziaria

Sul mercato margin è possibile utilizzare una leva finanziaria per movimentare più capitale rispetto a quello che si ha realmente sul proprio portafoglio di trading.

Leva finanziaria

Uno strumento che un broker mette a disposizione del cliente e che permette di effettuare scambi con un valore reale maggiore rispetto al capitale posseduto.

La maggior parte dei broker permettono ai propri clienti di fare trading a margine con una leva finanziaria che parte da x2 e arriva fino a un massimo di x50 o persino x100.

Questo significa che con 100 Euro di margine e una leva di x50 posso effettuare scambi del valore di 100×50 = 5000 euro. 

margin trading

In pratica si va a prendere “in prestito” dal broker la differenza, ovvero 4900 Euro.

La moltiplicazione permessa dalla leva finanziaria si applica anche ai profitti o perdite attesi. Per questo motivo la leva è piuttosto rischiosa: se guadagni guadagni molto, e se perdi, perdi molto. 

Razionalmente potresti esserne consapevole, ma se sei suscettibile a bias cognitivi, potresti avere la sensazione di stare rischiando poco solo perché di tasca tua hai impiegato una piccola percentuale dell’importo.

Per questo bisogna vedere sotto un’altra prospettiva la regola citata sopra del “spendi solo ciò che sei disposto/a a perdere”. In questo caso prima devi calcolare quanto perderesti effettivamente, e dedurre così quanto puoi spendere.

Ecco un esempio.

Se utilizzi 100€ del tuo saldo e scegli una leva di x50, la posizione varrà 5000 Euro.

Se il prezzo sale del 2%, si avrà un profitto di: 2% x 50 = 100%, che equivale ad un profitto netto di 100 Euro sui nostri 100 Euro di capitale reale, e si avrà infine 200€.

In caso di oscillazione del prezzo al ribasso, si avrà quindi una perdita del -100% sul capitale originale, e si avrà infine 0€.

Il rischio di liquidazione

I broker, per tutelarsi dalle perdite, non permettono mai di superare una certa soglia di perdita. Questo infatti richiederebbe al trader di restituire molto più di quanto aveva preso in prestito, una somma che si suppone non possieda. 

Per questo motivo esiste una soglia di sicurezza chiamata “livello di liquidazione” che se raggiunta attiva la chiusura automatica della posizione. Questo significa che il broker si prende il tuo margine.

Questo livello è in corrispondenza di un prezzo di mercato che generalmente si trova prima del prezzo che farebbe perdere l’intero capitale.

Tornando all’esempio di prima, se la perdita del 100% del capitale è data da una discesa del prezzo del 2%, la liquidazione potrebbe scattare ad esempio al 90% di perdita del capitale, che corrisponde a un ribasso del prezzo di 1.8%.

Nonostante la soglia di sicurezza, sulla cui presenza e condizioni è bene informarsi preventivamente, il margin trading è altamente sconsigliato per i principianti e per chi non ha sufficiente esperienza e risultati positivi nel trading sul mercato spot.

Anche con questa misura, infatti, le perdite possono comunque essere molto elevate, soprattutto con leve oltre i x25. Infatti più è alta la leva finanziaria, maggiori sono i costi in termini di commissioni e i rischi.

Curiosità

Nel mercato Margin si pagano delle commissioni maggiori rispetto al mercato Spot, queste dipendono da svariati fattori, come il tipo di leva e da quanto si tiene aperta la posizione. Più una posizione Margin è tenuta aperta e più commissioni si dovranno pagare al broker.

Il mercato Margin: cosa significa Long e Short

Nel mercato Margin, a differenza di quello Spot, i trader possono scambiare strumenti derivati che permettono loro di trarre profitto sia dai movimenti dei prezzi al rialzo che al ribasso.

Questo è possibile ad esempio attraverso i futures, contratti a termine tra due parti in cui una sceglie di trarre profitto dalla crescita di un asset, mentre l’altra trarrà profitto dal deprezzamento dell’asset.

Ci sono due termini molto usati nel gergo del settore per indicare queste due posizioni.

  • Long – “andare long” è come dire che si è “bullish” rispetto al prezzo di una criptovaluta o asset. Sì crede quindi che il prezzo salirà e si fa un’operazione per trarre profitto basandosi su questa assunzione. Nel mercato spot, andare long significa acquistare nel momento presente, quando si crede che il mercato si trovi a un minimo, in modo da ottenere profitto nel breve-medio termine.
  • Short – al contrario, andare short significa essere bearish, per cui si opera con l’ottica di un prossimo abbassamento di prezzo. 
long short

È importante sottolineare che queste operazioni non si fanno con una criptovaluta o asset “reale”, ma con strumenti derivati che seguono il prezzo di questi sottostanti. 

Per capire meglio quello che succede quando fai queste operazioni, parleremo sotto in termini di acquisti, vendite e prestiti, ma non sono operazioni dirette. 

Si opera tramite uno strumento finanziario derivato, che negli esempi di seguito replica il prezzo di Bitcoin.

Senza considerare le commissioni e la leva finanziaria, facciamo un esempio di short e long trade.

Quando apri una posizione Long, è come se tu prendessi in prestito dal broker ad esempio 1 BTC, che in quel momento equivale a 50.000€.

Sei in debito di 1 BTC a quel prezzo “congelato”. Hai a disposizione 1BTC.

Se il prezzo sale come previsto, chiudi la posizione ad esempio a 55.000€. Chiudere la posizione è come vendere 1BTC al nuovo prezzo e restituire al broker i 50.000€ iniziali. In questo modo hai guadagnato 5000€.

Quando apri una posizione Short, e sei quindi bearish su Bitcoin, è come se prendessi in prestito dal broker 1 BTC, che “vendi” immediatamente al prezzo di mercato, ad esempio 50.000€. 

Sei in debito di 1 BTC e hai un valore di 50.000€ da usare.

Se il prezzo di BTC scende, ad esempio a 45.000€, e chiudi la posizione, si attiva un acquisto a questo prezzo di 1 BTC.

Il broker si riprende 1BTC del controvalore di 45.000€ e tu rimani con la differenza di 5000€.

Se invece va male, e chiudi la posizione a 55.000€, perdi 5000€.

In entrambi i casi, hai preso in prestito un prodotto finanziario che corrispondeva a 1BTC, e hai restituito lo stesso valore preso in prestito, ma hai guadagnato sulla variazione del controvalore. 

Ricapitoliamo quindi le differenze tra Spot trading e Margin trading:

long short

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